Maturità 2023, i consigli degli scrittori agli studenti: "Aiutatevi tra voi e studiate il dizionario"
di Sara Scarafia , Ilaria VenturiCome prepararsi al meglio alla Maturità? Che cosa fare prima dell'esame? Che cosa, invece, non fare assolutamente? Abbiamo chiesto a sei scrittori e scrittrici di raccontarci la loro esperienza e di dare qualche suggerimento a chi tra poco finirà le scuole superiori. Non vi aspettate nulla di retorico. Tra i consigli, per dire, c'è quello di aiutare chi è in difficoltà: sì sì, far copiare se serve. Ma anche quello di non massacrarsi di studio il giorno prima e di godersi ogni istante: vada come vada, sarà un momento indimenticabile. Ecco i suggerimenti della prof e scrittrice best seller Stefania Auci, autrice della saga I leoni di Sicilia; di Gaja Lombardi Cenciarelli, insegnante, il suo ultimo libro è Domani interrogo (Marsilio); di Enrico Galiano, docente che ha scritto come ultimo libro Geografia di un dolore perfetto (Garzanti); della regina del romance italiano Felicia Kingsley, adesso in libreria con Innamorati pazzi (Newton Compton); della booktoker e scrittrice di romance Rit…
Come prepararsi al meglio alla Maturità? Che cosa fare prima dell'esame? Che cosa, invece, non fare assolutamente? Abbiamo chiesto a sei scrittori e scrittrici di raccontarci la loro esperienza e di dare qualche suggerimento a chi tra poco finirà le scuole superiori. Non vi aspettate nulla di retorico. Tra i consigli, per dire, c'è quello di aiutare chi è in difficoltà: sì sì, far copiare se serve. Ma anche quello di non massacrarsi di studio il giorno prima e di godersi ogni istante: vada come vada, sarà un momento indimenticabile. Ecco i suggerimenti della prof e scrittrice best seller Stefania Auci, autrice della saga I leoni di Sicilia; di Gaja Lombardi Cenciarelli, insegnante, il suo ultimo libro è Domani interrogo (Marsilio); di Enrico Galiano, docente che ha scritto come ultimo libro Geografia di un dolore perfetto (Garzanti); della regina del romance italiano Felicia Kingsley, adesso in libreria con Innamorati pazzi (Newton Compton); della booktoker e scrittrice di romance Rita Nardi (Liberi come la neve, Garzanti) che si è diplomata l'anno scorso; e infine di Valentina Petri, insegnante, ultimo libro Vai al posto ( Rizzoli).
Stefania Auci: "Aiutatevi a vicenda. E agli scritti portate cioccolato e succhi"
Il mio esame di Maturità, al liceo classico a Trapani in Sicilia, lo ricordo con grande divertimento perché creammo una squadra di mutuo soccorso. La mattina della versione, una mia compagna camminava per i corridoi seminando letteralmente cartucce: le cadevano dalle tasche. Anche io ero ben attrezzata a dire il vero, ma nella mia scuola c'erano dei veri campioni. Medaglia d'oro al mio compagno che scollò la controcopertina del Rocci, il vocabolario di greco, creando una tasca dentro alla quale mise quante più versioni possibili già svolte: ovviamente gli andò male. Quella che uscì, un brano di Ippocrate, non l'aveva.
Agli orali fu sorteggiata la B e io fui interrogata come ultima dell'ultimo giorno. Un consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è: aiutatevi. Siate solidali. Date una mano a chi è in difficoltà. E non dimenticate, per gli scritti, di fare una buona colazione e di portarvi dietro comfort food zuccherati: cioccolato, succhi di frutta. Niente caffè, sarete già nervosi, ma mai a stomaco vuoto. Infine, e lo dico da mamma di un maturando, tenete a mente che l'esame è importante ma non è quello della vita. Ce ne saranno tanti altri, che non passano dalla scuola e non hanno una data certa. Sarà comunque un momento indimenticabile. Divertitevi.
