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Migranti, Tajani in missione al Cairo: “Al-Sisi si impegnerà per ridurre le partenze”

(ansa)
Roma in campo contro la crisi alimentare che può trasformare il Paese in una bomba migratoria. E dal Kenya il monito di Mattarella: "L'Unione europea sia responsabile e dia una risposta unita"
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Lavorare sulla sicurezza alimentare per impedire che anche l'Egitto - 102 milioni di abitanti - si trasformi in una bomba migratoria. Ecco perché, a meno di due mesi dalla visita al Cairo dello scorso gennaio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è tornato ieri nel Paese, accompagnato dalla ministra dell'Università e della ricerca Anna Maria Bernini e da una delegazione di imprenditori del settore agro-alimentare. Col presidente egiziano al-Sisi, col premier Mostafa Madbouly e con l'omologo Sameh Shoukry ha dunque affrontato i due problemi strettamente correlati. "La sicurezza alimentare è strategica per la stabilità", ha sottolineato Tajani. Tanto più ora che la Russia ha prorogato di soli due mesi l'accordo sui corridoi del grano ucraino in scadenza il 18 marzo. Decisione che rischia di avere serie ripercussioni sul paese arabo più dipendente dalle riserve di Mosca e Kiev: fino al 2021, l'86% delle imp…

Lavorare sulla sicurezza alimentare per impedire che anche l'Egitto - 102 milioni di abitanti - si trasformi in una bomba migratoria. Ecco perché, a meno di due mesi dalla visita al Cairo dello scorso gennaio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è tornato ieri nel Paese, accompagnato dalla ministra dell'Università e della ricerca Anna Maria Bernini e da una delegazione di imprenditori del settore agro-alimentare. Col presidente egiziano al-Sisi, col premier Mostafa Madbouly e con l'omologo Sameh Shoukry ha dunque affrontato i due problemi strettamente correlati. "La sicurezza alimentare è strategica per la stabilità", ha sottolineato Tajani. Tanto più ora che la Russia ha prorogato di soli due mesi l'accordo sui corridoi del grano ucraino in scadenza il 18 marzo. Decisione che rischia di avere serie ripercussioni sul paese arabo più dipendente dalle riserve di Mosca e Kiev: fino al 2021, l'86% delle importazioni di grano - essenziale alla produzione del pane, alimento base della popolazione locale - arrivava proprio dai due belligeranti insieme a mais, soia, olio.

 

L'appello di Mattarella

"Riuscire a contrastare crisi alimentare e cambiamenti climatici significa meno partenze di immigrati irregolari", ha affermato il capo della diplomazia italiana, all'indomani dell'ennesima tragedia consumatasi in mare: "Certo serve l'Europa, servono le Nazioni unite, serve più coraggio, serve fare in fretta". Un appello rilanciato nelle stesse ore pure dal presidente Sergio Mattarella in visita a Nairobi, nel Kenya devastato dalla siccità: "L'Unione europea si prenda le sue responsabilità e strutturi una risposta comune lucida e sistemica per affrontare la crisi dei migranti. Sulla lotta ai cambiamenti climatici non si può più aspettare, porta a una crisi alimentare che spinge ulteriormente le migrazioni".

Collaborazione necessaria su più fronti

Al Cairo, l'Italia ha dunque chiesto "collaborazione" contro immigrazione illegale e trafficanti di esseri umani. Magari facendo pressioni sull'amico libico Khalifa Haftar affinché fermi le partenze dalla Cirenaica. "Senza l'Egitto è difficile risolvere questi problemi", ha insistito Tajani: "Al-Sisi ci ha garantito l'impegno a collaborare con noi per ridurre la partenze di irregolari da Tunisia e Libia". Ben sapendo che da quest'ultima (dove a suo dire i flussi migratori sono spinti pure da mercenari della Wagner) la presenza di irregolari egiziani - prima nazionalità dichiarata allo sbarco sulle nostre coste - "risulta ascrivibile all'esistenza di stabili connessioni tra trafficanti attestati in Libia ed Egitto", come scritto nella relazione annuale dei servizi segreti italiani presentata in Parlamento a febbraio.
Obiettivo immediato è dunque individuare progetti capaci di stimolare investimenti pubblici e privati nel campo della sicurezza alimentare, integrare le differenti modalità di finanziamento e attivare partenariati tra imprese egiziane e italiane. Ricordando che si continuerà ad affrontare i casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki: "C'è una nuova disponibilità".