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Strage di Capaci, chi era Stefano Delle Chiaie, il 'signore nero' dell'eversione

Fondatore e leader di Avanguardia Nazionale, 'er caccola'  si fa le ossa nei moti di Reggio Calabria, finisce al centro dei processi sulle grandi stragi fasciste ma ne esce sempre pulito. E' sempre stato l'uomo dietro le quinte, anche della saldatura tra estrema destra e Lega
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E forse è proprio vero, come dice qualcuno, che è lui stesso un mistero d'Italia, Stefano Delle Chiaie. E che quando il 9 settembre 2019, a pochi giorni dal suo 83 compleanno, ha smesso di respirare all'ospedale Vannini di Roma, con lui se ne sono andati segreti sui quali nemmeno le inchieste giudiziarie riusciranno mai a fare piena luce (il suo nome che spunta nella strage di Capaci è solo l'ultimo capitolo di un libro che andrà forse riscritto ). "Er caccola". Lo chiamavano così, i camerati, e quel soprannome se lo portò dietro dagli inizi, quando quattordicenne frequentava la sezione Appio-Tuscolano del Msi - una specie di approdo per tanti reduci della Rsi - fino alla fine. Fino a quando, a salutarne il feretro, sul sagrato della Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura, una folla distese il braccio nel saluto romano. Delle Chiaie, ovvero il "signore nero" dell'eversione.

E forse è proprio vero, come dice qualcuno, che è lui stesso un mistero d'Italia, Stefano Delle Chiaie. E che quando il 9 settembre 2019, a pochi giorni dal suo 83 compleanno, ha smesso di respirare all'ospedale Vannini di Roma, con lui se ne sono andati segreti sui quali nemmeno le inchieste giudiziarie riusciranno mai a fare piena luce (il suo nome che spunta nella strage di Capaci è solo l'ultimo capitolo di un libro che andrà forse riscritto ). "Er caccola". Lo chiamavano così, i camerati, e quel soprannome se lo portò dietro dagli inizi, quando quattordicenne frequentava la sezione Appio-Tuscolano del Msi - una specie di approdo per tanti reduci della Rsi - fino alla fine. Fino a quando, a salutarne il feretro, sul sagrato della Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura, una folla distese il braccio nel saluto romano. Delle Chiaie, ovvero il "signore nero" dell'eversione.

L'uomo dietro le quinte

Fondatore e leader di Avanguardia Nazionale, l'organizzazione fascista e golpista da lui creata il 25 aprile 1960. Rinata due volte e infine sciolta formalmente nel 1976 per effetto della legge Scelba: tentata ricostituzione del partito fascista. Delle Chiaie che si fa le ossa nei moti di Reggio Calabria, Delle Chiaie che finisce al centro dei processi sulle grandi stragi fasciste - stazione di Bologna e piazza Fontana. Ma che in un modo o nell'altro ne esce sempre assolto. Eppure è la storia, giudiziaria e politica, a ritagliargli un ruolo di primo piano nella stagione della strategia della tensione. Un viaggio iniziato quando, nel 1956, a 20 anni, Delle Chiaie esce dal troppo "istituzionale" e "paludato" Msi per seguire Pino Rauti e Paolo Signorelli nell'avventura di Ordine Nuovo (anch'esso infine sciolto dal ministero dell'Interno). Da lì in poi, per il minuto ma scaltro e spregiudicato leader e fondatore di Avanguardia Nazionale, è un crescendo. Gli archivi parlano per lui: la Battaglia di Valle Giulia accanto agli allora inseparabili Mario Merlino e Adriano Tilgher; è il primo arresto. La AN di Delle Chiaie si avvicinerà al Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese, e dunque, poi, il coinvolgimento del Golpe Borghese. Più che frontman, Delle Chiaie è sempre stato un "organizzatore": l'uomo dietro le quinte.

Dalla fuga in Cile alla Lega

Esplodono le bombe nere, lo processano, lo interrogano. Rimedia condanne per falsa testimonianza: niente, per uno così. Nel 1970 la fuga a Madrid, poi nel Cile di Pinochet, che conosce grazie a Borghese. Lo accusano di avere dato un contributo nella persecuzione dei dissidenti del regime. Quando torna nella Spagna post-franchista è implicato nell'organizzazione dei GAL, gruppo paramilitare creato dal ministero dell'Interno del governo Gonzalez per contrastare il terrorismo dell'ETA. Fughe, ritorni e ripartenze. "Er caccola" diventa una primula nera. Il 2 agosto 1982 tentano di arrestarlo in Bolivia e lui scappa a Caracas in Venezuela. Dove il 27 marzo 1987, dopo 17 anni di latitanza in America Latina, lo ammanettano: è accusato di associazione sovversiva, banda armata e concorso in strage. Ai processi diventa - per molti - l'uomo dei "depistaggi", un mago nell'inquinamento delle indagini. Uscito indenne dai processi, a inizio anni '90 Delle Chiaie cerca di rifarsi un'immagine rientrando nella vita politica. Sempre lì, a destra della destra. Fonda l'agenzia di stampa Publicondor; prova a mettere insieme pezzi della vecchia destra extraparlamentare (con l'immancabile Tilgher). Nasce la Lega Nazionale Popolare che nel 1992 si presenta alle politiche nella lista della Lega Delle Leghe di Domenico Pittella: un flop. Ma è questa attrazione per la "lega" e le "leghe" che segna uno dei passaggi meno conosciuti, e forse più interessanti, delle altalene politiche del "signore nero" Delle Chiaie. Vediamolo.

