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Meditazione e protagonisti, il mistero della Via Crucis un anno dopo le polemiche dell'Ucraina

Al Colosseo la compresenza di due amiche, una russa e una ucraina, suscitò le rimostranze di Kiev. I testi lungo le 14 stazioni saranno resi noti ufficialmente solo venerdì stesso
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Momento di devozione religiosa, la Via crucis presieduta il Venerdì santo da papa Francesco al Colosseo è anche evento dalla forte carica politica, se non geopolitica, capace di innescare reazioni ad ampio raggio. Inevitabile per una personalità che ha una vasta eco globale, per un evento trasmesso in mondovisione, e per testi che menzionano le sofferenze dell’umanità al giorno d’oggi. Argomenti che difficilmente provocano reazioni unanimi. Come avvenne l’anno scorso quando la scelta di invitare una donna russa e una donna ucraina, Albina e Irina, due amiche, per portare la croce in una delle 14 stazioni della passione di Cristo suscitò le critiche risentite dei responsabili politici e religiosi ucraini.

È presumibilmente questo il motivo per cui quest’anno, a ridosso dell’appuntamento, il Vaticano ha optato per la discrezione più rigorosa. Non è stato reso noto chi siano le persone che po…

Momento di devozione religiosa, la Via crucis presieduta il Venerdì santo da papa Francesco al Colosseo è anche evento dalla forte carica politica, se non geopolitica, capace di innescare reazioni ad ampio raggio. Inevitabile per una personalità che ha una vasta eco globale, per un evento trasmesso in mondovisione, e per testi che menzionano le sofferenze dell’umanità al giorno d’oggi. Argomenti che difficilmente provocano reazioni unanimi. Come avvenne l’anno scorso quando la scelta di invitare una donna russa e una donna ucraina, Albina e Irina, due amiche, per portare la croce in una delle 14 stazioni della passione di Cristo suscitò le critiche risentite dei responsabili politici e religiosi ucraini.

È presumibilmente questo il motivo per cui quest’anno, a ridosso dell’appuntamento, il Vaticano ha optato per la discrezione più rigorosa. Non è stato reso noto chi siano le persone che porteranno la croce lungo le 14 “statio”. Non sono stati ancora pubblicati ufficialmente i testi delle meditazioni che accompagnano la “via dolorosa” percorsa da Gesù verso la croce: verranno diffusi venerdì stesso. Non era mai avvenuto da quando, con Giovanni XXIII, è stata introdotta questa tradizione. Non è stato annunciato neppure il tema attorno al quale ruoteranno, sebbene l'aspirazione alla pace sia un sentimento che ricorre in tutta la Settimana santa. 

Il caso diplomatico di Irina e Albina al Colosseo

La riservatezza è assoluta. Difficile che sia dovuta al ritardo, che pure c’è stato, innescato del ricovero di papa Francesco al policlinico Gemelli la scorsa settimana. I testi delle meditazioni, in realtà, sarebbero pronti, e si sarebbe scelto di non pubblicarli per precauzione.

L’anno scorso la compresenza delle amiche russa e ucraina suscitò le critiche del presidente ucraino Volodymir Zelensky in persona, nonché del suo ambasciatore presso la Santa Sede Andrii Yurash e del capo della Chiesa greco-cattolica Sviatoslav Shevchuk. La diretta della Via crucis al Colosseo non fu trasmessa sui canali ucraini, neppure quelli ecclesiali. Il nunzio apostolico a Kyiv, monsignor Visvaldas Kulbokas, dovette faticare non poco per spiegare che la scelta non andava interpretata come "segnale politico" o "anticipo di riconciliazione". E all’ultimo fu cambiato anche il testo della meditazione che accompagnava quella stazione, sostituito da un “silenzio orante” presentato come “più eloquente delle parole”. Un caso diplomatico.

E Francesco prega per le madri dei soldati ucraini e russi

Ora non è dato sapere quali dei tanti luoghi della sofferenza del mondo verranno evocati nel corso della Via crucis presieduta dal Papa. Lo stesso Francesco quest'anno ha toccato con mano grandi sofferenze, dalla malattia al viaggio in Africa, e nei suoi interventi evoca sovente i drammi dell'attualità, dalle povertà alle migrazioni, dalle molte guerre che insanguinano il mondo alla pandemia e alle sue conseguenze socio-economiche. Sembra inverosimile, però, che tra le stazioni non venga annoverata la guerra in Ucraina.

Alla quale ancora ieri mattina papa Francesco, al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro, ha dedicato un pensiero particolare, tornando a sottolineare il “martirio” di questo paese, ricordando “tutte le vittime dei crimini di guerra” e pregando in particolare per le “mamme dei soldati ucraini e russi che sono caduti nella guerra”, come “la Madonna davanti alla Croce”. Un parallelo che lega la guerra scatenata da Vladimir Putin nel pieno della Via crucis. Seguendo una logica di fede e di fratellanza che può non collimare con la logica della politica e della diplomazia.