Corruzione, Cantone: “La norma c’è già ma non ha dato risultati. Il reato è grave, le pene restino”
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Incentivare il pentimento di chi corrompe? "Ma questa norma c'è già. E non ha dato risultati". Repubblica chiede a Raffaele Cantone, oggi procuratore di Perugia, ma per sei anni al vertice dell'Anac, un giudizio sull'uscita di Nordio.
Tajani annuncia un G7 sulla corruzione, ma ci crede a un'iniziativa del genere che parte proprio da Forza Italia?
"Io ci vedo solo una bella e importante notizia. Ed è il segnale che la corruzione può tornare al centro dell'attenzione".
Però, nello stesso tempo, Nordio dice che, così come sono adesso, i reati di corruzione non servono a niente.
"Dire che gli aumenti eccessivi di pena degli ultimi anni sono serviti a poco è corretto. Ma bisogna capire in che modo il ministro voglia riscrivere le norme sulla corruzione. È un'esigenza giusta dire che è necessario spezzare la complicità tra corrotto e corrutt…
ROMA - Incentivare il pentimento di chi corrompe? "Ma questa norma c'è già. E non ha dato risultati". Repubblica chiede a Raffaele Cantone, oggi procuratore di Perugia, ma per sei anni al vertice dell'Anac, un giudizio sull'uscita di Nordio.
Tajani annuncia un G7 sulla corruzione, ma ci crede a un'iniziativa del genere che parte proprio da Forza Italia?
"Io ci vedo solo una bella e importante notizia. Ed è il segnale che la corruzione può tornare al centro dell'attenzione".
Però, nello stesso tempo, Nordio dice che, così come sono adesso, i reati di corruzione non servono a niente.
"Dire che gli aumenti eccessivi di pena degli ultimi anni sono serviti a poco è corretto. Ma bisogna capire in che modo il ministro voglia riscrivere le norme sulla corruzione. È un'esigenza giusta dire che è necessario spezzare la complicità tra corrotto e corruttore, ma la legge Spazzacorrotti l'ha già previsto con l'articolo 323-ter".
E che effetti ha avuto la legge dell'ex Guardasigilli Bonafede?
"A oggi assolutamente non significativi. Quando fu approvata qualcuno disse che con questa norma la corruzione sarebbe stata eliminata. E qualcuno disse perfino che ci sarebbero state le file fuori delle caserme delle persone che volevano denunciare. Di entrambi gli effetti positivi non ho notizia".
Eppure Nordio insiste proprio sul fatto che bisogna "fare in modo che uno dei due collabori, altrimenti la corruzione resta un reato di cui sapremo mai nulla".
"Ribadisco che condivido la sua aspirazione, ma non riesco a immaginare una norma diversa da quella che già c'è. Mi riservo di esprimere un giudizio quando questa intenzione si tradurrà in una norma".
Non sarà che lo spirito garantista di Nordio prevale al punto da fargli dire che non bisogna cadere "nella barbarie giuridica" del solo aumento delle pene?
"Io sono assolutamente d'accordo con lui che non è con le pene che si risolve il problema della corruzione, resto però dell'idea che la corruzione è un reato grave e quindi meriti una sanzione adeguata. Negli ultimi anni ci sono stati inasprimenti eccessivi, ma in passato la pena per alcuni fatti corruttivi era assolutamente irrisoria. È opportuno trovare il giusto equilibrio".
Ma lei non vede spirare un vento abolizionista? Via l'abuso d'ufficio, via la Severino per i sindaci, via pure le pene severe contro la corruzione. Non rischia di essere un libera tutti, un segnale buonista verso ladri e corrotti?
"Mi auguro di no. Quanto all'abuso d'ufficio vorrei ricordare che già nel 2020, nell'ambito di un decreto che riguardava le misure urgenti pro pandemia, il reato è stato del tutto ridimensionato e chi lavora in procura sa bene che si tratta di una norma di fatto applicabile in ipotesi marginalissime".
Anche allora come oggi si parlò di eliminare la "paura della firma".
"La sostanziale cancellazione fu giustificata proprio così. Ma, com'era prevedibile, non ha avuto effetto perché quel timore ha ben altre ragioni. Abolire il residuo dell'abuso d'ufficio oggi sarebbe non solo inutile, ma anche pericoloso: rischierebbe di rendere non punibili quelle condotte di conflitto d'interesse che sono oggettivamente pericolose per l'imparzialità dell'amministrazione".
Ma sulla Severino proprio lei non aveva chiesto dal vertice dell'Anac un ridimensionamento?
"Sì, avevo proposto di eliminare la sospensione, ma solo nei casi di condanna per abuso d'ufficio. Credo invece che quella norma resti sacrosanta quando la condanna, anche in primo grado, riguardi fatti di mafia o di corruzione. Mi chiedo: un imprenditore privato terrebbe il proprio manager condannato per così gravi reati commessi contro la sua impresa anche solo in primo grado? Credo proprio di no. Ricordo solo che l'articolo 54 della Costituzione prevede che i funzionari pubblici hanno il dovere di adempiere le proprie funzioni 'con disciplina e onore'".