Sanità, ecco le Regioni dove l'assistenza è migliore
di Michele BocciIn un periodo nero per la sinistra, c'è giusto la sanità che tiene. Non è chiaro per quanto durerà ancora il primato ma in molti pensano che dovrebbe essere proprio questo uno dei punti da cui ripartire per risollevare le sorti del Pd e degli altri partiti e movimenti di area. Sono appena usciti i dati dei Lea, cioè i livelli essenziali di assistenza, riferiti al 2021 e le prime due Regioni nella classifica sono l'Emilia-Romagna e la Toscana, che ormai da anni occupano posizioni di vertice. Seguono la provincia di Trento, la Lombardia e il Veneto, che fino a qualche anno aveva stabilmente la prima posizione. Ultima in classifica è la Valle d'Aosta, vanno comunque male anche, a salire, Calabria, Sardegna, Sicilia, Molise, Campania e Bolzano.
Il sistema dei Lea valuta una serie di indicatori, in tutto una ventina, dell'attività sanitaria delle Regioni. Si va da come funzionano l'assistenza territoriale e quella ospeda…
In un periodo nero per la sinistra, c'è giusto la sanità che tiene. Non è chiaro per quanto durerà ancora il primato ma in molti pensano che dovrebbe essere proprio questo uno dei punti da cui ripartire per risollevare le sorti del Pd e degli altri partiti e movimenti di area. Sono appena usciti i dati dei Lea, cioè i livelli essenziali di assistenza, riferiti al 2021 e le prime due Regioni nella classifica sono l'Emilia-Romagna e la Toscana, che ormai da anni occupano posizioni di vertice. Seguono la provincia di Trento, la Lombardia e il Veneto, che fino a qualche anno aveva stabilmente la prima posizione. Ultima in classifica è la Valle d'Aosta, vanno comunque male anche, a salire, Calabria, Sardegna, Sicilia, Molise, Campania e Bolzano.
Il sistema dei Lea valuta una serie di indicatori, in tutto una ventina, dell'attività sanitaria delle Regioni. Si va da come funzionano l'assistenza territoriale e quella ospedaliera, alla capacità di governare le liste di attesa e pure di fare prevenzione. Per ogni indicatore viene assegnato un punteggio in base al raggiungimento degli obiettivi. La sufficienza è considerata 60 e per l'appunto solo l'Emilia-Romagna e la Toscana raggiungono quella quota in tutti gli indicatori. Inoltre ci sono tre macro aree, cioè la prevenzione, il territorio e l'ospedale, nelle quali sono raccolti gli indicatori. In questo caso le insufficienze sono poche e riguardano soprattutto le Regioni in fondo alla classifica.
Oltre a stilare una sorta di graduatoria, che le amministrazioni locali hanno sempre respinto perché non amano essere paragonate tra loro (a meno che non vadano molto bene), i Lea dovrebbero anche servire a distribuire una quota premiale nel fondo sanitario. Chi non hraggiunge 60 in almeno una nelle tre macro aree dovrebbe essere escluso dal premio economico. Si tratta quest'anno di ben 7 Regioni. In realtà la regola non è praticamente mai stata applicata, anche perché si tratterebbe di togliere soldi a chi sta peggio.
Emilia e Toscana hanno due sistemi sanitari abbastanza forti ma come tutte le altre Regioni risentono di problemi economici legati ai costi della pandemia e delle bollette degli ultimi anni. Anche loro soffrono per le liste di attesa, le carenze di personale, e hanno chiuso i bilanci in pareggio con qualche difficoltà ma hanno due sistemi che comunque reggono. A dirlo sono i dati dei Lea, che vengono elaborati da un tavolo aperto al ministero alla Salute. Da sempre sono state amministrate dalla sinistra, che proprio sulla capacità di continuare ad offrire una buona sanità, universalistica, ai propri cittadini si gioca il futuro politico in queste zone. Va anche detto che tra il 2020 e il 2021 un sistema impostato in modo molto diverso, quello della Lombardia, ha fatto un bel salto in avanti, scavalcando nella classifica dei Lea Veneto Marche e Piemonte. In generale tutte le Regioni hanno avuto punteggi un po' più alti rispetto all'anno precedente tranne Valle d'Aosta e Sardegna.