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Mascherine in ospedale, l'obbligo resta dove ci sono anziani, fragili e immunodepressi

L'ordinanza del ministero alla salute non fa riferimento ai reparti. Nella gran parte delle strutture sanitarie si continuerà ad usare la protezione. E negli ambulatori medici di famiglia e pediatri decideranno se imporla ai pazienti. Ma il ministro: "Con questo atto usciamo dalla pandemia"
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Dal primo maggio nelle strutture sanitarie dove ci sono anziani, fragili e immunodepressi resta l'obbligo di indossare le mascherine. "Specialmente se ad alta intensità di cura", cioè se si tratta di terapie intensive, cardiochirurgie, ematologie e altri reparti dove si curano problemi gravi. A dirlo è l'ordinanza del ministro alla Salute Orazio Schillaci che, per come è scritta, potrebbe non cambiare niente negli ospedali, dove ancora per tre giorni la mascherina è sempre obbligatoria. In quasi tutti i reparti, infatti, ci sono anziani e fragili, spesso anche immunodepressi che rischiano se prendono il Covid o altre malattie infettive. Comunque sia, saranno le direzioni sanitarie a indicare le strutture dove bisognerà continuare ad indossarla.

Ieri il ministro, visto che il 30 aprile scade l'ordinanza che impone la mascherina in tutte le strutture sanitarie, aveva parlato di obbligo nei pronto soccorso e nelle malattie …

Dal primo maggio nelle strutture sanitarie dove ci sono anziani, fragili e immunodepressi resta l'obbligo di indossare le mascherine. "Specialmente se ad alta intensità di cura", cioè se si tratta di terapie intensive, cardiochirurgie, ematologie e altri reparti dove si curano problemi gravi. A dirlo è l'ordinanza del ministro alla Salute Orazio Schillaci che, per come è scritta, potrebbe non cambiare niente negli ospedali, dove ancora per tre giorni la mascherina è sempre obbligatoria. In quasi tutti i reparti, infatti, ci sono anziani e fragili, spesso anche immunodepressi che rischiano se prendono il Covid o altre malattie infettive. Comunque sia, saranno le direzioni sanitarie a indicare le strutture dove bisognerà continuare ad indossarla.

Ieri il ministro, visto che il 30 aprile scade l'ordinanza che impone la mascherina in tutte le strutture sanitarie, aveva parlato di obbligo nei pronto soccorso e nelle malattie infettive. In realtà nel testo non c'è alcun riferimento al tipo di reparto e la mascherina andrà messa nella gran parte delle degenze ospedaliere.

Cosa succede negli ospedali e nelle Rsa

Il primo punto dell'atto è dedicato agli ospedali. "E' fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura, identificati dalle direzioni sanitarie delle strutture sanitarie stesse", si dice nel testo. L’obbligo riguarda anche lavoratori, utenti e visitatori delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Cioè lungodegenze, residenze per anziani (Rsa), hospice, strutture di riabilitazione. Cioè praticamente tutti i luoghi di cura.

Nei reparti che non rientrano nel molto nutrito gruppo di quelli indicati all'inizio e nelle sale d'attesa, ancora, "la decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie da parte di operatori sanitari e visitatori resta alla discrezione delle direzioni sanitarie, che possono disporne l’uso anche per tutti coloro che presentino sintomatologia respiratoria".

Dove le mascherine non si mettono

Gli unici ambienti ospedalieri dove l'obbligo viene fatto esplicitamente decadere, sono "i connettivi e gli spazi ospedalieri comunque siti al di fuori dei reparti di degenza". Come ad esempio bar e mense.

Negli ambulatori decide il medico

Il ministero rinvia la decisione a medici di famiglia e pediatri riguardo agli ambulatori. Anche in questo caso "La decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie resta a loro discrezione".

I non obbligati

Sono sempre sollevati dall'obbligo di indossare la mascherina "i bambini di età inferiore ai sei anni e le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo".

I tamponi al pronto soccorso

Anche per i tamponi all'ingresso del pronto soccorso il ministero rimanda tutto alle direzioni sanitarie. "La decisione sull’esecuzione di tampone diagnostico per infezione da SARS-CoV-2 per l’accesso ai pronto soccorso è rimessa alla discrezione delle direzioni sanitarie e delle autorità regionali". Nell'ordinanza si cita il fatto che a livello normativo non esista comunque un obbligo.

Le parole di Schillaci

Il ministro, forse anche per mandare un segnale alla maggioranza, in un comunicato parla di "ordinanza che limita l’obbligatorietà delle mascherine negli ospedali ai reparti a maggior intensità di cura e con i pazienti più fragili oltre alle Rsa" e quindi non cita anziani e immunodepressi. "Questo testimonia che finalmente stiamo uscendo da questa terribile pandemia che ha limitato le nostre vite negli ultimi tre anni". Come detto, però, per come è scritto l'atto negli ospedali cambierà ben poco. Giusto negli spazi comuni, e forse nelle maternità, non si userà la protezione.