È il popolo più inviso e sul quale si nutrono i maggiori pregiudizi. Sono i Rom, Sinti e Caminanti, di cui l'8 aprile di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale, che ha come scopo proprio quello di "deporre l'astio e i pregiudizi" nei loro confronti. "L'allarmante aumento dell'incitamento all'odio e del capro espiatorio dei Rom da parte di gruppi estremisti di destra e xenofobi dovrebbe preoccuparci tutti", ha commentato oggi sui social il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres: "In questa Giornata Internazionale dei Rom, dedichiamoci nuovamente alla promozione dell'uguaglianza, della dignità e della non discriminazione per tutti".
Un popolo martoriato, che ha subito discriminazioni razziali e sterminio, specie durante il nazismo. Popolo di viaggiatori, sempre in movimento. Una comunità per la quale il Consiglio d'Europa lo scorso febbraio si è pronunciato chiedendo all'Italia di "aumentare la protezione", prendendo tutte le misure necessarie per elaborare e adottare, a livello nazionale, "un quadro legislativo specifico" per la loro tutela. Rivolto proprio ai Rom, ai Sinti e ai Caminanti, al fine di elaborare un piano di miglioramento del loro status socio-economico da realizzare attraverso una consultazione dei rappresentanti di queste comunità in tutte le fasi del processo.
Ad avanzare la richiesta è stato il Comitato consultivo sulla Convenzione per la protezione delle minoranze nazionali, un organo del Consiglio d'Europa, nell'ambito di un rapporto che considera la loro situazione fino al settembre 2022, perché "nonostante diverse iniziative parlamentari, non è stato adottato un quadro legislativo nazionale specifico per la protezione di rom e sinti", scrive il Comitato. Un deficit.
Strasburgo punta l'indice perché "gli sforzi e gli investimenti delle autorità nell'ambito della strategia nazionale d'inclusione di Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020 non si sono sempre trasformati in miglioramenti rilevanti delle condizioni di vita, dell'inclusione sociale e dell'accesso ai diritti e ai servizi di queste comunità".
E sempre l Consiglio d'Europa, nel febbraio del 2016, aveva anche criticato l'Italia per gli sgomberi dei campi Rom accusando il nostro Paese di non assicurare loro un alloggio adeguato. Al punto che Amnesty International ha sollecitato tramite un appello alla Commissione europea di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia per non aver ottemperato alla Strategia nazionale per la loro inclusione, incentrata su una graduale eliminazione della povertà e dell'esclusione sociale delle loro comunità in quattro settori: salute, educazione, lavoro e alloggio, sottoscritta il 28 febbraio 2012 nell'ambito del piano d'azione delle politiche pubbliche 2012-2020, ma disattesa.