Verona, una vittima già nel 2018: "Aggredito e circondato mentre i poliziotti ridevano: vedi abusi di potere qui?"
dai nostri inviati Giuliano Foschini , Fabio TonacciVERONA - Quando martedì ha letto dei cinque arresti tra i poliziotti della questura di Verona, il trentunenne curdo-turco Ugur Bilkay si è seduto, ha alzato gli occhi per incrociare quelli di sua moglie, ed è crollato in un pianto di gioia. Perché quel posto, quegli agenti, quel metodo violento e intimidatorio, Bilkay ha avuto la sventura di conoscerli già un pomeriggio di aprile di 5 anni fa. "È la fine di un incubo, finalmente giustizia è fatta...", racconta a Repubblica Bilkay, che ora si è trasferito a Londra e ha aperto un'azienda di stampe digitali. Nel 2018 fa viveva a Erbezzo, nel Veronese. Era operatore sociale della Verso Probo, che si occupa dei richiedenti asilo. Ed è in veste di accompagnatore di uno straniero intenzionato a rinnovare il permesso di soggiorno semestrale che varcò la soglia della Questura sul Lungadige Galtarossa.
VERONA - Quando martedì ha letto dei cinque arresti tra i poliziotti della questura di Verona, il trentunenne curdo-turco Ugur Bilkay si è seduto, ha alzato gli occhi per incrociare quelli di sua moglie, ed è crollato in un pianto di gioia. Perché quel posto, quegli agenti, quel metodo violento e intimidatorio, Bilkay ha avuto la sventura di conoscerli già un pomeriggio di aprile di 5 anni fa. "È la fine di un incubo, finalmente giustizia è fatta...", racconta a Repubblica Bilkay, che ora si è trasferito a Londra e ha aperto un'azienda di stampe digitali. Nel 2018 fa viveva a Erbezzo, nel Veronese. Era operatore sociale della Verso Probo, che si occupa dei richiedenti asilo. Ed è in veste di accompagnatore di uno straniero intenzionato a rinnovare il permesso di soggiorno semestrale che varcò la soglia della Questura sul Lungadige Galtarossa.
In quello stato Bilkay rimane quasi un'ora. Poi viene liberato, gli vengono riconsegnati i documenti. Di quel pomeriggio in Questura non rimane traccia ufficiale. "Sono andato da un avvocato, gli ho spiegato cosa era successo, lui mi ha detto di non fare causa perché non avevo testimoni ed era la loro parola contro la mia. Inoltre, il mese dopo dovevo presentare la domanda di cittadinanza, e temevo che quei poliziotti potessero ostacolarla".