Pareti di 3 metri e tetti che resistono alla caduta di un aereo. Così le centrali nucleari ucraine sono pensate per la guerra
di Elena Dusi , di Elena DusiAnche l’industria nucleare, in Ucraina, è divisa fra Russia e Occidente. I suoi 17 reattori in funzione sono tutti di tipo sovietico. Qui infatti negli anni ’80 il Cremlino decise di concentrare una parte importante della sua produzione energetica proveniente dall’atomo. Ultimamente però per il combustibile Kiev si era staccata da Mosca. Ora i rifornimenti arrivano dall’americana Westinghouse.
Anche per i progetti di costruzione di nuove centrali l’Ucraina si era rivolta all’Occidente. Nessun nuovo impianto in realtà era riuscito a concretizzarsi di recente. Ma Kiev sentiva di essere sotto scacco, dal punto di vista energetico. E cercava tramite il nucleare di rendersi indipendente dal gas e dal petrolio del suo ingombrante vicino. Un suo progetto, avanzato nel 2021, prevedeva di rifornire di elettricità di origine nucleare anche i paesi vicini, dalla Polonia alle nazioni baltiche.
L'atomo maggioritario nella …
Anche l’industria nucleare, in Ucraina, è divisa fra Russia e Occidente. I suoi 17 reattori in funzione sono tutti di tipo sovietico. Qui infatti negli anni ’80 il Cremlino decise di concentrare una parte importante della sua produzione energetica proveniente dall’atomo. Ultimamente però per il combustibile Kiev si era staccata da Mosca. Ora i rifornimenti arrivano dall’americana Westinghouse.
Anche per i progetti di costruzione di nuove centrali l’Ucraina si era rivolta all’Occidente. Nessun nuovo impianto in realtà era riuscito a concretizzarsi di recente. Ma Kiev sentiva di essere sotto scacco, dal punto di vista energetico. E cercava tramite il nucleare di rendersi indipendente dal gas e dal petrolio del suo ingombrante vicino. Un suo progetto, avanzato nel 2021, prevedeva di rifornire di elettricità di origine nucleare anche i paesi vicini, dalla Polonia alle nazioni baltiche.
L'atomo maggioritario nella produzione di elettricità
Il risultato è una nazione in cui l’atomo è maggioritario: il 51% dell’elettricità (84mila Gigawattora sui 160mila totali del paese) è prodotto in 17 reattori distribuiti in 5 centrali (una centrale può avere più di un reattore: Chernobyl ne aveva 4, Zaporizhzhia ne ha 6. E’ l’impianto più grande dell’Ucraina e il quinto del mondo.
Oltre a quello di Zaporizhzhia, occupato dai russi venerdì, un’altra centrale vicino ai combattimenti è quello chiamato “Ucraina del Sud”, che si trova a Nicolaiev Oblas, poco a nord di Mariupol, la città sul Mar d’Azov sottoposta ad assedio e bombardamenti. Lì ci sono altri tre reattori che potrebbero essere raggiunti dagli invasori nei prossimi giorni e, forse, usati per spegnere la luce all'Ucraina. Per questo con l'inizio della guerra l'Unione Europea ha preparato la sua rete elettrica a un all'acciamento d'urgenza con la rete di Kiev. Si cercherà di rifornire di energia in tutta fretta il paese invaso.
I reattori di epoca sovietica
“Esclusi quelli di Chernobyl, i 17 reattori in funzione in Ucraina sono del tipo ad acqua pressurizzata (PWR, Pressurized Water Reactor), sono di tecnologia sovietica, sono stati progettati tra il 1970 e il 1990 e sono entrati in esercizio tra il 1977 e il 2004” spiega Ugo Spezia, ingegnere nucleare, ex direttore del settore Sicurezza Nucleare per Sogin, la Società Gestione Impianti Nucleari, autore di vari libri tra cui uno su Chernobyl.
Il nocciolo e l'edificio di contenimento
Un missile teoricamente non dovrebbe essere un grosso problema per il nocciolo del reattore: l’area in cui avviene la fissione vera e propria degli atomi. “Il nocciolo è inserito all’interno di un recipiente ad alta pressione in acciaio, detto vessel” spiega Spezia. “Le sue pareti hanno uno spessore di circa 25 centimetri e sono in grado di resistere a pressioni superiori alle 150 atmosfere e a temperature superiori ai 300 °C. Il reattore è a sua volta contenuto all’interno di un edificio, chiamato edificio di contenimento, realizzato in calcestruzzo fortemente armato, di forma cilindrica e con pareti spesse circa 3 metri”.
All’interno del nocciolo, prosegue Spezia, “si generano pressioni e temperature così alte che la strutture devono essere necessariamente costruite in modo robusto”. Una centrale, insomma, è realizzata per resistere a una reazione nucleare dentro di sé. Dovrebbe ben resistere a un missile al di fuori di sé. Il discorso ovviamente ha i suoi limiti. Gli edifici di servizio e gli impianti di monitoraggio e controllo di una centrale restano più vulnerabili, pur non essendo meno importanti per la sicurezza. Per non parlare dei depositi per il combustibile esaurito.
L'uranio esaurito colpito a Zaporizhzhia
A Zaporizhzhia, fa sapere l’Ispettorato nucleare dell’Ucraina (Snriu), i combattimenti hanno danneggiato l’edificio del reattore 1, che il 4 marzo era spento. Un missile ha causato l’incendio dell’edificio dedicato all’addestramento, ma altri due colpi di artiglieria hanno colpito il deposito del combustibile consumato. Lo spegnimento del fuoco e la riparazione delle aree danneggiate sono avvenute, tra l’altro, con una delle due linee elettriche della città fuori uso.
Il reattore vero e proprio, insomma, è solo una delle preoccupazioni per la sicurezza di una centrale nucleare in una zona di guerra. “Nessun proiettile di tipo comune è in grado di perforare l’edificio di contenimento del reattore, di penetrare al suo interno, di colpire il vessel, di penetrare al suo interno e di danneggiare il reattore causando lo spargimento di radioattività all’esterno dell’impianto” prosegue Spezia. “Gli edifici di contenimento di ultima generazione sono progettati per resistere anche alla caduta di un aereo militare”. Dopo l’11 settembre 2001, poi, le misure di sicurezza sono state ulteriormente rafforzate, anche se le centrali costruite da allora sono un’esigua minoranza.
Cosa c'è attorno al reattore
L’ipotesi di una guerra attorno a un reattore non è ovviamente nuova. L’attacco a infrastrutture nucleari civili è vietato ad esempio dalla convenzione di Ginevra, con una clausola aggiunta a posteriori. E gli impianti sono costruiti come vere e proprie cittadelle fortificate. “Una centrale nucleare – spiega Spezia - occupa un’area complessiva di circa 10 ettari. Solo una piccola parte è occupata dagli edifici che ospitano i reattori. Molti altri edifici sono funzionali alla centrale, ma di tipo convenzionale, come ad esempio gli edifici che ospitano le turbine e gli alternatori, gli edifici ausiliari, le torri di raffreddamento, gli uffici, le officine, i magazzini. Questi edifici hanno anche la funzione di schermo dei reattori in caso di attacco esterno”.
“All’esterno degli edifici – prosegue l’ingegnere - la gran parte dell’area di centrale è costituita da una zona di rispetto che serve a impedire l’avvicinamento ai reattori da parte di chiunque non sia autorizzato. L’area di rispetto è circondata da un perimetro di sicurezza (recinzione sensorizzata e allarmata) sottoposto a sorveglianza armata di polizia, sorveglianza che in caso di guerra è affidata a unità miliari”.