Attentato a Tel Aviv, il canto di Noa e i fiori: l’abbraccio di Israele all’Italia
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - Un minuto di silenzio, osservato da migliaia di persone. Rivolgono un pensiero ad Alessandro Parini e agli altri feriti i manifestanti che come ogni sabato sera scendono in piazza a Tel Aviv per protestare contro il governo e la sua riforma della giustizia, srotolando anche due grandi bandiere italiana e britannica (l'altra nazionalità dei feriti). A rivolgere un messaggio di solidarietà all'Italia è anche Noa, cantante israeliana che considera il Belpaese una seconda patria. Anche durante la giornata, decine di persone, in maggioranza giovani, lasciano fiori e accendono candele sul prato dove l'avvocato romano è stato colpito, un'oasi verdissima tra la spiaggia e la città con i suoi alberghi e grattacieli, a poca distanza dalla vecchia Giaffa.
Il cordoglio
I messaggi di cordoglio si sono susseguiti per tutta la giornata. "E' con enorme dolore e costernazione che invio sentite condoglianze alla famiglia Parini…
GERUSALEMME - Un minuto di silenzio, osservato da migliaia di persone. Rivolgono un pensiero ad Alessandro Parini e agli altri feriti i manifestanti che come ogni sabato sera scendono in piazza a Tel Aviv per protestare contro il governo e la sua riforma della giustizia, srotolando anche due grandi bandiere italiana e britannica (l'altra nazionalità dei feriti). A rivolgere un messaggio di solidarietà all'Italia è anche Noa, cantante israeliana che considera il Belpaese una seconda patria. Anche durante la giornata, decine di persone, in maggioranza giovani, lasciano fiori e accendono candele sul prato dove l'avvocato romano è stato colpito, un'oasi verdissima tra la spiaggia e la città con i suoi alberghi e grattacieli, a poca distanza dalla vecchia Giaffa.
Il cordoglio
I messaggi di cordoglio si sono susseguiti per tutta la giornata. "E' con enorme dolore e costernazione che invio sentite condoglianze alla famiglia Parini e al popolo italiano," twitta in italiano il Presidente Isaac Herzog. "Noi amanti della libertà dobbiamo continuare a combattere contro il terrorismo in ogni modo possibile." Mentre in serata il Ministro degli Esteri Eli Cohen fa visita ai feriti in ospedale in compagnia dell'ambasciatore italiano Sergio Barbanti.
L'impennata delle tensioni
Nell'ultima settimana la regione ha assistito a un'impennata delle tensioni legate alla sicurezza, con scontri violenti tra polizia israeliana e palestinesi alla moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, decine di razzi sparati da Gaza e dal Libano verso il territorio dello Stato ebraico e incursioni aeree contro obiettivi di Hamas. Venerdì in mattinata, due sorelle con doppia cittadinanza israeliana e britannica sono state uccise e la madre gravemente ferita in un altro attentato: la loro auto è stata trovata crivellata di colpi dopo essere stata tamponata da un veicolo palestinese.
Le indagini
A 24 ore dall'attacco di Tel Aviv intanto, proseguono le indagini. Secondo la polizia israeliana, Yousef Abu Jaber, 45 anni, di Kafr Qasem si è lanciato ad alta velocità nella passeggiata sul lungomare manovrando fra i blocchi di cemento per colpire quante più persone possibile, continuando ad accelerare dopo il primo impatto. Affrontato da due agenti che si trovavano nei paraggi avrebbe tentato di afferrare un'arma, poi rivelatasi una pistola ad aria compressa, prima di essere ucciso da uno degli ufficiali. Lo Shin Bet però - il servizio di sicurezza interno - non ha finora individuato un legame dell'uomo con gruppi terroristici, o elementi che facciano pensare a una motivazione di tipo nazionalistico. Intanto, il fratello e altri familiari hanno continuato a sostenere che l'episodio sia stato un incidente, forse dovuto a un colpo di sonno dopo diverse notti in bianco per celebrare il periodo di lutto per un cugino, e a chiedere un'inchiesta per verificare l'accaduto. "Lui era contro gli attacchi terroristi, senza se e senza ma," le parole di Amar Abu Jaber al quotidiano israeliano Ynet.