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Covid, la mezza linea di Meloni: “Per gli anziani sì ai vaccini. Gli altri chiedano al medico”

Schillaci fa appello alla Ue ma per l'Ecdc lo screening sui passeggeri "non è giustificato". E mentre partono i test a chi viene dalla Cina, da oggi con il dl Rave si esce dall'isolamento senza più bisogno di fare un tampone 
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La "cassetta degli attrezzi", come la chiama da sempre il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, torna improvvisamente a essere utile, o almeno così sembra. Per affrontare la pandemia in questi giorni di dubbi e timori legati a quello che avviene in Cina la destra torna a parlare di strumenti di prevenzione e diagnosi: mascherine, vaccini e tamponi. Il problema è che non si capisce quanto le prese di posizione siano sincere o di maniera. La premier Giorgia Meloni, ad esempio, dedica al tema poche parole. Il suo ministro alla Salute Orazio Schillaci ha fatto una campagna per i vaccini anti Covid e influenza ai fragili e agli anziani e lei ieri ha ribadito che questi "sono i soggetti più a rischio e su cui mi sento di fare un invito più deciso". Per gli altri invece, ci sono molte esitazioni. L'invito è di rivolgersi al medico "che ne sa qualcosa più di me". Probabilmente non …

La "cassetta degli attrezzi", come la chiama da sempre il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, torna improvvisamente a essere utile, o almeno così sembra. Per affrontare la pandemia in questi giorni di dubbi e timori legati a quello che avviene in Cina la destra torna a parlare di strumenti di prevenzione e diagnosi: mascherine, vaccini e tamponi. Il problema è che non si capisce quanto le prese di posizione siano sincere o di maniera. La premier Giorgia Meloni, ad esempio, dedica al tema poche parole. Il suo ministro alla Salute Orazio Schillaci ha fatto una campagna per i vaccini anti Covid e influenza ai fragili e agli anziani e lei ieri ha ribadito che questi "sono i soggetti più a rischio e su cui mi sento di fare un invito più deciso". Per gli altri invece, ci sono molte esitazioni. L'invito è di rivolgersi al medico "che ne sa qualcosa più di me". Probabilmente non più dei suoi esperti, che dovrebbero consigliarla e farle prendere una posizione più chiara. Non è un caso se da quando l'esecutivo Meloni è in carica il numero di somministrazioni si è ridotto in modo sensibile. Del resto tra chi governa c'è anche chi in passato ha messo in dubbio le campagne, soprattutto tra i giovani e i sani. "Invitiamo l'esecutivo a rilanciare la campagna vaccinale sulla quarta dose", ha detto ieri al Senato Maurizio Gasparri di Forza Italia: "Non abbassiamo la guardia". 


Meloni ha anche citato direttamente, cosa piuttosto rara, tamponi e mascherine. Se ci sarà una nuova emergenza Covid "credo che la soluzione siano sempre i controlli, quindi tamponi e mascherine - ha detto - ma il modello di privazione delle libertà conosciuto in passato non mi è parso così efficace e lo dimostra bene il caso cinese". La frase arriva dopo che l'esecutivo ha vacillato quando c'era da prorogare l'obbligo di Ffp2 nelle strutture sanitarie (scomodando pure il presidente Sergio Mattarella che ha fatto un richiamo all'importanza delle mascherine) e dopo aver deciso di togliere l'obbligo di tampone a fine isolamento.


Intanto il ministro alla Salute Orazio Schillaci, che per oggi ha convocato l'unità di crisi del ministero, chiede pure aiuto all'Europa. In Senato ha illustrato l'ordinanza con la quale ha deciso di rendere obbligatori i tamponi per chi arriva dalla Cina. È stata la scelta della Lombardia di offrire i test ai passeggeri, ha ribadito, a spingerlo a fare l'atto: "La decisione di una singola Regione, in mancanza di una direttiva nazionale che fornisca una linea di azione univoca, può creare delle criticità". Il ministro ha fatto notare che l'Italia può fare i test a chi arriva con voli diretti ma così non si "arresterebbe del tutto l'ingresso sul territorio nazionale a causa dell'arrivo di passeggeri anche con voli indiretti". Per chi fa scalo in area Schengen prima di arrivare in Italia è necessario "un raccordo in sede Ue". Ma secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie l'introduzione dei test obbligatori per chi arriva dalla Cina "è ingiustificata" e la misura non sarebbe necessaria a livello dell'Unione nel suo complesso.

 

Tra l'altro, nel Paese orientale circolano sottovarianti che in Occidente si vedono da tempo, quelle di Omicron, come ha confermato anche Schillaci in riferimento ai test fatti in questi giorni a Malpensa. Comunque, la Commissione europea ha convocato una riunione per discutere "su possibili misure per un approccio coordinato dei Paesi Ue". Meloni ha chiesto che la misura italiana sia adottata da tutti gli Stati membri. A sera arriva una doccia fredda dal direttore per l'Europa dell'Oms, Hans Kluge. "Quando si prende in considerazione la reintroduzione e l'implementazione delle misure di screening su chi viaggia - scrive su Twitter - i Paesi della Regione europea Oms non dovrebbero discriminare alcuna particolare popolazione o gruppo, ma trattare tutti con rispetto". Non un complimento all'Italia.


E proprio mentre il caso Cina esplode, la maggioranza toglie alcune misure anti Covid. Il Parlamento ha votato per eliminare il tampone alla fine dell'isolamento dei positivi, decisione che diverrà definitiva oggi col voto sul dl Rave. Ma la regola non vale per chi arriva dalla Cina, visto che si è previsto che per queste persone, se infettate, la quarantena si concluda solo con un test negativo. L'eccezione probabilmente dovrà essere inserita anche in una circolare del ministero, quella dove si manterrà l'obbligo di tampone in uscita anche per il personale sanitario. In ospedali, Rsa e ambulatori, inoltre, fino ad aprile sarà obbligatoria la mascherina. Un altro degli "attrezzi" che si continuano a usare.