Il summit neofascista del 2014

Giugno 2014: ad Anzio si tiene un summit neofascista. L'organizzatore è lui, "er caccola". E' una due giorni convocata per festeggiare l'anniversario di fondazione di Avanguardia Nazionale. Alla riunione c'è un ospite importante la cui presenza aiuta a inquadrare le ultime deviazioni politiche di Delle Chiaie: lui è Mario Borghezio. L'ex europarlamentare leghista, monarchico, già proveniente da ambienti vicini a Ordine nuovo. Borghezio, è cronaca, è stato condannato con sentenza definitiva per avere dato fuoco a dei fantocci raffiguranti dei migranti a Torino ed è diventato tristemente noto per vari iniziative e uscite razziste. Una delle sue dichiarazioni più inquietanti: "Hitler ha fatto molte ottime cose, purtroppo sono poco conosciute".

Ma restiamo ad Anzio. Assieme a Borghezio e a Delle Chiaie ci sono altri tre vecchi fasci: Gabriele Adinolfi (fondatore di Terza Posizione, oggi vicino a CasaPound), Bruno Di Luia (ex Avanguardia nazionale) e Adriano Tilgher (anche lui cofondatore di AN di cui fu leader e poi presidente del Fronte italiano). Sotto il drappo bianco rosso e nero della gioventù hitleriana al cui centro campeggia il simbolo di Avanguardia - la celebre runa - Borghezio si rivolge a Delle Chiaie, a conclusione del suo intervento, con questa esortazione: "E allora ti dico, comandante, è ora di dissotterrare l'ascia di guerra. Perché quando un popolo sente il bisogno - e oggi il nostro popolo sente questo bisogno - di una rivoluzione nazionale , noi abbiamo semplicemente il dovere di metterci alla guida di questa rivoluzione. Questo è un compito anche tuo". Poi il leghista Borghezio parla di ronde: "Perché non far breccia nel cuore dei romani e organizzare noi delle iniziative per difendere la grande bellezza di questa città, violentata schifosamente da quelli che l'hanno riempita di immigrati e di immondizia e illegalità diffuse? Se voi partite con iniziative di questo genere - si rivolge a Delle Chiaie - io sarò con voi e alla prima ronda ci voglio essere". Le ronde, dunque. Caso vuole che di lì a poco CasaPound si metterà a organizzarle, all'inizio nei quartieri di Roma, poi nelle periferie di molte città italiane.

La saldatura tra estrema destra e Lega

A Roma dunque, nel 2014, quattro anni prima degli spari del nazileghista Luca Traini a Macerata, c'è chi lavora alla saldatura tra estrema destra e Lega. La testa di ponte dell'operazione? Stando a una telefonata intercettata dai carabinieri tra Roberto Fiore e un suo "colonnello" romano (Alessio Costantini), sarebbe stato proprio lui, er caccola delle Chiaie. L'uomo al centro di trame oscure e di molti misteri della notte della Repubblica. Morto il fondatore, Avanguardia nazionale non ha smesso di vivere. Vecchi e nuovi avanguardisti hanno prima dato vita alla sigla Reazione Nazionale. Ma è la "comunità" stessa di Avanguardia che ancora si ritrova. Cene, convegni, rimpatriate tra vecchi arnesi della destra più estrema. Oggi che si torna a parlare del fondatore, riaffiorano le parole di chi lo ha conosciuto da vicino. E che lo definisce così: "Più una vittima che un carnefice". A parlare è Domenico Furgiuele, già segretario della sezione calabrese della Lega-Noi con Salvini eletto deputato il 4 marzo 2018. Genero del potente imprenditore di Lamezia Terme Salvatore Mazzei, costruttore già sottoposto a sorveglianza speciale per i suoi rapporti con le famiglie della 'ndrangheta. Mafie, fascisti e politica. Appunto. E' il quadro dentro il quale si è sempre mosso, come un'anguilla, "er caccola".