Cronaca

Zanzare triplicate a causa delle piogge. L'Ecdc lancia l'allarme per le malattie che trasmettono

Zanzare triplicate a causa delle piogge. L'Ecdc lancia l'allarme per le malattie che trasmettono
"Con il caldo questi insetti tendono a espandersi, diffondendo infezioni come Dengue, Cikungunya e West Nile. Ci aspettiamo più casi ed eventualmente più morti". L'anno scorso record in Italia di febbre del Nilo occidentale
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Il caldo dopo la pioggia. “Una festa per le zanzare” dice Gioia Capelli, direttrice scientifica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. “Rispetto all’anno scorso, oggi ne contiamo il triplo. Ma c’è da dire che nel 2022 avevamo avuto una primavera particolarmente asciutta, che aveva limitato i focolai”.
Le acque che ancora ristagnano in Emilia Romagna, dopo l’alluvione di metà maggio, per gli insetti sono la ciliegina sulla torta. La Regione ha deciso allora di ricorrere ai droni, che spargeranno dal cielo il Bacillus thuringiensis, un batterio nocivo per le larve ma innocuo per l’uomo, usato da tempo per la lotta biologica in agricoltura.

Le zanzare, d’altra parte, non rappresentano solo un fastidio. Chikungunya, Dengue e febbre del Nilo occidentale sono nomi di malattie tropicali trasmesse da questi insetti e ormai diffuse anche da noi. L’Ecdc, il Centro europeo per le malattie infettive, ieri ha invitato a tenere alta la guardia. Con l’aumento delle temperature, questi virus potrebbero prendere ancor più piede anche in Europa.

Il rischio arriva soprattutto da zanzara tigre e zanzara egiziana (Aedes albopictus e Aedes aegypti), entrambe con il corpo nero a puntini bianchi. “Dieci anni fa, nel 2013, la Aedes albopictus si era stabilita in 8 Paesi europei” spiega l’Ecdc. “Ora nel 2023, i paesi sono saliti a 13”. L’Italia è sicuramente fra questi. “Non esiste una Regione italiana in cui non sia diventata una presenza fissa”, conferma Capelli.
Da qualche anno in Italia si registrano anche sporadici avvistamenti di zanzara anofele. “Non si tratta delle specie adatte alla trasmissione della malaria”, rassicura la direttrice. Ma la situazione, con il riscaldamento globale, resta in evoluzione. “Insetti e patogeni sono molto legati alla situazione del clima”.

Proprio il clima viene chiamato in causa dall’allerta dell’Ecdc: “L’Europa sta vivendo un trend di aumento delle temperature con ondate di calore e alluvioni più frequenti e severe. Le estati diventano più lunghe e calde. Questo crea condizioni favorevoli per le zanzare”, ha detto la direttrice del centro europeo, Andrea Ammon. Se l’espansione di questi insetti proseguirà, “ci aspettiamo più casi, ed eventualmente decessi, da malattie come Dengue, Chikungunya e febbre del Nilo occidentale”, avverte Ammon.Sorveglianza e protezione personale (vestiti lunghi, zanzariere e repellenti) sono le soluzioni indicate.
In Italia l’anno scorso la febbre West Nile aveva colpito particolarmente duro. Il nostro è stato il primo Paese europeo per numero di casi: 588 tra giugno e novembre, con 295 forme che hanno colpito il cervello e 37 decessi. Questa statistica tiene conto solo delle infezioni contratte in loco, non di quelle importate dai viaggiatori. “Nel 2007 fummo il primo Paese europeo a registrare un focolaio autoctono di Chikungunya”, ricorda Capelli.

Le carte sul tavolo fanno prevedere anche un 2023 intenso, sul fronte delle infezioni. Eppure questi primi giorni d’estate stanno mostrando una certa calma. L’Istituto Superiore di Sanità ha registrato finora solo tre casi di positività al West Nile: a Catania, Ravenna e Varese. Nella prima città il virus è stato ritrovato in una zanzara, negli altri due in uccelli. “La malattia è arrivata dai migratori. Ma con il tempo è diventata endemica. Oramai anche gli esemplari nostrani ne sono portatori”, spiega Capelli.

Il perché di questa stasi, nonostante il gran proliferare di zanzare oggi, è oggetto di speculazioni. “L’ipotesi più solida è che con tanta acqua a disposizione gli insetti non sentano bisogno di spostarsi e più difficilmente trasmettano dunque il virus all’uomo”, suggerisce la direttrice. “L’anno scorso, con la forte siccità, probabilmente le zanzare si sono messe in viaggio alla ricerca di condizioni migliori”. La stagione però è solo all’inizio. “Il caldo accelera il ciclo vitale sia degli insetti che dei patogeni, e questo vale anche per le zecche, portatrici di altri virus potenzialmente pericolosi. L’allarme dell’Ecdc non è una sorpresa per noi. Di certo non ci fermeremo con i monitoraggi”.

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