Il valore è pari all'investimento che serve per rimettere a posto l'autostrada Adriatica o alla realizzazione di più di duecento scuole, ma erano panetti di cocaina per quasi tre tonnellate, sequestrati oggi al porto di Gioia Tauro dalla Finanza. Ai clan avrebbero fruttato più di 800milioni di euro, un fiume di denaro - raccontano le inchieste - poi destinato a infettare l'economia legale, condizionare l'andamento di interi settori economici, alimentare in ogni caso il potere dei clan.
Che stesse arrivando qualcosa, i finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria e i funzionari dell'Agenzia delle dogane lo avevano intuito. Anni di indagini hanno insegnato a individuare le anomalie nei documenti di carico, le società sospette, le rotte da monitorare. E anche questa volta, gli investigatori coordinati dalla procura antimafia di Reggio Calabria, guidata da Giovanni Bombardieri, ci hanno preso.
Nascosti in due container refrigerati provenienti da Guayaquil, in Ecuador, e destinati in Armenia attraverso il porto di Batumi, in Georgia, c'erano decine di panetti di cocaina. Come spesso accade, ufficialmente trasportavano frutta esotica, escamotage che rende più difficili e complicati i controlli. L'apertura dei container rischia di mettere a rischio l'intero carico, per questo spesso ci si limita ai controlli al termoscanner.
Questa volta però i portelloni sono stati spalancati - troppe le tracce che indicavano che il carico fosse lì - e il cane Joel in pochi minuti lo ha confermato. Ordinatamente nascosti fra le casse c'erano diversi borsoni i panetti di coca all'interno. Altri 600 grammi di "bianca" sono stati scovati nei giorni scorsi, nascosti tra carichi di frutta esotica, in doppi fondi o in alcune intercapedini esterne ai box. Anche questi container arrivavano dall'Ecuador e dopo il passaggio da Gioia Tauro avrebbero dovuto raggiungere sia porti italiani, sia all'estero, Croazia, Grecia ed ancora Georgia.
Per gli investigatori, si tratta dell'ennesima conferma del ruolo strategico del porto di Gioia Tauro come hub della cocaina in Europa: da gennaio ad oggi, solo nello scalo calabrese, sono state sequestrate complessivamente circa 37 tonnellate di "bianca" destinate al mercato italiano e europeo.