Nell’Italia sempre più vecchia il cambiamento climatico uccide
(fotogramma)
L’allarme Istat: picchi di mortalità tra i fragili nei mesi più freddi e più caldi. Uno su 4 è over 65, 22mila i centenari. Il geriatra Bernabei: “Ripensare il servizio sanitario. E attuare politiche per gli anziani, la vera ricchezza del Paese”
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Roma - "A questo punto è del tutto evidente che bisogna inventarsi una politica sanitaria per la fragilità". Anzianissimi, anziani, fragili, i cambiamenti climatici colpiscono duro. E non è un caso che in Italia il picco di decessi del 2022 (quasi il 40 %) si è registrato nei mesi più caldi ( luglio e agosto) e in quell più freddi ( dicembre e gennaio). Così il professore Roberto Bernabei, direttore del dipartimento Scienze dell'invecchiamento del Policlinico Gemelli a Roma, offre una lettura che guarda avanti: " L'Italia è un Paese con sempre più anziani e questo invecchiamento evidenzia il fenomeno nuovo della fragilità. L'assistenza domiciliare, che richiede uno sforzo titanico da un punto di vista culturale, metodologico e organizzativo, adesso è la vera scommessa del Sistema sanitario nazionale".
Roma - "A questo punto è del tutto evidente che bisogna inventarsi una politica sanitaria per la fragilità". Anzianissimi, anziani, fragili, i cambiamenti climatici colpiscono duro. E non è un caso che in Italia il picco di decessi del 2022 (quasi il 40 %) si è registrato nei mesi più caldi ( luglio e agosto) e in quell più freddi ( dicembre e gennaio). Così il professore Roberto Bernabei, direttore del dipartimento Scienze dell'invecchiamento del Policlinico Gemelli a Roma, offre una lettura che guarda avanti: " L'Italia è un Paese con sempre più anziani e questo invecchiamento evidenzia il fenomeno nuovo della fragilità. L'assistenza domiciliare, che richiede uno sforzo titanico da un punto di vista culturale, metodologico e organizzativo, adesso è la vera scommessa del Sistema sanitario nazionale".
Non c'è alcun dubbio, l'Italia è sempre più un Paese di vecchi. Lo certificano i nuovi dati Istat che, per la prima volta dall'unità d'Italia ( dunque da ben 160 anni), rilevano una natalità al minimo storico con i nuovi nati nel 2022 sotto quota 400.000 e una mortalità ancora molto elevata dopo la fine della pandemia. Una popolazione scesa a 58,851 milioni di persone con un'età media di 46 anni, un abitante su quattro over 65 e ben 22.000 ultracentenari.
L'incidenza del clima
Il 2020 ( l'anno del picco di mortalità per la pandemia) è ormai alle spalle ma l'anno scorso i decessi in Italia sono stati di più del 2021, 713.000 con un tasso del 12,1 %; meno di sette neonati e più di 12 decessi ogni 1.000 abitanti. Nei quattro mesi più caldi e più freddi dell'anno i morti sono stati ben 265.000, spiega l'Istat "dovuti soprattutto alle condizioni climatiche avverse che hanno penalizzato nella maggior parte dei casi la popolazione più anziana e fragile, principalmente donne". Una casistica rilevata con una certa continuità negli ultimi otto anni, "un segnale apparentemente inequivocabile - secondo l'Istat - di quanto i cambiamenti climatici stiano assumendo rilevanza crescente anche sul piano della sopravvivenza nel contesto di un Paese a forte invecchiamento".
Il professore Bernabei concorda e ricorda come già nel 2003, "contrassegnato da una fortissima ondata di calore, l'eccesso di morti fu pari a quello causato dal Covid, con un'età media di 81 anni e tre patologie".
I supercentenari
Ma c'è l'altra faccia della stessa medaglia, i 22.000 over 100 ( ben 2.000 più dell'anno scorso, triplicati negli ultimi 20 anni) a cui si aggiunge un numero cospicuo di ultranovantenni e l'aumento della speranza di vita per gli uomini a 80,5 anni mentre resta stabile a 84,8 quella per le donne. Un dato quest'ultimo sul quale, secondo l'Istat, potrebbe aver influito l'impatto della crisi sul sistema sanitario con la difficoltà a programmare controlli medici, insomma il tragico effetto del calo dell'asticella nella strategia della prevenzione.
E tuttavia in Italia una persona su quattro ha più di 65 anni e sta bene in salute. Ed è proprio questo l'altro dato che - secondo il professore Bernabei - impone un cambio di progettualità nelle politiche sociali ed economiche del governo. "Abbiamo 14 milioni di ultrasessantacinquenni e tenendo conto che oggi un settantenne ha le stesse performance di un cinquantenne di qualche anno fa, questo vuol dire che ci sono almeno dieci milioni di persone che costituiscono per l'Italia un enorme patrimonio immateriale da non lasciar perdere per strada - spiega il geriatra - Ci sono paesi ricchi di petrolio e ci sono Paesi come l'Italia che dovrebbero imparare ad utilizzare la ricchezza dei loro anziani. Da stimolare perché possano contribuire ad aumentare il Pil del Paese".
Le Regioni con più anziani
La Liguria si conferma la regione con l'età media più alta ( quasi 3 abitanti su 10 sono over 65 e uno su 10 ha più di 80 anni), seguono il Friuli Venezia Giulia e l'Umbria mentre le Regioni più giovani sono la Campania ( che è anche la regione dove si vive meno a lungo), Trentino Alto Adige e Campania.