✕

Covid, oltre 15 milioni di vaccini inutilizzati e giù le quarte dosi: "Le decisioni del governo rallentano le somministrazioni"

(fotogramma)
Nelle ultime settimane c'è stata una riduzione delle immunizzazioni tra il 25 e il 40%. Scotti della Fimmg: "L'allontamento riguarda anche gli anti influenzali"
2 minuti di lettura

Il numero di somministrazioni quotidiane di quarte dosi di vaccino anti Covid si sta riducendo rapidamente. Negli ultimi giorni si è arrivati a 30mila iniezioni ogni 24 ore, contro le 50mila della settimana tra il 17 a e il 23 di ottobre e le 40-45 di quella successiva, con una riduzione tra il 25 e il 40%. La vaccinazione con il secondo booster non è mai decollata in Italia, nemmeno quando sono arrivati i nuovi prodotti bivalenti. Adesso però, con la curva che rallenta, si osserva una netta riduzione, che secondo molti è legata anche alle prese di posizioni del governo.

15 milioni di dosi in magazzino

Intanto nei magazzini delle Regioni si accumulano le fiale dei bivalenti, cioè medicinali che fanno reagire l’organismo contro il virus di Wuhan e contro Omicron 1 oppure Omicron 4-5, e anche del “vecchio” monovalente. Sono circa 15 milioni le dosi inutilizzate. Alle quali vanno aggiunte quelle nemmeno consegnate alle amministrazion…

Il numero di somministrazioni quotidiane di quarte dosi di vaccino anti Covid si sta riducendo rapidamente. Negli ultimi giorni si è arrivati a 30mila iniezioni ogni 24 ore, contro le 50mila della settimana tra il 17 a e il 23 di ottobre e le 40-45 di quella successiva, con una riduzione tra il 25 e il 40%. La vaccinazione con il secondo booster non è mai decollata in Italia, nemmeno quando sono arrivati i nuovi prodotti bivalenti. Adesso però, con la curva che rallenta, si osserva una netta riduzione, che secondo molti è legata anche alle prese di posizioni del governo.

15 milioni di dosi in magazzino

Intanto nei magazzini delle Regioni si accumulano le fiale dei bivalenti, cioè medicinali che fanno reagire l’organismo contro il virus di Wuhan e contro Omicron 1 oppure Omicron 4-5, e anche del “vecchio” monovalente. Sono circa 15 milioni le dosi inutilizzate. Alle quali vanno aggiunte quelle nemmeno consegnate alle amministrazioni locali. Le consegne alle Regioni infatti in questo momento sono ferme mentre a Roma continuano ad arrivare le dosi acquistate attraverso l’Europa. Al ministero alla Salute guidato da Orazio Schillaci c’è preoccupazione per il numero di dosi molto superiore a quelle necessarie. Ne arriveranno ancora, perché i contratti ormai sono stati fatti.

"I cittadini si allontanano dalla quarta dose anche per le decisioni sui medici No Vax"

“C'è un allontanamento diffuso delle persone dalla vaccinazione contro il Covid”, spiega Silvestro Scotti, segretario di Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia. “Le politiche del nuovo governo hanno certamente influito. Perché se tu dici che i colleghi e gli infermieri No Vax possono rientrare a lavorare, fai passare il messaggio che questo vaccino non è poi così necessario e le persone non lo chiedono più. Il governo per ora non sta dicendo niente sull'importanza della vaccinazione anti Covid per i fragili, in particolare la quarta dose (ma ci sarebbe anche la quinta per gli over 80). Nessuno per ora ha fatto appelli alla vaccinazione e le percentuali di copertura tra gli over 60 restano basse. Su una linea simile c'è il presidente dell'Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi. "Dopo il provvedimento del governo si assiste a un crollo delle vaccinazioni. Le cose non so se sono correlate, ma viene da pensare che lo siano. Questo mi preoccupa".

D'Amato: "Si fa passare il falso messaggio che la pandemia è finita"

L'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato aggiunge che il problema "è il messaggio subliminale che sta passando, cioè che la pandemia è finita e che di fatto non c’è pià bisogno di vaccini. In questo modo il governo contraddice il capo dello Stato Sergio Mattarella che in maniera chiara ha detto qualche giorno fa che il Covid è ancora pericoloso. Lui sa che tra quattro o cinque settimane, come dicono Ema e Oms, avremo a che fare con ripresa del contagio, che sarà contestuale con la circolazione dell’Influenza, malattia che quest’anno sarà pesante". D'Amato lamenta di non aver sentito "nemmeno una parola per ricordare ad anziani e fragili soprattutto l’oimportanza di fare la quarta dose".

Problemi anche con l'anti influenzale

“L’allontanamento riguarda anche il vaccino anti influenzale – dice Scotti – a questo punto dell’anno avevamo già somministrato la metà dei vaccini contro la malattia stagionale. Erano i cittadini a chiedere di farlo, per ora personalmente ne ho fatti circa il 25%. Io faccio anche le vaccinazioni domiciliari, ma ora siamo noi a stimolare i pazienti per farli”. Teoricamente l'indicazione è quella di fare la doppia somministrazione in una sola seduta, per proteggere contro le due malattie. Una, il Covid, potrebbe diffondersi di nuovo a causa di nuove sottovarianti, alcune delle quali stanno già circolando. L'altra, l'influenza, quest'anno sarebbe più pesante.

Mantovani: "Preoccupato per i fragili"

Sono coperti con la quarta dose il 37% degli over 80, il 22% dei settantenni e il 13% dei sessantenni. Sul tema interviene anche Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, uno dei massimi scienziati italiani nel campo della sanità. “La mia preoccupazione sono le persone fragili. Abbiamo allentato le misure di sicurezza ma è importante che l'uso di mascherine sia stato mantenuto negli ospedali e Rsa. Purtroppo però c'è una quota molto importante di soggetti fragili, per condizioni di salute o per età, che non hanno fatto la quarta dose di vaccino anti Covid. E questo è un problema”.