Gaja Cenciarelli: "Ripetete, memorizzate, ma non chiudetevi in casa a studiare: continuate a stare nel mondo"
"La maturità è tutto", dice Re Lear. Per ogni studente delle scuole superiori di secondo grado è sicuramente un traguardo, uno spartiacque verso l'età adulta. "Studia e tutto andrà bene" diciamo noi insegnanti in ogni Quinta, ripetendo questa verità come una filastrocca rassicurante sempre più spesso, man mano che il 21 giugno si avvicina. Tuttavia, tra questa affermazione e i ragazzi abita l'ignoto e l'ignoto fa paura a tutti, sempre. Un paio di consigli? Ripetere, riconoscere, memorizzare: diminuisce l'ansia da prestazione, diminuisce le possibilità di "fallire", diminuisce la confusione.
Chiudersi in casa, studiare fino a tardi, dimenticare il mondo: aumenta l'ansia da prestazione, aumenta le possibilità di fallire, aumenta la confusione. Continuate a stare nel mondo, perché la scuola si nutre di esperienze. L'esame di Stato è una prova che tutti siamo chiamati a sostenere, che tutti abbiamo superato e supereremo. Ricorderete queste giornate per sempre, vi capiterà anche di sognarlo, il vostro esame. Proverete persino nostalgia di tante paure immotivate e quindi abbiate cura di questi giorni preziosi. State per affrontare il primo, vero cimento di un lungo cursus studiorum e lo farete con la forza della vostra purezza: mantenetela intatta, vi tornerà utile in futuro. La tenerezza della scuola è nel mondo, e nel mondo non dovrete mai temere il fallimento, perché sarete troppo impegnati a vivere.
Enrico Galiano: "Fu un disastro, andai fuori tema e lasciai il compito di matematica in bianco"
La mia Maturità è stata un disastro, sotto tutti i fronti. Avendo sbagliato clamorosamente scelta della scuola (presi lo scientifico pur essendo una schiappa in scienze e matematica), puntai tutto sul tema di italiano: ero il migliore della classe a scrivere, avrei azzeccato quello e poi sarebbe stata tutta discesa. Certo, come no: riuscii ad andare fuori tema già dal secondo capoverso e poi non ne venni più a capo, dovevo scrivere cosa c'era in comune fra matematica e poesia e disquisii per due fogli protocollo interi sul cinema di Kubrick. Allo scritto di matematica, preso dalla disperazione, provai a copiare: una mia compagna lasciò in bagno la soluzione di uno dei problemi, ma io ero talmente messo male che non sapevo nemmeno come arrivare a quella soluzione, e così lasciai in bianco. E all'orale, il capolavoro: pensai bene di mettermi a litigare con il professore esterno di italiano, reo secondo me di aver sproloquiato su Leopardi. Risultato: un tracollo e un'uscita col minimo sindacale.
Detto questo - anzi proprio per questo - dico a chi deve affrontare la maturità oggi: è un esame importante, certo, ma non dategli più peso di quello che ha, in prospettiva. Parafrasando Mark Twain: sappiate che fra vent'anni nessuno di voi si pentirà di quello che ha fatto all'esame di maturità, ma di tutto quello che non ha fatto dopo, del tempo buttato via senza un senso, delle decisioni non prese per paura o per poca fiducia in sé. Per cui andate, date il meglio di voi, ma ricordate che la vita vera comincia domani.
Felicia Kingsley: "A scuola? Ho fatto della sopravvivenza un'arte. In questi giorni studiate il vocabolario per arricchire l'eloquio e leggete i giornali"
La mia Maturità, al liceo scientifico, è stata nell'anno dei mondiali: 2006. E ho avuto la fortuna di essere interrogata per gli orali il giorno della finale: quella notte ho fatto l'alba. Quell'anno per il tema mi toccò Ungaretti. Ecco, il primo consiglio che mi sento di dare ai maturandi è di non incaponirsi sul tema di letteratura se non si sentono preparatissimi. Meglio virare sull'attualità che fare una prova mediocre. Altra cosa: non perdete tempo prezioso iniziando una traccia e poi mollandola dopo tre ore. La rapidità nel prendere una decisione, è una delle sfide dell'esame.
