Milano - Dentro coppie, per lo più etero, fuori i presidi della Digos con le proteste di centrodestra, Popolo della famiglia e femministe. "Wish for a Baby", la fiera della fertilità (ribattezzata da chi la critica"fiera dell'utero in affitto"), ospitata allo Spazio Antologico di via Mecenate 84 a Milano, è iniziata tra le polemiche. L'azienda danese Cryos, che vanta la più grande banca del seme e ovuli del mondo, è stata contestata da un gruppo di parlamentari e consiglieri comunali di Fratelli d'Italia. Come la deputata Grazia Di Maggio che ha fatto un blitz tra gli stand per verificare se si promuovesse anche la maternità surrogata. "I nostri timori erano fondati - accusa - . Cryos, alla richiesta di informazioni rimanda al proprio sito Internet in cui è singolare che vi sia un prezzario Iva inclusa, indirizzato all'Italia, che commercializza una pratica da noi vietata con la legge 40 del 2004…
Milano - Dentro coppie, per lo più etero, fuori i presidi della Digos con le proteste di centrodestra, Popolo della famiglia e femministe. "Wish for a Baby", la fiera della fertilità (ribattezzata da chi la critica"fiera dell'utero in affitto"), ospitata allo Spazio Antologico di via Mecenate 84 a Milano, è iniziata tra le polemiche. L'azienda danese Cryos, che vanta la più grande banca del seme e ovuli del mondo, è stata contestata da un gruppo di parlamentari e consiglieri comunali di Fratelli d'Italia. Come la deputata Grazia Di Maggio che ha fatto un blitz tra gli stand per verificare se si promuovesse anche la maternità surrogata. "I nostri timori erano fondati - accusa - . Cryos, alla richiesta di informazioni rimanda al proprio sito Internet in cui è singolare che vi sia un prezzario Iva inclusa, indirizzato all'Italia, che commercializza una pratica da noi vietata con la legge 40 del 2004, articolo 12".
La proposta di legge: la maternità surrogata è reato
Il centrodestra punta a far approvare a giugno in aula a Montecitorio la proposta di legge che istituisce il reato universale di maternità surrogata. Maternità surrogata che invece compare nella brochure distribuita al pubblico da Garavelas Medical Group con sede ad Atene. Ci sono due pagine sulla maternità surrogata, dove si spiega che la procedura lì è "del tutto legale purché ricorrano determinate condizioni". Ossia, "la richiedente deve essere clinicamente incapace di condurre la gestazione, come comprovato da documentazione medica". O quando la gravidanza sia impossibile o metta a rischio la vita della donna. Nel depliant sono poi evidenziate le caratteristiche della "madre surrogata-gestante che deve avere un'età compresa fra i 25 e i 45 anni, deve essere perfettamente sana, deve aver avuto almeno un figlio suo, non deve essere stata sottoposta a più di due tagli cesarei, deve essersi invece sottoposta agli esami medici previsti dalla legge e a un'accurata valutazione psicologica". E deve poi "firmare la scrittura privata con i futuri genitori: se è sposata deve dare il proprio consenso anche il marito". L'opuscolo firmato dal dottor Attanasio Garavelas, ostetrico ateniese, chirurgo ginecologo e specializzato in endocrinologia riproduttiva (laureato alla Sapienza nel 2004 con 92/110) spiega che "la nostra unità offre un'ampia gamma di servizi di consulenza sulla maternità surrogata" e che "coprono tutti gli aspetti possibili, dalle ripercussioni emotive e psicologiche fino agli esami a cui devono sottoporsi le madri surrogate".
I 17 stand della fiera
Sono 17 gli stand alla fiera della fertilità, tra cui otto cliniche di Spagna, Turchia e Repubblica Ceca (l'unica italiana, proveniente dall'Emilia Romagna, ha dovuto dare forfait a causa dell'emergenza maltempo), una banca del seme e una società che si occupa di trasporto di ovociti. Gli altri stand, i più affollati, sono di professionisti, da ostetriche a osteopati, fino ai "fertility coach". Dopo le 250 persone arrivate ieri, soprattutto coppie eterosessuali che non riescono ad avere un figlio, oggi è previsto l'arrivo di altre 450 persone che si sono prenotate online. C'è curiosità e riservatezza. "Sono qui per accompagnare un'amica", dice una donna. Alcune coppie hanno figli al seguito. "Sono bimbi di coppie ricorse a trattamenti, venute qui per ringraziare", spiegano allo stand di una clinica di Barcellona. Francesca, 31 anni, spiega di avere l'endometriosi al terzo stadio e ora guarda con interesse alla Spagna dopo tre tentativi di procreazione medicalmente assistita con il servizio sanitario italiano: "Ma con scarsi risultati e trattati da bestie più che da esseri umani. Ogni volta che vai c'è un medico diverso". È contraria all'utero in affitto: "Non ricorrerei mai a questa tecnica, si rischia davvero una compravendita di bambini. Piuttosto andiamo a parlare con una clinica spagnola dove hanno macchinari più evoluti e i prezzi sono simili a quelli italiani". "Con l'Italia lavoriamo tanto, perché in Spagna si possono fare analisi genetiche qui vietate", racconta Enrique Olaya, direttore del laboratorio di fecondazione in vitro di una clinica di Alicante. Si tratta, spiega, di esami sull'embrione per aumentare la probabilità che la gravidanza venga portata a termine, ma nulla - assicura - hanno a che vedere con un qualsivoglia tipo di scelta del futuro bebè, perché "in Spagna, come in Italia, non si può scegliere il sesso del bambino, né tanto meno il donatore". ©RIPRODUZIONE RISERVATA