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Covid, si avvicina la fine formale della pandemia: "Ma l'allerta deve restare alta"

Ad annunciarla potrà essere soltanto il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. I tempi non sono certi. Potrebbe avvenire subito dopo la comunicazione delle decisioni del Comitato o anche più avanti, magari il 20 di maggio quando ci sarà l'assemblea mondiale dell'Oms
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La fine formale della pandemia da coronavirus si avvicina. Dopodomani, il 4 maggio, si riunisce il Comitato di emergenza per il Covid dell'Oms. In quell'occasione potrebbe esserci un declassamento delle Pheic, cioè la "public health emergency of international concern", l'emergenza sanitaria di rilevanza internazionale. Si tratta di un passaggio fondamentale per arrivare, successivamente, alla dichiarazione di conclusione della pandemia. A farla può essere solo il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. I tempo non sono certi. Potrebbe avvenire subito dopo la comunicazione delle decisioni del Comitato o anche più avanti, magari il 20 di maggio quando ci sarà l'assemblea mondiale di Oms.

Il Covid è stato dichiarato Pheic il 30 gennaio del 2020 e da allora il Comitato si riunisce da allora ogni tre mesi per valutare la situazione e suggerire interventi. La dichiarazio…

La fine formale della pandemia da coronavirus si avvicina. Dopodomani, il 4 maggio, si riunisce il Comitato di emergenza per il Covid dell'Oms. In quell'occasione potrebbe esserci un declassamento delle Pheic, cioè la "public health emergency of international concern", l'emergenza sanitaria di rilevanza internazionale. Si tratta di un passaggio fondamentale per arrivare, successivamente, alla dichiarazione di conclusione della pandemia. A farla può essere solo il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. I tempo non sono certi. Potrebbe avvenire subito dopo la comunicazione delle decisioni del Comitato o anche più avanti, magari il 20 di maggio quando ci sarà l'assemblea mondiale di Oms.

Il Covid è stato dichiarato Pheic il 30 gennaio del 2020 e da allora il Comitato si riunisce da allora ogni tre mesi per valutare la situazione e suggerire interventi. La dichiarazione di pandemia da parte di Tedros è arrivata l'11 maggio del 2020.

"Ma non abbassiamo la guardia"

Riguardo agli effetti della fine della pandemia, "vuol dire tutto e niente. Dichiarare una situazione pandemica è per dare modo ai Paesi di mettere in atto misure eccezionali, è un atto quasi istituzionale. Questo non vuol dire che non siamo più sotto attacco pandemico. Fortunatamente i vaccini rendono questa pandemia meno impattante e grave ma l'allerta va comunque sempre tenuta", dice Roberta Siliquini, presidente della Siti, la Società italiana di Igiene, Medicina preventiva e sanità pubblica, che ieri ha aperto il suo congresso nazionale. Per Walter Ricciardi, della Cattolica, "il quadro epidemiologico in questo momento è abbastanza rassicurante e la decisione di fine pandemia potrebbe essere presa. L'aspetto importante è non interpretare questa decisione come un liberi tutti. Perché altrimenti le varianti, che in alcune parti del mondo sono preoccupanti, potrebbero diffondersi di nuovo e torniamo da capo, anche se non come il 2020, visto che siamo tutti vaccinati. Non dobbiamo abbassare la guardia". E Gianni Rezza, ancora per pochi giorni responsabile della prevenzione del ministero, aggiunge che "alcune misure che abbiamo imparato ad adottare in passato come le mascherine vanno mantenute: nei reparti ospedalieri dove ci sono fragili e anziani per proteggere selettivamente chi è a rischio".

"Conviveremo per anni con il virus"

Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di statistica media ed epidemiologia del Campus biomedico di Roma, fa notare che il virus non è sparito. "Le varianti della famiglia Omicron sono tante, ma non ci danno fastidio come in passato. Dovremmo conviverci per molti anni ancora, saranno a lungo nostre compagne di viaggio. Bene, quindi, l'Oms, che sembra andare verso l'ufficializzazione di fine emergenza. Poi la situazione va monitorata, perché se è finita l'emergenza, e questo è sotto gli occhi di tutti, ciò non vuol dire anche fine del rischio".

Sistemi sanitari in ripresa

Intanto la stessa Oms rende nota una survey globale sui servizi sanitari. "Dopo tre anni di pandemia di Covid, i sistemi sanitari dei Paesi hanno iniziato a mostrare i primi importanti segnali di ripresa. I Paesi hanno riferito di aver sperimentato una riduzione delle interruzioni nell'erogazione dei servizi sanitari di routine, anche se allo stesso tempo hanno evidenziato la necessità di investire nella ripresa e in una maggiore resilienza per il futuro".