Inutile poi mettersi a studiare tutto il programma in quindici giorni. Così come fidarsi dei pronostici sul toto autore: tanto non si azzecca mai.
Una cosa utile da fare, invece, è considerare il vocabolario un caro amico: sfogliatelo, fatevi incuriosire dalle parole che possono arricchire il vostro vocabolario. Nei giorni che vi separano dalla prova, allenatevi a parlare con frasi un po' più articolate. Anche la forma ha la sua importanza. E leggete i quotidiani: tenetevi aggiornati su quello che succede nel mondo. Allenatevi a ragionare.
Rita Nardi: "L'ultimo giorno? Rilassatevi. Tanto il dado è tratto. Il momento più difficile per me è stata la versione di latino. Ma in qualche modo si fa"
Sono stata molto molto in ansia. Ma un'ansia bella, positiva, perché sapevo che stavo per vivere un momento che non avrei mai più dimenticato. Il tema è stato una bellissima sorpresa: tra le proposte c'era la traccia su Giovanni Verga, autore che io adoro, e non ho avuto dubbi. La versione di latino, Seneca, ci ha fatto penare, ma alla fine ce l'ho fatta.
All'orale, ultima del mio giorno in pieno luglio, ho iniziato con fisica: che botta. Il consiglio che mi sento di dare a chi si diploma quest'anno, è di non studiare fino allo svenimento il giorno prima: arrivereste senza energie. Alla vigilia, riposate, fate una passeggiata. Quel che è fatto è fatto. Io, la notte prima, ho rivisto il film Notte prima degli esami col mio fidanzato. È stato tenero e rilassante. Beh, sì, poi alla fine è andata bene: massimo dei voti e lode.
Valentina Petri: "Doveva uscire latino, ci è toccato greco. Ma non è la fine del mondo, questo esame è solo un inizio"
Ho sostenuto l'esame di Maturità classica nel 1996, praticamente in pieno Pleistocene. C'erano ancora i telefoni a gettoni e ne ho usato uno per chiamare a casa e dire che tracce erano uscite. Doveva uscire Montale ed è uscito Manzoni; "tranquilli, raga, che esce sempre latino" e tràn! Ci è toccata la temibile versione di greco. All'orale ho scelto filosofia che mi piaceva così così; però italiano, dove ero forte, lo portavano già tutti e temevo me lo cambiassero. Speravo di passare per ultima, hanno sorteggiato la O. Il meteo dava nuvoloso, ho messo un tailleur blu, sembravo una hostess e alle 11 del mattino c'erano già 40 gradi.
Sul momento non mi è sembrata granché, la Maturità. Ma a ripensarci due cosette me le ha insegnate. Mi ha insegnato che le cose non vanno quasi mai come ti dicono che dovrebbero andare. Che se ti capita una cosa difficile non è detto che non si possa affrontare. Che bisogna puntare sulle cose che ci piacciono, non su quelle che pensiamo possano andare bene agli altri, almeno sbagliamo lo stesso ma con cognizione di causa. Che le previsioni del tempo non ci azzeccano mai e che il numero con cui si esce è soltanto un numero e pazienza se ne volevamo un altro. Quindi, ragazzi che state per affrontare la prima Maturità del Grande Dopo, quella con i due scritti e le commissioni esterne per metà, sappiate che può andare meglio o peggio del dovuto, che può essere prevedibile o deludente, scandalosamente ingiusta o assolutamente fortunata, ma una cosa è certa. Non è la fine del mondo, non è la fine di niente. È soltanto un inizio.