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Müller attacca il Papa: “A Santa Marta comanda un cerchio magico”

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Il cardinale fedele a Ratzinger: "Sugli abusi privilegiati gli amici di Bergoglio. Salvini ha ragione sui migranti"
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CITTA' DEL VATICANO - Il cardinale Gerhard Ludwig Müller attacca Papa Francesco a testa bassa in un libro-intervista che esce dopo le memorie del segretario particolare di Benedetto XVI, monsignor Georg Gänswein. Il porporato tedesco, 75 anni, fedelissimo di Joseph Ratzinger, vescovo di Ratisbona dal 2002 al 2012, fu chiamato dal Papa tedesco alla guida della congregazione per la Dottrina della fede. Francesco lo ereditò e nel 2017 lo mise a riposo, con grande sconcerto del tedesco. Da allora è rimasto a Roma, senza incarico, dando voce ai malumori nei confronti del Pontefice riformista.

Il cerchio magico

Già quando era a capo dell'ex Santo Uffizio criticò senza esitazione l'apertura di Bergoglio alla possibilità, decisa dopo un doppio sinodo, di dare la comunione ai divorziati risposati. Ora nel libro "In buona fede" (Solferino), intervistato dalla vaticanista del Messaggero Franca Giansoldati, ripropone tutti i cah…

CITTA' DEL VATICANO - Il cardinale Gerhard Ludwig Müller attacca Papa Francesco a testa bassa in un libro-intervista che esce dopo le memorie del segretario particolare di Benedetto XVI, monsignor Georg Gänswein. Il porporato tedesco, 75 anni, fedelissimo di Joseph Ratzinger, vescovo di Ratisbona dal 2002 al 2012, fu chiamato dal Papa tedesco alla guida della congregazione per la Dottrina della fede. Francesco lo ereditò e nel 2017 lo mise a riposo, con grande sconcerto del tedesco. Da allora è rimasto a Roma, senza incarico, dando voce ai malumori nei confronti del Pontefice riformista.

Il cerchio magico

Già quando era a capo dell'ex Santo Uffizio criticò senza esitazione l'apertura di Bergoglio alla possibilità, decisa dopo un doppio sinodo, di dare la comunione ai divorziati risposati. Ora nel libro "In buona fede" (Solferino), intervistato dalla vaticanista del Messaggero Franca Giansoldati, ripropone tutti i cahiers de doléances del fronte conservatore. A partire dalla decisione del Papa di giubilarlo nel 2017: "È stato un fulmine a ciel sereno", afferma Müller. Che poi critica l'entourage del pontefice argentino: "Vi è una sorta di cerchio magico che gravita attorno a Santa Marta formato da persone che, a mio parere, non sono preparate dal punto di vista teologico", dice il porporato tedesco, secondo il quale "in Vaticano sembra che ormai le informazioni circolino in modo parallelo, da una parte sono attivi i canali istituzionali purtroppo sempre meno consultati dal Pontefice, e dall'altra quelli personali utilizzati persino per le nomine dei vescovi o dei cardinali".

Secondo Müller, ancora, la stretta sulla messa in latino decisa da Papa Francesco, dopo la liberalizzazione che era stata voluta da Ratzinger, è stata "uno schiaffo", "ha scavato fossati e ha causato dolore". È la stessa posizione dei circoli tradizionalisti nonché di monsignor Gänswein, il segretario di Ratzinger che prima ancora che venissero celebrati i funerali di Benedetto ha criticato il Papa con una raffica di dichiarazioni.

Il cardinale Müller, che in passato fu accusato duramente da Marie Collins, sopravvissuta a un prete pedofilo irlandese, di avere remato contro l'introduzione di nuove norme, poi approvate dal Papa, per punire i vescovi negligenti, accusa il Papa di fare favoritismi. E cita il caso del vescovo argentino Gustavo Zanchetta, condannato per abusi, che a suo avviso "fa discutere poiché ha potuto godere di uno status privilegiato in quanto amico del Papa", e quello di don Mauro Inzoli, sacerdote vicino a CL, anch'egli condannato dal tribunale vaticano ma, secondo il tedesco, con una pena mitigata dopo che "un cardinale di curia andò a bussare a Santa Marta, chiedendo clemenza".

La difesa di Becciu

Nel libro-intervista Müller difende il cardinale Angelo Becciu, sotto processo nel tribunale vaticano in un processo sulla compravendita truffa di un palazzo a Londra. "È stato umiliato e punito di fronte al mondo senza che gli sia stata data alcuna possibilità di difesa", sostiene il cardinale tedesco. Che nel libro intervista parla a 360 gradi. La massa, dice, può finire succube di "un capo comune che si può chiamare, di volta in volta, in modo differente: Duce, Führer, Stalin o anche Xi Jinping".
L'Europa, secondo il cardinale, "sembra rispecchiare il mondo proiettato ogni anno da Davos, dove seduti allo stesso tavolo ci sono solo politici, capitalisti e filantropi con l'intento di salvare il mondo, costruire un pianeta nuovo, sulla base del denaro che inevitabilmente prende il sopravvento su altre istanze valoriali". Scettico sui vaccini, Müller ritiene che "con il Covid milioni di persone nel mondo hanno perso il lavoro e sono precipitate nella povertà, mentre un manipolo di super ricchi durante la pandemia ha raddoppiato i patrimoni".

È chiaro, dice Müller, "che i politici, Salvini come anche altri, ritengono che la catastrofe demografica non la si possa risolvere in Europa aprendo le frontiere indiscriminatamente, senza regole, a decine di milioni di africani".