Cronaca

Migranti, salvati con l'elicottero i 32 naufraghi bloccati a Lampione

Sorpresi dalla tempesta durante la traversata, hanno trovato riparo sulla rocca disabitata a diciotto chilometri da Lampedusa
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La richiesta di aiuto di cinquecento persone in balia delle onde su un vecchio peschereccio continua a rimbalzare fra Roma e Malta, mentre a Lampione è finita l’odissea dei trentadue naufraghi rimasti bloccati per oltre un giorno sull’isolotto a 18 chilometri da Lampedusa.

Dopo ore di tentativi falliti via mare, l’elicottero “Nemo” della Guardia costiera ha raggiunto la rocca dove il gruppo, sorpreso dalla tempesta durante la traversata dalla Tunisia, era riuscito a trovare riparo. Lampione però non è più di uno scoglio disabitato, grande appena 0,036 chilometri quadrati. Lassù non c’è nulla. E dopo ore in attesa, con il vento che iniziava a soffiare sempre più forte, la situazione per i naufraghi, fra cui diverse donne e un bambino, è diventata difficile. Esausti, completamente zuppi, senza né acqua, né cibo a disposizione, per ore hanno chiesto aiuto. Ma con onde alte e vento a 50 nodi, la costa frastagliata è diventa una tagliola anche per le “inaffondabili” Charlie Papa. Per questo alla fine si è deciso di intervenire dall’alto.

Dall’elicottero sono stati prima lanciati ai naufraghi coperte, cibo e acqua. Poi è iniziata l’evacuazione. Due alla volta,  sono stati imbracati e portati a bordo, quindi a piccoli gruppi trasferiti a Lampedusa. Appena arrivato sull’isola, un uomo di loro è stato trasferito al Poliambulatorio, per problemi cardiaci, mentre non desterebbero preoccupazioni le condizioni di una ragazza che ha affrontato il Mediterraneo con un pancione di diversi mesi.