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Eterosessuali, maschi, nostalgici: ecco gli italiani secondo le tracce (inattuali) del tema alla Maturità

Gli studenti del Tito Livio di Milano la mattina della prova di Italiano

 (fotogramma)

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Nessun accenno alle donne, ai migranti, alla crisi ambientale nei titoli dei compiti assegnati agli studenti. Nel 2023 si va verso il futuro sognando il passato
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Maschile, borghese, eterosessuale, bianca, sovranista e anche un po’ luddista. Questa è l’Italia sulla quale sono chiamati a riflettere i maturandi del 2023. Un’ Italia che, grazie al cielo, non esiste. Ma che, nelle tracce proposte, viene immaginata come pietra miliare, punto di partenza ideale al quale dovremmo tornare per costruire un altro futuro. Un futuro dove le donne non contano niente e la diversità non è contemplata, dove non esiste una questione ambientale e tantomeno un gigantesco movimento migratorio da una parte all’altra del mondo. Un movimento migratorio gigantesco, che riguarda noi, ma riguarderà soprattutto loro, i maturandi del 2023 che, nel frattempo, sono impegnati a riflettere sullo Sputnik.

Ci …

Maschile, borghese, eterosessuale, bianca, sovranista e anche un po’ luddista. Questa è l’Italia sulla quale sono chiamati a riflettere i maturandi del 2023. Un’ Italia che, grazie al cielo, non esiste. Ma che, nelle tracce proposte, viene immaginata come pietra miliare, punto di partenza ideale al quale dovremmo tornare per costruire un altro futuro. Un futuro dove le donne non contano niente e la diversità non è contemplata, dove non esiste una questione ambientale e tantomeno un gigantesco movimento migratorio da una parte all’altra del mondo. Un movimento migratorio gigantesco, che riguarda noi, ma riguarderà soprattutto loro, i maturandi del 2023 che, nel frattempo, sono impegnati a riflettere sullo Sputnik.

Ci siamo chiesti in questi mesi cosa volesse dire smantellare l’egemonia culturale della sinistra, ma soprattutto con cosa avessero intenzione di sostituirla. Le tracce della maturità di quest’anno sembrano indicare una direzione: si va verso il futuro sognando il passato. Eludendo tutte le parole e i concetti della contemporaneità, colpevoli di eccessiva correttezza o peggio ancora di indicare nefandezze, intorcinamenti culturali che complicano la sessualità, parole che fanno saltare un’idea binaria di mondo, assegnano definizioni femminili a ruoli sempre indicati al maschile.

Per carità, sono solo parole. Ma senza la parole le cose si perdono, scappano via come il figlio di Troisi, Massimiliano… Non che la scuola debba scimmiottare il linguaggio dell’adolescenza, o rincorrere gli studenti affrontando soltanto i loro temi e interessi. La scuola ha invece il compito di andare dove le giornate dei ragazzi e le ragazze non andrebbero naturalmente, forzandoli, spingendoli, tirandoli verso altro. Facendo loro leggere e studiare argomenti che non avrebbero intercettato, spacciando libri di carta e altre bizzarrie del novecento.

Ma nonostante questa sacrosanta vocazione all’inattuale una cosa la scuola non deve mai fare, se non vuole correre il rischio di essere del tutto inutile: infelicitare gli studenti con la sclerosi di un passato dipinto come glorioso. Il passato non è glorioso. E’ solo passato, nel bene e nel male. E ha una sola funzione, aiutarci a comprendere il presente, il tempo nel quale viviamo. E’ per questo che si studia, che si accumulano conoscenze, che si affinano gli strumenti: per capire questa vita, così da fare del mondo, generazione dopo generazione, un posto nuovo e migliore. O per raccontarla, che hanno fatto altri prima di noi, nel passato. Così che chi viene dopo sappia come eravamo. E non eravamo così, questo è sicuro.

Nel 2023 non eravamo tutti maschi bianchi eterosessuali borghesi e convinti che internet sia il male, come sembrerebbe leggendo le tracce della maturità. E’ così triste questa società di vecchi nostalgici di chissà cosa, è così inospitale per chi si affaccia adesso alla vita adulta, alla politica, al lavoro. Perché invochiamo nuovi figli quando il nostro obiettivo è la sovranità di vecchi maschi ossessionati da una modernità che non riescono a decifrare? Che cosa dovrebbero mai fare i giovani in questa Italia che fa sogni decrepiti, marciti, inutilizzabili per vivere questo tempo?

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