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Centomila studenti nelle piazze d'Italia: "Contro il governo e la scuola delle nozioni"

Manifestazioni in ottanta città. Uova a Torino, contestato il ministro Piantedosi a Napoli: "Ipocrisia del merito, decreto anti-rave, non daremo pace a un esecutivo reazionario"
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ROMA - A Roma si parte dal quartiere dei milionari - l'Aventino - con il colbacco dell'Armata rossa. Poi ci si divide: in testa il gruppo che ha organizzato "il corteo del diciotto", la Rete degli studenti medi, dietro, e con un largo vuoto a separare gli spezzoni, i collettivi di quindici istituti autodefiniti duri e militanti: "Non siamo servi del Pd". Alla fine il beau geste davanti al ministero dell'Istruzione: la delegazione non sale a incontrare il solito funzionario.

A Napoli ci si ferma sotto l'Università Federico II, per denunciare l'adulto dipendente dell'ateneo accusato di violenza sessuale nei confronti di sei studentesse, e si srotola uno striscione contro il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e le sue politiche sull'immigrazione. A Bologna ci si imbavaglia e benda, "ci hanno tolto la parola". 

Sono tornati a manifestare gli studenti italiani, anche a Genova, dove non credono "a quella…

ROMA - A Roma si parte dal quartiere dei milionari - l'Aventino - con il colbacco dell'Armata rossa. Poi ci si divide: in testa il gruppo che ha organizzato "il corteo del diciotto", la Rete degli studenti medi, dietro, e con un largo vuoto a separare gli spezzoni, i collettivi di quindici istituti autodefiniti duri e militanti: "Non siamo servi del Pd". Alla fine il beau geste davanti al ministero dell'Istruzione: la delegazione non sale a incontrare il solito funzionario.

A Napoli ci si ferma sotto l'Università Federico II, per denunciare l'adulto dipendente dell'ateneo accusato di violenza sessuale nei confronti di sei studentesse, e si srotola uno striscione contro il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e le sue politiche sull'immigrazione. A Bologna ci si imbavaglia e benda, "ci hanno tolto la parola". 

Sono tornati a manifestare gli studenti italiani, anche a Genova, dove non credono "a quella buffonata del merito", e a Bari, dove la questione da sempre è il servizio di trasporto. Si manifesta in ottanta città grandi-medie-piccole. A Cuneo, a Terni e L'Aquila, a Reggio Calabria, a Melfi. Dicono che in tutto erano centomila, a partire dai duemila di Roma. Erano abbastanza, per un esordio nel primo vero autunno senza Covid. E promettono di crescere: "Questo governo è partito con un deceto anti-rave che è, in realtà, un decreto contro la socialità di sinistra". E' davvero quello l'avversario, l'esecutivo Meloni, "e sarà duro perché ha il voto degli italiani e non starà con le mani in mano".

Centomila, quasi, e tra i mille di Torino c'è chi tira uova piene di vernice rossa contro il Palazzo della Regione Piemonte, in Piazza Castello, ente governato dal centrodestra. E poi contro la sede dell'Ufficio scolastico regionale, in Corso Vittorio Emanuele. Ci rimettono, in entrambi i casi, i poliziotti. Gli studenti di Palermo bloccano il traffico in via Dante e in via Parlatore ed entrano nella stazione centrale. 

L'Alternanza scuola lavoro sono mani rosso sangue, ancora a Napoli, mentre il tema a Perugia è la grave crisi abitativa che fa trovare alloggi agli universitari solo a prezzi strangolanti. "Non è arrivata alcuna risposta concreta dalla Regione", dice Margherita Esposito della Sinistra universitaria-Udu di Perugia.

Luca Ianniello, coordinatore della Rete degli studenti medi, spiega perché i ragazzi hanno paura del Governo Meloni: "Hanno messo al ministero dell'Istruzione il più preparato reazionario che avevano a disposizione, Giuseppe Valditara. Questi dirigenti attaccheranno la scuola mentre lasceranno stare l'università".

Studenti a Napoli inscenano la morte per carovita davanti a una banca (ansa)

Arrivato il corteo al ministero dell'Istruzione (e dell'odiato Merito), quindici ricercatori universitari precari del gruppo R-strike si staccano e occupano la portineria.

Appuntamento al 2 dicembre, in alcun piazze: "Saremo ancora di più".