Cronaca

Dopo l'inchiesta di Repubblica, interrogazione al Parlamento: "Più soldi per la sanità pubblica"

Dopo l'inchiesta di Repubblica, interrogazione al Parlamento: "Più soldi per la sanità pubblica"
Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra) chiede che il ministro Orazio Schillaci riferisca sul definanziamento al servizio pubblico denunciato dal nostro giornale. Fratoianni: "Bluff del governo Meloni, alza tensione per nascondere i veri problemi"
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Un'interrogazione parlamentare per chiedere una variazione di bilancio a favore della sanità pubblica. La annuncia Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Bonelli parte dall'inchiesta di Repubblica sulla crisi del sistema pubblico che nasce dai problemi di finanziamento.

"Il Governo Meloni non sta affrontando uno dei problemi cruciali del nostro paese, ovvero incentivare la sanità pubblica, anzi sta prevedendo tagli pesanti - spiega Bonelli - Chiederò una seduta urgente del Parlamento sul tema con informativa del ministro Schillaci". Il deputato ricorda alcuni dei problemi del nostro sistema sanitario: "Liste d'attesa interminabili, carenze di personale medico e finanziamenti insufficienti. Il governo non sarà in grado di garantire il funzionamento del sistema sanitario a causa dei tagli di risorse previsti nella legge finanziaria per il triennio '23-25, che porteranno a un punto di incidenza della spesa sanitaria sul Pil inferiore a quello pre-Covid e sotto la soglia minima raccomandata dall'Oms per garantire la sanità pubblica. La questione è stata denunciata senza successo da sindacati, regioni, medici, infermieri e cittadini".

Secondo le stime dello stesso governo e della Corte dei conti, nel 2025 la spesa sanitaria varrà 6,1% del Pil, cioè pochissimo. Nessun altro Paese d'Europa ha un livello di finanziamento così basso per il sistema sanitario pubblico. Non è un caso che stia aumentando il pagamento "out of pocket", cioè di tasca propria, da parte dei cittadini. Nel frattempo gli organici del pubblico sono in gravi difficoltà, che talvolta potrebbero essere risolte con interventi organizzativi.

Una delle conseguenze della crisi, ricorda sempre Bonelli "è una diminuzione del numero di posti letto ospedalieri e una carenza di servizi territoriali, poiché molti medi stanno abbandonando i reparti. Questo porterà sempre più cittadini a ricorrere al privato per le cure, aumentando il rischio di esclusione per chi non può permetterselo. L'orientamento della maggioranza di governo - denuncia Bonelli - si è delineato con due Odg di Fratelli d'Italia e Lega all'ultima Legge di Bilancio che chiedevano investimenti pubblici a favore della sanità privata. Ricordo che l'articolo 32 della Costituzione stabilisce principi di uguaglianza, solidarietà, equità e universalità per garantire a tutti l'accesso ai servizi e alle cure. Tuttavia, ci sono attualmente disuguaglianze territoriali che richiedono ulteriori investimenti. L'autonomia differenziata proposta dal Governo Meloni acuirà solo le disuguaglianze tra nord e sud a scapito dei cittadini del Meridione. Per questo è urgente l'intervento parlamentare che proporrò nella mia interrogazione".

Sull'inchiesta di Repubblica interviene anche il deputato di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: "Dopo aver letto l’inchiesta puntigliosa, precisa, supportata da dati esatti apparsa su Repubblica sullo stato critico della sanità pubblica del nostro Paese e sulle prospettive disastrose per il futuro se il governo non invertirà la politica dei tagli, appaiono nella loro miserabile pochezza le polemiche salviniane sui migranti e sulle Ong,  si dimostra  avvilente  la campagna propagandistica  della  destra contro il reddito di cittadinanza, ed è evidente che le emergenze e le priorità del Paese sono ben altre che quelle sguaiatamente urlate da Donzelli, DelMastro. Il punto vero è che gli  italiani rischiano nel giro di pochi anni  - prosegue il leader di SI - di non aver più un servizio sanitario pubblico degno di questo nome, e ad approfittare di questa situazione saranno le imprese private del settore sanitario, a cui però potranno rivolgersi solo pochi fortunati e danarosi settori della popolazione".