Cronaca

Ismail, migrante disabile, potrà restare in Italia: sì alla protezione speciale, permesso rinnovato per un anno

Ismail, migrante disabile, potrà restare in Italia: sì alla protezione speciale, permesso rinnovato per un anno
Dopo la denuncia di Repubblica, la questura di Cuneo ha riesaminato il caso del giovane gambiano, in gravi condizioni di salute, diventato clandestino dopo il decreto Cutro, e ha trovato una soluzione. La comunità Papa Giovanni: "Quante persone come Ismail, che non hanno la fortuna di poter raccontare la loro situazione, si ritroveranno nella stessa situazione?"
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Una settimana dopo la denuncia di Repubblica, Ismail ha di nuovo un permesso di soggiorno. E ancora per protezione speciale perché - alla fine - non è del tutto vero, come era stato liquidato al momento della richiesta di rinnovo presentata alla questura di Cuneo, che "la protezione speciale in Italia non esiste più".

In realtà, il decreto Cutro (nel frattempo diventato legge) ha ridotto di molto le fattispecie in cui è possibile assegnare a un migrante la protezione speciale. E certamente, come era di tutta evidenza considerando le drammatiche condizioni del 29enne gambiano, disabile mentale e con un piede amputato, una persona come Ismail, da sei anni in Italia, riconosciuto disabile mentale dalla Asl, la legge 104, un percorso di cure avviato, non poteva essere lasciato senza permesso di soggiorno e abbandonato per strada dalla comunità Papa Giovanni che lo ospita in provincia di Cuneo.

Così però era successo qualche settimana fa, quando Ismail si è trovato improvvisamente clandestino. Solo il rumore sollevato dalla denuncia di Repubblica ha fatto sì che la questura di Cuneo riconsiderasse il caso per valutare la soluzione adeguata. Che alla fine altro non è stato che il rinnovo per un anno della protezione speciale, evidentemente in considerazione delle gravi condizioni di salute del migrante.

"Siamo felici e ovviamente ringraziamo la questura di Cuneo per aver sollecitamente risolto il problema - dice Giona Cravanzola, responsabile della casa di acoglienza - ma ci chiediamo: quante persone come Ismail che non hanno la fortuna di poter portare la loro situazione sotto i riflettori o che non hanno neanche persone che li aiutano a districarsi nella burocrazia italiana si ritroveranno nella stessa situazione? Improvvisamente clandestini, lasciati al loro destino per strada, senza più una protezione che pure in passato lo stesso Stato aveva ritenuto di dover loro concedere".