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De Micheli: “Toninelli si era piegato a Salvini. Appena arrivata dissi: i soccorsi prima di tutto”

Intervista all’ex ministra pd alle Infrastrutture
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ROMA - "Pensare di commettere errori che possano provocare la morte di persone, come nel caso dei naufraghi di Cutro, è terribile. Sono madre ed è insostenibile vedere le piccole bare bianche". E' la premessa di Paola De Micheli, ex ministra dem delle Infrastrutture. Difende la Guardia costiera: "Sono stati  i 'miei' ragazzi quando ero ministra. Giurano di salvare tutte vite umane, è la loro missione". Ma spiega perché la responsabilità è politica sui salvataggi in mare. "Se l'approccio della destra è quello di dire 'statevene' a casa vostra, il clima diventa pesante". Denuncia: "Da ministra delle Infrastrutture provai a correggere l'eredità del governo di M5Stelle e Lega. In quell'esecutivo comandava Salvini, vigeva la disastrosa logica securitaria dei porti chiusi". Il "caso" della nave Gregoretti, in cui il ministro grillino Danilo Toninelli…

ROMA - "Pensare di commettere errori che possano provocare la morte di persone, come nel caso dei naufraghi di Cutro, è terribile. Sono madre ed è insostenibile vedere le piccole bare bianche". E' la premessa di Paola De Micheli, ex ministra dem delle Infrastrutture. Difende la Guardia costiera: "Sono stati  i 'miei' ragazzi quando ero ministra. Giurano di salvare tutte vite umane, è la loro missione". Ma spiega perché la responsabilità è politica sui salvataggi in mare. "Se l'approccio della destra è quello di dire 'statevene' a casa vostra, il clima diventa pesante". Denuncia: "Da ministra delle Infrastrutture provai a correggere l'eredità del governo di M5Stelle e Lega. In quell'esecutivo comandava Salvini, vigeva la disastrosa logica securitaria dei porti chiusi". Il "caso" della nave Gregoretti, in cui il ministro grillino Danilo Toninelli cedette agli input del Viminale, è il paradigma.

De Micheli, ci aiuta a districarci sulle regole dei salvataggi in mare?

"Da ministra delle Infrastrutture ho scritto un atto di indirizzo che recepisse le modifiche al codice della navigazione internazionale per il salvataggio in mare. L'ultimo indirizzo risaliva al 1996. Quindi era vecchio. Con quel mio provvedimento c'era la copertura giuridica totale anche da parte dell'Italia sulle procedure internazionali già comunque applicate. La stella polare era: le operazioni di salvataggio devono scattare a qualsiasi condizione".

Lei aveva ricevuto una eredità dal suo predecessore, il grillino Danilo Toninelli e, in generale, dal governo giallo-verde sugli sbachi e i soccorsi. Quale era?

"Guardi, il punto non è tanto giuridico. E' che nel governo giallo-verde comandava Salvini e quindi il dicastero delle Infrastrutture mancava di autonomia. Valga per tutti l'esempio della nave Gregoretti,  per dire del tipo di rapporti che c'erano in quell'esecutivo e come gli input erano salviniani e venivano eseguiti".

Il capo del M5Stelle, Giuseppe Conte dice che nel governo rosso-verde da lui guidato la direttiva inequivocabile era salvare vite. Ma l'alleanza 5Stelle-leghisti aveva creato un disastro sugli sbarchi. Lei come ne venne a capo?  

"Innanzitutto per me fu indispensabile rassicurare il corpo della Guardia costiera. Dovevano sapere che la ministra avrebbe dato copertura politica a tutti gli interventi di salvataggio in mare. Chiesi di essere informata di ogni ricerca e salvataggio anche di notte, soprattutto di notte, perché gli scafisti agiscono nel buio. E chiarii che il soccorso in mare per me veniva prima di qualsiasi polemica e logica securitaria. La vita umana rimane la cosa più importante che c'è. Poi ci furono altre questioni da affrontare".

Quali?

"In legge di bilancio a inizio del mio mandato tentammo di inserire sia un piano di assunzioni che di adeguamento delle motovedette. Ci riuscimmo. Ovviamente le cose dovevano essere gestite con equilibrio perché ci ritrovammo in piena pandemia di Covid. Questo rappresentò una frattura. E pensare che, quando istituimmo le navi per la quarantena, la destra disse che mandavamo i migranti in crociera, mentre ora davanti a tutti questi morti, tace".

Ma il decreto firmato da Salvini nel 2019  impedisce alla Guardia costiera di intervenire in acque extraterritoriali?

"La Guardia costiera quando ha segnalazione del rischio, va a salvare le persone ovunque. Nella notte di Cutro non c'è stata l'attivazione dell'emergenza. Chi è in prima linea decide in dieci minuti e prende sempre l'iniziativa con gli elementi che ha".

Se ci sono direttive politiche "restrittive",  possono portare a minore operatività e maggiore prudenza?

"La Guardia costiera rispetta sempre le regole del mare. Sempre e comunque. Hanno fatto cose incredibili, centinaia di migliaia di salvataggi. Non giudicherei mai negativamente in via preventiva la Guardia costiera. E' la magistratura che deve individuare cosa esattamente è accaduto. Una ultima cosa: le parole dette all'inizio dal ministro Piantedosi sui genitori irresponsabili dei piccoli naufraghi, sono inaccettabili e insopportabili".