La storia della postina di Sassari: "Due bimbi e 500 chilometri al giorno per lavorare. Ma non mi danno una sede più vicina"
di Francesca Zoccheddu"Per poter lavorare senza privarmi della gioia di crescere i miei bambini, sono costretta a percorrere ogni giorno 480 chilometri, cinque ore di viaggio in auto, e attraversare la Sardegna da nord a sud e viceversa. Si parla tanto di tutela delle donne e della maternità, ma io non vedo niente di tutto questo". Lorena Barranca, 39enne, sassarese, dipendente di Poste italiane, mette nero su bianco in una lettera a Repubblica la sua rabbia e la sua frustrazione, un estremo tentativo di far sentire la sua voce di mamma-lavoratrice che ha voglia di lavorare, ma che probabilmente sarà - dice - "costretta a dare le dimissioni per poter stare con i miei figli".
L'assunzione e la doppia maternità
Assunta nel 2013, da subito assegnata a una sede lontana 215 km dalla sua città, Sassari, Lorena Barranca si trasferisce a Cagliari dove prende a lavorare come portalettere. Fin qui nessun problema, "finché, nel 2015, rimango incinta de…
"Per poter lavorare senza privarmi della gioia di crescere i miei bambini, sono costretta a percorrere ogni giorno 480 chilometri, cinque ore di viaggio in auto, e attraversare la Sardegna da nord a sud e viceversa. Si parla tanto di tutela delle donne e della maternità, ma io non vedo niente di tutto questo". Lorena Barranca, 39enne, sassarese, dipendente di Poste italiane, mette nero su bianco in una lettera a Repubblica la sua rabbia e la sua frustrazione, un estremo tentativo di far sentire la sua voce di mamma-lavoratrice che ha voglia di lavorare, ma che probabilmente sarà - dice - "costretta a dare le dimissioni per poter stare con i miei figli".
L'assunzione e la doppia maternità
Assunta nel 2013, da subito assegnata a una sede lontana 215 km dalla sua città, Sassari, Lorena Barranca si trasferisce a Cagliari dove prende a lavorare come portalettere. Fin qui nessun problema, "finché, nel 2015, rimango incinta del mio primo figlio che ora ha 7 anni. Per i mesi che mi spettano per la maternità e l'allattamento - spiega la dipendente di Poste - torno a casa e riesco a restare vicino alla mia famiglia per un altro anno e mezzo circa, grazie a dei 'distacchi'. Quindi il ritorno, inevitabile, alla sede di Cagliari". Nel 2020, seconda gravidanza, stavolta a rischio: "Ho trascorso - dice ancora Barranca - il periodo della maternità e dell'allattamento a casa, ma per problemi successivi con i bambini ho fatto ricorso al congedo parentale finché mi è stato consentito, anche senza stipendio".
La richiesta di spostamento e il problema della moto
Nel frattempo, la postina fa domanda per una sede più vicina a casa. "Ma la risposta è stata - racconta - sempre la stessa: nel Sassarese non ci sono posti, la sua sede è Cagliari, aspetti". Un'occasione le si presenta, si liberano dei posti a Oristano (metà strada tra Cagliari e Sassari), "ma lì c'è la possibilità di lavorare solo con le moto e io, per l'altezza, sono considerata inabile all'utilizzo delle due ruote: posso utilizzare solo l'auto". Quindi salta il possibile trasferimento.
Dopo l'incidente lo spostamento in ufficio
Intanto Lorena Barranca fa la pendolare, tutti i giorni 5 ore di viaggio "per 5 giorni a settimana". Ma, "anche a causa della stanchezza accumulata", ha un incidente d'auto, "in seguito al quale non ho potuto più fare la portalettere". Da qui il cambio: "Sono stata spostata in ufficio, smistamento corrispondenza". Cambia mansione, non la vita della giovane mamma lavoratrice: "Sveglia alle 5.30, partenza alle 6.30 per essere a Cagliari alle 9.30, uscita dall'ufficio alle 17 e arrivo a casa alle 19.30-20. Giusto in tempo per mangiare con i bambini e metterli a letto".
Il viaggio condiviso per risparmiare
Viaggiare tutti i giorni è pesante ma anche costoso, "mi sono organizzata con BlaBlacar, viaggio con altre persone condivido le spese della benzina. Al mese arrivo a spendere fino a 300 euro". Eppure la mobilità era alla portata dell'ormai ex postina, "ero prima nella graduatoria per i possibili trasferimenti, ma dopo il ricorso al congedo parentale mi sono ritrovata decima". Le assenze, anche quelle per 104 o per i congedi, sono di fatto penalizzanti grazie ad un accordo sulla mobilità nazionale firmato nel 2021 tra Poste Italiane e organizzazioni sindacali (esclusa la Cgil).
La sindacalista Cgil: "Un caso non isolato"
"È una situazione purtroppo frequente, anche in altre grandi realtà oltre Poste italiane - commenta Simona Fanzecco, che guida la Camera del lavoro metropolitana della Cgil di Cagliari -, ossia dove si organizza il lavoro in base a processi affidati all'intelligenza artificiale e ad algoritmi che certo non tengono conto delle pari opportunità e del carico familiare che grava sulle donne. Non c'è una protezione sociale - insiste la sindacalista - e le donne come la signora Barranca sono spesso costrette a scegliere di non lavorare o accettare forme di lavoro precarie per riuscire a conciliare un'occupazione con la famiglia e i figli. Servono riforme strutturali, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario per le donne e non bonus. Ancor più in Sardegna, dove la popolazione è ormai prevalentemente anziana e il tasso di natalità è il più basso d'Italia e tra i più bassi d'Europa".
Il collega della Uil: "Correttivi alle norme sulla graduatoria"
La vicenda di Lorena Barranca non è certamente un caso isolato anche all'interno di Poste Italiane, lo sanno bene i sindacati, che a breve si siederanno di nuovo al tavolo con l'azienda per affrontare il tema della mobilità. "In quella sede - assicura Alessandro Perra, segretario regionale di UilPoste - si potrà trovare qualche correttivo per situazioni che non sono certo volutamente penalizzanti, ma frutto di accordi lunghi e complessi, su scala nazionale". Anche la SPL Cisl, sindacato con più iscritti in Poste, prende tempo e fa sapere che "le graduatorie dei trasferimenti sono pubbliche e i requisiti sono negli accordi sulla mobilità firmati da tutti i sindacati e l'azienda".
La tesi dell'azienda
Contattata da Repubblica, Poste Italiane fa sapere che naturalmente "è a conoscenza del caso della signora Barranca" e che "lo sta valutando in tutti i suoi aspetti, in considerazione delle graduatorie di mobilità aziendale e delle disponibilità delle posizioni aperte in funzione delle esigenze organizzative". Poste italiane sottlinea che "la mobilità volontaria tra province diverse della stessa regione è disciplinata da accordi tra l'azienda e le organizzazioni sindacali". E che "le graduatorie scorrono in funzione delle esigenze organizzative e di personale degli uffici e dei centri operativi di Poste". Barranca "è in graduatoria per il trasferimento in provincia di Sassari e potrà concorrere alla nuova mobilità regionale, che sarà avviata presumibilmente dopo il primo semestre 2023, dopo il nuovo accordo aziendale in materia".