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Il carcere dell'Aquila apre i cancelli a Messina Denaro: per il boss il polo del 41bis, massima sicurezza e nessun contatto tra detenuti

Il ministro della Giustizia Nordio ha firmato il decreto per il carcere duro per il boss, arrivato in Abruzzo nella notte. Nei primi giorni sarà sottoposto all'isolamento giudiziario
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ROMA - Matteo Messina Denaro è arrivato stanotte, poco dopo l'una, nel carcere dell'Aquila. Prima un volo militare Palermo-Pescara. Poi in auto, accompagnato da un'imponente scorta dei Gis, il Gruppo d'intervento speciale dei carabinieri, e dai Ros. Il boss - per il quale il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha firmato il decreto per il 41bis - è subito passato per l'ufficio matricola del carcere dove, attraverso il sistema Afis, è stato registrato con la foto segnalazione e sono state acquisite le sue impronti digitali. È stato subito sottoposto alla prima visita medica per verificare le sue condizioni di salute. Gli è stata assegnata una cella dove, per i primi di giorni, sarà sottoposto all'isolamento giudiziario, per cui prima dell'udienza di convalida dell'arresto potrà parlare con l'avvocato.

All'Aquila ci sono già detenuti di tutto rispetto, con cui però non avr&agr…

ROMA - Matteo Messina Denaro è arrivato stanotte, poco dopo l'una, nel carcere dell'Aquila. Prima un volo militare Palermo-Pescara. Poi in auto, accompagnato da un'imponente scorta dei Gis, il Gruppo d'intervento speciale dei carabinieri, e dai Ros. Il boss - per il quale il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha firmato il decreto per il 41bis - è subito passato per l'ufficio matricola del carcere dove, attraverso il sistema Afis, è stato registrato con la foto segnalazione e sono state acquisite le sue impronti digitali. È stato subito sottoposto alla prima visita medica per verificare le sue condizioni di salute. Gli è stata assegnata una cella dove, per i primi di giorni, sarà sottoposto all'isolamento giudiziario, per cui prima dell'udienza di convalida dell'arresto potrà parlare con l'avvocato.

All'Aquila ci sono già detenuti di tutto rispetto, con cui però non avrà alcun contatto. Nomi pesanti di Cosa nostra, come quelli di Filippo Graviano, Carlo Greco e Ignazio Ribisi; della 'ndrangheta, come Pasquale Condello; e della camorra come Paolo Di Lauro senior e Ferdinando Cesarano. Ma in quel carcere c'è pure Nadia Desdemona Lioce che, per le Nuove brigate rosse, è stata condannata all'ergastolo per gli omicidi Biagi e D'Antona, visto che solo all'Aquila, in tutta Italia, c'è la sezione del 41bis per le donne. 

Ma nessuno di loro, già adesso, s'incontra mai. Perché quella prigione è stata pensata proprio, ed ospita solo, detenuti al 41bis. È il polo del 41bis in Italia. I maschi sono 160. Dodici le donne, 'ndranghetiste e camorriste. Un gruppetto di detenuti comuni, per lo più extracomunitari, pensa al vitto e alla manutenzione delle celle. 

Un'oasi di carcere duro in Abruzzo? Proprio così. Un carcere del tutto speciale, messo in piedi, dopo il terremoto, con l'obiettivo di garantire una struttura che non potesse consentire alcun contatto tra i detenuti. Perché i cosiddetti "gruppi di socialità", composti da quattro persone appartenenti a gruppi criminali differenti, quindi mai due mafiosi, o due 'ndranghetisti, o due camorristi. Sempre le stesse persone si vedono solo per l'ora d'aria, ma non hanno alcuna possibilità di scambio con altri gruppi di detenuti. Tant'è che proprio qui è iniziata la collaborazione, ed è stato interrogato a lungo Gaspare Spatuzza, senza che alcuno degli altri "ospiti" si rendesse conto di quanto accadeva. 

Per questa ragione - la totale garanzia della sicurezza - Messina Denaro è stato destinato all'Aquila. Ma anche perché proprio qui, viste le sue condizioni mediche, c'è anche un buon reparto di medicina oncologica. E perché, a differenza degli altri penitenziari che hanno l'area del 41bis, e cioè Sassari, Nuoro e Tolmezzo, consente spostamenti facili rispetto a Roma, in vista dei futuri e di certo numerosi interrogatori dei pm.