Le norme sulla "protezione speciale": così la destra crea a tavolino un nuovo esercito di irregolari
Il primo impatto, a breve-medio termine, sarà quello di aumentare le fila dell'esercito degli irregolari costringendoli ad una vita in clandestinità, esattamente come avvenne con il primo decreto sicurezza firmato Salvini che eliminò la protezione umanitaria.
Adesso, la sforbiciata assestata dal nuovo decreto immigrazione approvato dal consiglio dei ministri a Crotone e già entrato in vigore dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, colpisce migliaia di immigrati che vivono in Italia, magari da anni, con un permesso concesso loro in virtù dei loro "legami familiari, sociali e culturali". E che adesso potranno essere respinti e rimandati nei loro Paesi d'origine. Così recitano i due paragrafi dell'articolo 19 che regola la protezione speciale cancellati dal governo Meloni.
Ecco chi rischia il permesso di soggiorno
E' di circa 10.000 persone la potenziale platea degli interessati, stima Matteo …
Il primo impatto, a breve-medio termine, sarà quello di aumentare le fila dell'esercito degli irregolari costringendoli ad una vita in clandestinità, esattamente come avvenne con il primo decreto sicurezza firmato Salvini che eliminò la protezione umanitaria.
Adesso, la sforbiciata assestata dal nuovo decreto immigrazione approvato dal consiglio dei ministri a Crotone e già entrato in vigore dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, colpisce migliaia di immigrati che vivono in Italia, magari da anni, con un permesso concesso loro in virtù dei loro "legami familiari, sociali e culturali". E che adesso potranno essere respinti e rimandati nei loro Paesi d'origine. Così recitano i due paragrafi dell'articolo 19 che regola la protezione speciale cancellati dal governo Meloni.
Ecco chi rischia il permesso di soggiorno
E' di circa 10.000 persone la potenziale platea degli interessati, stima Matteo Mauri, deputato del Pd, che - vice di Luciana Lamorgese al Viminale tra il 2019 e il 2021 - ha partecipato alla riscrittura del provvedimento che - cancellando di fatto il decreto Salvini - ha cercato di porre rimedio (con l'istituto della protezione speciale) al vuoto lasciato dall'abrogazione della protezione umanitaria.
"La maggioranza di governo è in uno stato confusionale. Da un lato apre all'aumento dei flussi di lavoratori regolari per contrastare gli arrivi irregolari. Dall'altro prova a mutilare la protezione speciale, cosa che produrrebbe un numero alto di persone che finirebbe tra gli irregolari. E che invece oggi possono seguire un percorso di legalità e integrazione. Stiamo parlando di più di 10.000 casi solo nell'ultimo anno - osserva Mauri - Se poi il sottosegretario Mantovano parla seriamente quando propone di rivedere in senso positivo la Bossi-Fini io sono per discuterne. Basta che il governo tolga dalle mani di chi continua a speculare ideologicamente sull'immigrazione per scopi elettorali".
A chi viene concesso e cosa può fare chi lo ha
Ma torniamo nel cuore della Protezione speciale. In aumento del 40% sul 2021 e più che decuplicati rispetto al 2019, i permessi di protezione speciale sono quelli che le commissioni provinciali per l'asilo utilizzano per ammettere in Italia persone che, pur non provenendo da teatri di guerra, presentano situazioni di fragilità o personali che ne rendono impossibile il ritorno nel Paese da cui sono fuggiti: "motivi di razza, di sesso, di orientamento sessuale, di identità di genere di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali" - recita l'articolo ora abrogato - ovvero chi "possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione".
Magistratura democratica: "Diritti non comprimibili"
Si tratta di permessi non definitivi, ma rinnovabili ogni due anni, che consentono di lavorare. Dunque - pur non essendo ovviamente retroattiva la nuova norma - le migliaia di immigrati che oggi vivono in Italia, si vedranno riconsiderata la posizione alla scadenza del permesso alla luce della nuova stretta. E questo potrebbe portare a migliaia di espulsioni anche di persone ormai integrate e con un'occupazione stabile.
Ed è uno degli scenari proposti anche da Magistratura democratica che così valuta il taglio alla protezione speciale: "La riforma andrà a colpire persone che in Italia lavorano con contratti regolari, hanno un’abitazione e spesso avevano trasferito qui anche la famiglia. Persone, insomma, ormai parte integrante del sistema sociale del nostro paese. La risposta ai morti di Cutro si propone di estromettere queste persone dal sistema legale, impedire loro - nella volontà del governo - di chiedere un permesso per protezione speciale.
La conseguenza immediata potrà essere quella di produrre un esercito di irregolari che non potranno essere allontanati, in mancanza di accordi per il rimpatrio con la maggioranza dei paesi dai quali provengono e che andranno ad alimentare il mercato del lavoro nero e dello sfruttamento o della criminalità, su cui lucrano potentati economici sempre più invadenti, interessati ad abbattere i costi della manodopera (ad esempio nel settore agroalimentare o in quello della logistica)".
Di più: denuncia Magistratura democratica che " il diritto fondamentale della tutela della vita privata e familiare è previsto dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani e dall’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, alle quali la legge ordinaria non potrà certo derogare. Non sono diritti comprimibili. Sono diritti fondamentali che l’Europa riconosce e di cui stimola la protezione."
Più lavoro nero e più dinieghi
Più lavoro nero ed evasione fiscale per chi è già in Italia, dunque, e molti più dinieghi alle richieste di asilo di chi arriverà, l'impatto previsto dal taglio alla protezione speciale che il governo vorrebbe addirittura abrogare del tutto con una futura misura. Impatto di cui, chi lavora nel settore dell'accoglienza, coglie già la forza devastante: "La modifica della protezione speciale è un intervento a gamba tesa di chiara matrice leghista. Si tratta di uno strumento introdotto durante il Conte 2 che ha riempito un vuoto creato dai decreti sicurezza di Salvini. Adesso arriva il colpo di coda leghista con conseguenze che conosciamo già: più dinieghi alle domande d’asilo, più persone irregolari, più lavoro nero e quindi più evasione fiscale e contributiva - osserva Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione dell'Arci - Dopo l’entrata in vigore dei decreti sicurezza la media degli esiti positivi delle domande d’asilo si era dimezzata portando l’Italia dal 40% circa, in linea con gli altri Paesi europei, a circa il 20%. Dopo il Dl Lamorgese la percentuale degli esiti positivi è tornata al 40% circa. Evidentemente il governo Meloni vuole favorire l’irregolarità".