Per evitare che le persone siano costrette a emigrare, in fuga da "persecuzioni, guerre, fenomeni atmosferici e miseria", bisogna "fermare la corsa agli armamenti, il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune". Lo scrive papa Francesco nel messaggio per la Giornata del migrante e del rifugiato, dedicato questo anno "alla libertà che dovrebbe sempre contraddistinguere la scelta di lasciare la propria terra", nel quale chiede, a più breve termine, di ampliare "i canali per una migrazione sicura e regolare".
"Migrare dovrebbe essere sempre una scelta libera, ma di fatto in moltissimi casi, anche oggi, non lo è", scrive il Papa, che ricorda come anche "la fuga della Santa Famiglia in Egitto non è frutto di una scelta libera". "Conflitti, disastri naturali, o più semplicemente l'impossibilità di vivere una vita degna e prospera nella propria terra di origine costringono milioni di persone a partire", prosegue Francesco, sottolineando come "persecuzioni, guerre, fenomeni atmosferici e miseria sono tra le cause più visibili delle migrazioni forzate contemporanee. I migranti scappano per povertà, per paura, per disperazione. Al fine di eliminare queste cause e porre così termine alle migrazioni forzate - scrive ancora Bergoglio - è necessario l'impegno comune di tutti, ciascuno secondo le proprie responsabilità. Un impegno che comincia col chiederci che cosa possiamo fare, ma anche cosa dobbiamo smettere di fare. Dobbiamo prodigarci per fermare la corsa agli armamenti, il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune".
"Il diritto a non dover emigrare"
Per fare della migrazione una scelta "davvero libera", afferma il pontefice argentino, "bisogna sforzarsi di garantire a tutti un'equa partecipazione al bene comune, il rispetto dei diritti fondamentali e l'accesso allo sviluppo umano integrale". E se "è chiaro che il compito principale spetta ai Paesi di origine e ai loro governanti, chiamati ad esercitare la buona politica, trasparente, onesta, lungimirante e al servizio di tutti, specialmente dei più vulnerabili", rimarca il Papa, "essi però devono essere messi in condizione di fare questo, senza trovarsi depredati delle proprie risorse naturali e umane e senza ingerenze esterne tese a favorire gli interessi di pochi". In vista del Giubileo del 2025, Bergoglio chiede, in particolare, uno "sforzo congiunto dei singoli Paesi e della Comunità internazionale per assicurare a tutti il diritto a non dover emigrare": un diritto al quale, nota, si deve accompagnare un impegno concreto da parte, in primo luogo, dei paesi più ricchi: "Infatti - scrive Francesco - poiché le risorse mondiali non sono illimitate, lo sviluppo dei Paesi economicamente più poveri dipende dalla capacità di condivisione che si riesce a generare tra tutti i Paesi. Fino a quando questo diritto non sarà garantito, e si tratta di un cammino lungo, saranno ancora in molti - assicura Bergoglio - a dover partire per cercare una vita migliore".
"Ampliare i canali per la migrazione legale"
Jorge Mario Bergoglio, che ha criticato nei mesi scorsi il tragico naufragio a largo di Cutro, in Calabria, sottolinea, nel suo messaggio, che "lì dove le circostanze permettano di scegliere se migrare o restare, si dovrà comunque garantire che tale scelta sia informata e ponderata, onde evitare che tanti uomini, donne e bambini cadano vittime di rischiose illusioni o di trafficanti senza scrupoli".
Ricordando che un cristiano riconosce nel migrante "non solo un fratello o una sorella in difficoltà, ma Cristo stesso che bussa alla nostra porta", il Papa conclude sottolineando che "mentre lavoriamo perché ogni migrazione possa essere frutto di una scelta libera, siamo chiamati ad avere il massimo rispetto della dignità di ogni migrante; e ciò significa accompagnare e governare nel miglior modo possibile i flussi, costruendo ponti e non muri, ampliando i canali per una migrazione sicura e regolare".