Un Nettuno di alabastro: è la cartolina che ci spedisce oggi dallo spazio il telescopio James Webb. Gestito da Nasa, Agenzia spaziale europea e Agenzia spaziale canadese, il gioiello da 10 miliardi di euro, distante un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, ci ha mostrato l'immagine più nitida del pianeta dai tempi di Voyager 2, la sonda che gli passò accanto nel 1989.
Il gigante di ghiaccio è uno dei pianeti più misteriosi del sistema solare. Rispetto alla Terra, la sua distanza dal Sole è 30 volte maggiore e impiega 164 anni a compiere un giro attorno alla stella. L'equivalente di mezzogiorno, su Nettuno, ha l'apparenza di un nostro timido crepuscolo, con il Sole che appare come un punto in lontananza. Eppure il telescopio Webb, secondo il commento della Nasa, ci ha permesso oggi di vedere degli anelli che mai avevamo osservato prima, soprattutto quelli assai trasparenti più prossimi al pianeta.
Il colore diafano di Nettuno, mostrato da Webb, è spiegato dalla sua composizione. A differenza dei giganti gassosi Giove e Saturno, Nettuno - scoperto solo nel 1846 - è ricco di elementi più pesanti di idrogeno ed elio e nelle immagini di alcuni telescopi ha un colore bluastro a causa del metano, che è presente sia allo stato gasoso che accumulato nelle nuvole ghiacciate. Le macchie brillanti vicino all'equatore potrebbero essere proprio il segno di venti, vortici e tempeste.
In alto rispetto al pianeta, in una delle foto di Webb, si vede quella che potrebbe sembrare una stella, ma è in realtà una delle 14 lune del pianeta: Tritone. Il satellite si muove in direzione contraria rispetto agli altri: ha un'orbita retrograda. Il suo aspetto così brillante è dovuto alla composizione della sua superficie, come se fosse ricoperto da una vernice di azoto condensato.