Strage di Cutro, Mattarella rende omaggio alle vittime e assicura "pieno sostegno" ai superstiti. La folla: "Vogliamo giustizia"
dalla nostra inviata Alessia Candito , dalla nostra inviata Alessia CanditoCUTRO - Giocattoli per i bimbi ancora ricoverati in ospedale, gesti di conforto per i familiari delle vittime che da giorni cercano i loro cari fra le salme che hanno riempito il palazzetto dello sport. E ancora non smettono di arrivare. Nel pomeriggio è stato individuata la sessantottesima vittima del naufragio, un uomo di trenta-quarant'anni. Quanti ne manchino ancora all'appello? Impossibile saperlo.
In ospedale
Volto serio, tirato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva all'ospedale di Crotone poco dopo le 11. E basta il passaggio del corteo di auto che precede quella su cui viaggia il capo dello Stato per far partire una salva di applausi. Non sarà l'unica. La prima tappa è l'ospedale. È lì che da giorni sono ricoverati alcuni dei superstiti del naufragio. Mattarella visita i bambini, si fa precedere da doni - robottini, peluche, una pianola - si informa delle condizioni di ognuno, ringrazia il personale m…
CUTRO - Giocattoli per i bimbi ancora ricoverati in ospedale, gesti di conforto per i familiari delle vittime che da giorni cercano i loro cari fra le salme che hanno riempito il palazzetto dello sport. E ancora non smettono di arrivare. Nel pomeriggio è stato individuata la sessantottesima vittima del naufragio, un uomo di trenta-quarant'anni. Quanti ne manchino ancora all'appello? Impossibile saperlo.
In ospedale
Volto serio, tirato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva all'ospedale di Crotone poco dopo le 11. E basta il passaggio del corteo di auto che precede quella su cui viaggia il capo dello Stato per far partire una salva di applausi. Non sarà l'unica. La prima tappa è l'ospedale. È lì che da giorni sono ricoverati alcuni dei superstiti del naufragio. Mattarella visita i bambini, si fa precedere da doni - robottini, peluche, una pianola - si informa delle condizioni di ognuno, ringrazia il personale medico e paramedico, mediatori e psicologi che sono stati il loro ponte con il mondo. Quando attraversa le corsie sono in molti a salutarlo, ma lui si limita a qualche cenno.
L'urlo: "Giustizia, giustizia"
Al Palamilone, prima arrivano gli applausi, poi un urlo dalla folla "Giustizia, giustizia". È la stessa richiesta che "urlano" i cartelli che da giorni si accumulano sul cancello esterno. Chiedono giustizia, urlano indignazione. "Le persone in balia del mare si salvano. Assassini" è uno dei primi che siano stati attaccati. Altri li hanno portati oggi gli studenti delle scuole, gli attivisti, i semplici cittadini. "Se la nostra spiaggia di Steccato non ha accolto i vostri figli per la Vita, ma per la morte perdonateci", scrivono le donne e madri di Steccato di Cutro. "Ogni vita persa così è un fallimento. L'animale attacca per sopravvivere, l'uomo attacca l'uomo per egoismo. Torniamo a essere umani", si legge su un altro. I bambini della scuola Karol Wojtyla di Capo Rizzuto hanno scritto su un cartello verde: "Non si può morire così! Ognuno di noi avrebbe potuto fare di più".
L'impegno del Quirinale
E giustizia, aiuto, assistenza chiedono i familiari delle vittime. Che dopo il dolore della perdita devono affrontare anche i cavilli della burocrazia. E dopo i giorni dolorosi dei riconoscimenti adesso vorrebbero solo dare sepoltura ai propri cari nella terra da cui sono partiti e ricongiungersi ai pochi superstiti. Sono queste le richieste che i familiari delle vittime della strage di Steccato di Cutro hanno rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E l'impegno del Quirinale, riferisce chi era presente all'incontro, c'è. La maggior parte dei sopravvissuti sono afghani, avrebbe detto il presidente, hanno diritto a essere considerati rifugiati. E come tali vanno trattati.
Desiderio di verità
Ma in generale per tutti i sopravvissuti al naufragio ci sarebbe l'impegno del Quirinale a garantire assistenza. Chiedono tempi brevi per riportare in patria i loro morti, procedura non semplice che richiede triangolazioni con varie ambasciate. Chiedono documenti di transito che permettano ai loro cari di raggiungerli senza attendere i tempi lunghissimi dei ricongiungimenti familiari. Ma soprattutto chiedono verità sul naufragio, vogliono sapere se i loro cari avrebbero potuto essere salvati.
I problemi logistici
Altre richieste arrivano anche dalle associazioni della società civile che stanno dando assistenza ai naufraghi e alle loro famiglie. Che hanno bisogno anche di sostegno logistico. I superstiti stanno al Cara, i parenti si dividono fra l'unico dormitorio pubblico di Crotone e i B&B dove le associazioni che li stanno sostenendo li stanno ospitando. "Ma è altro il supporto di cui avrebbero bisogno", è la richiesta che arriva dal terzo settore. Una prima risposta è arrivata dalla Regione Calabria, che da stasera si occuperà della sistemazione presso un albergo di Crotone dei circa una quarantina di parenti.