Terni, polemica per un'inserzione: "Cercasi 40 lavoratori in sala e cucina, ma senza tattoo osceni"
di Antioco Fois , di Antioco FoisPERUGIA - Cercasi lavoratori in sala e in cucina, ma senza tatuaggi osceni in vista. La clausola "no tattoo", che sui social si sta già portando dietro qualche polemica, spunta da un annuncio Facebook per 40 posti di lavoro a Terni nell'ambito della ristorazione. L'annuncio per la selezione del personale part-time a tempo determinato è per due punti ristorazione al PalaTerni, l'area commerciale attorno al palazzetto dello sport. Un ristorante Roadhouse - una steakhouse all'americana - e uno di street food di ispirazione messicana che avrà l'insegna Billy tacos.
La clausola "no tattoo in vista"
Nella versione pubblicata sui gruppi social, l'offerta di lavoro riporta la precisazione "no tattoo in vista (osceni, un fiorellino non guasta)", clausola di esclusione che invece non figura nel testo pubblicato sul sito dell'agenzia interinale che fa da intermediaria. "Nel 2022 c'è gente che giudica…
PERUGIA - Cercasi lavoratori in sala e in cucina, ma senza tatuaggi osceni in vista. La clausola "no tattoo", che sui social si sta già portando dietro qualche polemica, spunta da un annuncio Facebook per 40 posti di lavoro a Terni nell'ambito della ristorazione. L'annuncio per la selezione del personale part-time a tempo determinato è per due punti ristorazione al PalaTerni, l'area commerciale attorno al palazzetto dello sport. Un ristorante Roadhouse - una steakhouse all'americana - e uno di street food di ispirazione messicana che avrà l'insegna Billy tacos.
La clausola "no tattoo in vista"
Nella versione pubblicata sui gruppi social, l'offerta di lavoro riporta la precisazione "no tattoo in vista (osceni, un fiorellino non guasta)", clausola di esclusione che invece non figura nel testo pubblicato sul sito dell'agenzia interinale che fa da intermediaria. "Nel 2022 c'è gente che giudica l'operato o la capacità delle persone in base a dei tatuaggi", si legge in uno dei commenti di protesta. "Ok ai tatuaggi sul palco di un concerto, ma in certi contesti lavorativi alcuni tattoo non sono opportuni", risponde al telefono Matteo "Jacky" Franchi, dipendente dell'agenzia che fa da tramite per la proposta di lavoro ed estensore dell'annuncio social che riporta la clausola "no tattoo".
Il divieto solo per quelli osceni e offensivi
Operatore del settore risorse umane nell'orario d'ufficio, Franchi è musicista nel tempo libero. Un rocker, in arte Hydro Seven, che con voce pacata respinge al mittente le polemiche. "Che lo si voglia o no, nel mondo del lavoro ci sono delle regole - ribatte - e certe aziende richiedono requisiti anche sull'aspetto. Penso ad esempio un direttore d'azienda non deve avere tatuaggi sul viso o ai dipendenti che devono mostrare un certo decoro professionale anche nella presenza". Sui tatuaggi "banditi" per i posti di lavoro in questione, Franchi precisa che si tratta di quelli "osceni o offensivi per il pubblico, come ad esempio legati al fascismo, scritte e disegni che offendono una confessione religiosa o che possono offendere la sensibilità dei clienti, come la scritta 'odio tutti', che va molto di moda".
"Anche io ne ho, ma in punti non visibili"
Insomma, per le risorse umane un fiore di loto "non è considerato un tatuaggio osceno" e non dovrebbe essere motivo di esclusione a un colloquio. "Non è un modo di giudicare il prossimo per l'aspetto - precisa Franchi - ma di opportunità. Anche io ho dei tatuaggi, ma li ho fatti in punti non visibili e sul lavoro li tengo per me".