Stromboli, un fiume di fango dalla montagna senza più alberi. "Lasciati soli dopo l'incendio"
Di nuovo le vanghe e i secchi, le carriole e gli stivaloni. Di nuovo da soli, a mani nude. Le stesse che la notte del 25 maggio hanno fermato il fuoco, all’alba di ieri hanno scavato, liberato porte e finestre per mettere in salvo centinaia di persone, abitanti, turisti, bloccati dalla valanga di fango, sabbia e pietre trascinati giù sui fianchi del vulcano dalla bomba d’acqua che per un’ora e mezza ha imperversato su Stromboli.
La bomba d'acqua all'alba
Alle 5,30 del mattino, l’isola - case e albeghi strapieni a pochi giorni da ferragosto - si è svegliata devastata. Con decine di case investite dal fiume di detriti venuto giù dal vulcano rimasto, dopo l’incendio, senza più alberi e vegetazione a frenare il terreno, centinaia di persone svegliate di soprassalto in fuga seminude, con gli abiti strappati dalla violenza della valanga di fango che in un&…
Di nuovo le vanghe e i secchi, le carriole e gli stivaloni. Di nuovo da soli, a mani nude. Le stesse che la notte del 25 maggio hanno fermato il fuoco, all’alba di ieri hanno scavato, liberato porte e finestre per mettere in salvo centinaia di persone, abitanti, turisti, bloccati dalla valanga di fango, sabbia e pietre trascinati giù sui fianchi del vulcano dalla bomba d’acqua che per un’ora e mezza ha imperversato su Stromboli.
La bomba d'acqua all'alba
Alle 5,30 del mattino, l’isola - case e albeghi strapieni a pochi giorni da ferragosto - si è svegliata devastata. Con decine di case investite dal fiume di detriti venuto giù dal vulcano rimasto, dopo l’incendio, senza più alberi e vegetazione a frenare il terreno, centinaia di persone svegliate di soprassalto in fuga seminude, con gli abiti strappati dalla violenza della valanga di fango che in un’ora ha creato un muro alto due metri e aperto voragini nelle stradine trascinando via i soli mezzi di trasporto consentiti a Stromboli, motoapi, motorini, biciclette. Un ferito, una cinquantina di evacuati.
La rabbia degli abitanti
«Mi sembra di rivivere la stessa situazione dello tsumani del 2002, solo che questa volta non è arrivato dal mare ma dal cielo», si dispera Carolina Barnao, delegata dell’amministrazione comunale mentre il sindaco Riccardo Gullo dà voce alla rabbia dei suoi cittadini per un disastro davvero annunciato dopo l’incendio nato il 25 maggio su set della fiction “Protezione civile” per le fiamme accese improvvidamente durante la preparazione di una scena, in una giornata di forte scirocco. « Questo disastro era evitabile - dice il sindaco - ed è dovuto alla mancanza di vegetazione che non ha impedito che il flusso d’acqua scendesse a valle invadendo l’isola».
La notizia raggiunge Marco Pontecorvo regista della fiction “Protezione civile”. «Sono davvero dispiaciuto ed estremamente vicino ad una popolazione che ha già sofferto tanto», dice il regista nelle stesse ore in cui la vera Protezione civile finalmente arriva sull’isola per un primo sopralluogo. Che rivela una situazione difficilissima, con decine di persone da evacuare a cui trovare un tetto e con le case e le strade da liberare. Senza altri mezzi che quelli degli strombolani e dei bobcat arrivati con la nave.
L'appello della Protezione civile
«Servono un centinaio di volontari per rimuovere il fango. Servono attrezzi di uso comune ma che non si trovano più a Stromboli: pale, scope e palette da dare ai cittadini», è l’appello del dirigente della Protezione civile siciliana Salvo Cocina che chiede ai volontari di dare disponibilità per raggiungere subito l’isola. Dove operatori turistici e commercianti si disperano con hotel e negozi invasi dal fango mentre fioccano le disdette per il weekend di ferragosto e in tanti cercano il primo aliscafo per andare via. «Dopo l’incendio avevamo chiesto di mettere subito in sicurezza la zona incendiata e una bonifica ma nessuno ha fatto nulla», denuncia Rosa Oliva, presidente della Pro-loco.
È sconvolta anche la scrittrice Paola Mastrocola che con il marito Luca Ricolfi passa molti mesi nella sua casa di Stromboli. « Doveva arrivare l’esercito e invece non è arrivato nessuno. E nulla si è fatto dopo l’incendio, anche la ripiantumazione degli alberi è un’iniziativa a carico nostro. Quest’isola abbandonata da tutti soccomberà. E temo che sia appena iniziato. Chissà cosa ci aspetta con le piogge d’autunno», dice mentre l’ultimo bollettino meteo della Protezione civile rinnova l’allerta piogge torrenziali per oggi.
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