"Libertà uguale antifascismo, lo dice la Costituzione". Striscione, presidio e lungo comunicato. È la risposta dei rappresentanti di istituto del liceo Tito Livio di Padova alla provocazione lanciata sabato scorso, davanti alla storica e prestigiosa scuola cittadina, dai militanti neofascisti di Blocco Studentesco, la giovanile di CasaPound (Repubblica ha raccontato la realtà del Tito Livio sabato e domenica). "La scuola non è antifascista, è libera" recitava lo striscione esposto dai baby camerati tra uno sventolio di bandiere nere con il simbolo del fulmine cerchiato. Era lo stesso giorno, sabato, della manifestazione antifascista di Firenze in seguito al pestaggio del liceo Michelangiolo.
A distanza di 48 ore è arrivata la replica dei rappresentanti d'istituto. Che accende di nuovo il clima e la contrapposizione tra studenti di opposte fazioni politiche. "Gli studenti del Tito Livio hanno preso le distanze dall'affermazione (dei militanti di Blocco Studentesco, ndr) con uno striscione firmato da alunni e professori - si legge nel comunicato -. La scuola è libera proprio perché è antifascista". "Con rammarico e indignazione abbiamo assistito a questa inaccettabile provocazione fascista verso il sentimento democratico così importante al Tito Livio come in qualsiasi altra comunità - scrivono i rappresentanti degli studenti -. Nel nostro ambiente scolastico il dialogo libero e costruttivo è sempre stato presente , anche tra studenti con diverse visioni e ideologie politiche. Parimenti, è da sempre presente un totale rifiuto delle idee neofasciste e dei gruppi che diffondono tali pensieri politici e sociali. Ci sembra fondamentale quindi, in questo momento, sottolineare il nostro distacco da quanto affermato".
Il principio ribadito dai rappresentanti di istituto è che "la libertà della scuola, quella che dovrebbe unire tutti, indistintamente dalle posizioni politiche e idee personali, e che dovrebbe essere fondamento della nostra morale collettiva, coincide con l'antifascismo. Sostenere il contrario promuove un sentimento di discriminazione, non di libertà (...) La scuola, in quanto tale, e per questo basata sulle idee di democrazia e antifascismo, è democratica e antifascista; di conseguenza dunque è libera". La lettera firmata dai rappresentanti (Ludovico Maschietto, Caterina De Cristofaro, Alice Miraglies, Dario Matteo Patarnello e Benedetta Ambrosini) si chiude con un appello: "Dateci la certezza che la lotta al fascismo non si è ridotta ad un mero aggettivo, ma rimane sempre e comunque un principio fondante per il nostro Paese".