La cocaina invade le piazze italiane, sequestri record nel 2021: nuove rotte e canali di spaccio
La relazione annuale della Direzione centrale dei servizi antidroga: "Le organizzazioni di trafficanti stanno immettendo sul mercato lo stupefacente rimasto fermo durante la pandemia". Cresce la diffusione di cannabis e droga dello stupro. Piazze virtuali di spaccio sul web e consegne a domicilio
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
Le piazze italiane sono invase dalla cocaina. I trafficanti di stupefacenti sono riusciti a riorganizzarsi e a ripartire a pandemia ancora in corso diversificando i metodi di trasferimento della droga e adattando rotte e vettori alle restrizioni a fisarmonica decise dagli Stati di tutto il mondo. E adesso che le barriere sono praticamente cadute ovunque, anche lo stupefacente che era rimasto in attesa nei centri di stoccaggio si sta muovendo alla svelta. Lo testimonia innanzitutto il numero dei sequestri di droga operato dalle forze di polizia in Italia, quantitativi e tipi di stupefacente. Con la 'ndrangheta, come sempre, a farla da padrona. Questi i capisaldi della relazione annuale che la Direzione centrale per i servizi antidroga ha presentato al Parlamento. E illustrato questa mattina al Viminale dal vicecapo della Polizia Vittorio Rizzi e dal direttore dei Servizi antidroga, il generale della Guardia di finanza Antonino Maggiore.
Le piazze italiane sono invase dalla cocaina. I trafficanti di stupefacenti sono riusciti a riorganizzarsi e a ripartire a pandemia ancora in corso diversificando i metodi di trasferimento della droga e adattando rotte e vettori alle restrizioni a fisarmonica decise dagli Stati di tutto il mondo. E adesso che le barriere sono praticamente cadute ovunque, anche lo stupefacente che era rimasto in attesa nei centri di stoccaggio si sta muovendo alla svelta. Lo testimonia innanzitutto il numero dei sequestri di droga operato dalle forze di polizia in Italia, quantitativi e tipi di stupefacente. Con la 'ndrangheta, come sempre, a farla da padrona. Questi i capisaldi della relazione annuale che la Direzione centrale per i servizi antidroga ha presentato al Parlamento. E illustrato questa mattina al Viminale dal vicecapo della Polizia Vittorio Rizzi e dal direttore dei Servizi antidroga, il generale della Guardia di finanza Antonino Maggiore.
La nuova filiera del narcotraffico
Nuovi modelli di business sia nella gestione dei grandi traffici che nelle attività di spaccio hanno segnato la ripresa del mercato nel 2021. Le organizzazioni criminali hanno fatto ricorso, da un lato a catene di approvigionamento globali e dall'altro hanno cambiato le modalitù di cessioni incrementando sempre più l'utilizzo del web e dei nuovi strumenti offerti dalle piattaforme informatiche.
L'aumento dei sequestri
L'incremento dei sequestri di droga rispetto al 2020 è del 54 %, soprattutto per quel che riguarda cocaina e cannabis. Dalle 59 tonnellate rinvente nel 2020 si è passati alle 91 tonnellate del 2021, invertendo la tendenza negativa che proseguiva dal 2019. Diciamo che ( se si escludono gli anni dal 2014 al 2018) non si era mai sequestrata così tanta droga negli ultimi 40 anni.
Il primato della cocaina
E' record per i sequestri di cocaina: più di 20 tonnellate solo l'anno scorso, ben di più di quello che era già stato segnalato come l'exploit del 2020 con 13 tonnellate di polvere bianca sequestrata. "Una crescita costante e dall'andamento esponenziale " , si legge nella relazione della Dcsa. E dai fermi dei container commerciali si conferma la nuova rotta mediterranea già emersa lo scorso anno che, dopo aver fatto tappa nei porti nazionali ( Gioia Tauro innanzitutto) si dirige ( sotto la regia di compagini criminali albanesi e serbo-montenegrine) verso i porti dell'area balcanica, del Mar Egeo e del mar Nero. Una rotta che conferma il consolidamento sulla scena criminale delle organizzazioni balcaniche. Dopo il rallentamento del 2020, riscontrata una decisa ripresa delle importazioni dal Sudamerica dove i cartelli stanno immettendo il surplus di prodotto stoccato durante le fasi più aggressive della pandemia.
Altro notevole incremento è quello dei sequestri di cannabis: +113 % per l'hashish e +135 % per la marijuana. Il dato relativo alle piante, invece, è in controtendenza. Il risultato del 2021 conferma che la cannabis resta lo stupefacente più sequestrato in Italia ( oltre i due terzi di tutta la droga intercettata). Il 20 % della sostanza è costituito da infiorescenze e prodotti derivati a basso tenore di THC. Da segnalare come, accanto ai tradizionali luoghi di importazione della cannabis, si stia affermando una produzione outdoor nazionale soprattutto in Sardegna mentre si è notevolmente ridotto il flusso di droghe leggere in arrivo dalle zone balcaniche.
Consumo di eroina in lieve aumento
Il dato dei sequestri di eroina nel 2021 ( 567,52 chili) è in linea con la tendenza degli ultimi cinque anni e leggermente superiore al 2020. Ma il maggior numero di stupefacente è stato sequestrato su aerei e navi, in calo invece quello in arrivo dalla rotta balcanica che pone interrogativi su quello che sta avvenendo in Afghanistan dall'agosto del 2021 dopo il ritiro delle truppe americane.
Excalation della droga dello stupro
Se la quantità di droga sintetica intercettata nel 2021 mostra una flessione rispetto all'anno precedente non così invece per le sostanze liquide, il GBL e GHB, due potenti sedativi dissociativi meglio noti come droga dello stupro. "Nel 2021 - si legge nella relazione - sono tornate alla ribalta per la scoperta di un vasto fenomeno di spaccio per lo più in vendita online offerta, per altro, da una nuova forma di imprenditoria delinquenziale fai-da-te. " Le droghe sintetiche - osservano gli investigatori - sono molto potenti, ne bastano minime quantità per confezionare centinaia di dosi e basta un semplice clic per creare una piazza di spaccio digitale. Si possono effettuare ordini telematici e ricevere a casa lo stupefacente tramite spedizioni postali".
La 'ndrangheta organizzazione egemone
La droga resta il principale settore di interesse delle organizzazioni criminali transazionali che adoperano metodi sempre più sofisticati per sfuggire alle indagini come la tecnologia crittografica e contano su enormi contiguità soprattutto nei porti. Il ruolo egemone è sempre della ndrangheta, definita "un vero e proprio player in grado di delocalizzare le proprie attività illecite a livello mondiale" Ma anche le altre mafie così come i sodalizi etnici presenti in Italia, albanesi e montenegrini su tutti seguiti dai nigeriani, riescono a trovare ampi spazi di manovra.