Cronaca

'Ndrangheta: 68 misure cautelari nel Cosentino, sequestri per 5 milioni

'Ndrangheta: 68 misure cautelari nel Cosentino, sequestri per 5 milioni
Le persone coinvolte sono accusate di associazione di tipo 'ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altri reati aggravati dalle finalità mafiose
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Boss, capi storici, donne dei clan, un piccolo esercito di affiliati e spacciatori, ma anche imprenditori e politici, fra cui un ex vicesindaco e un consigliere comunale.

C’è tutta la rete dei clan Abbruzzese e Forastefano nell’inchiesta della procura antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, che ha travolto 68 persone nella Sibaritide e a Cassano allo Jonio, nel nord della Calabria. Nel corso dell'operazione, sotto sequestro sono finiti anche beni e conti per cinque milioni di euro.

Gli agenti della Squadra Mobile e i carabinieri del Reparto operativo provinciale di Cosenza hanno arrestato 39 persone, tra cui quattro donne, in 24 sono finiti ai domiciliari e a 5 è stato notificato l'obbligo di firma. Fra loro, c’è anche il trentaquattrenne consigliere di maggioranza del Comune di Cassano allo Jonio, Marco Guidi. Nomi che in zona fanno rumore anche fra i 14 indagati.

A ricevere un avviso di garanzia sono stati anche Mario Varca, noto imprenditore e presidente del Cassano Calcio, e Mimmo Lione, ex vicesindaco e assessore, oggi presidente della Confcommercio di Cassano.

Per Varca, l’accusa è di aver coinvolto persino boss e capimafia per obbligare un bagnino di uno stabilimento balneare di Roseto Capo Spulico non solo alle dimissioni, ma persino a scusarsi con il datore di lavoro. Per Lione invece l’accusa è di aver aiutato a eludere le indagini una serie di soggetti che aveva pagato per avere indietro l’auto che era stata rubata al figlio.

Un tempo rivali, i due clan hanno trovato da tempo una pax nel nome dei comuni affari, leciti e illeciti. Traffico di droga ma anche estorsioni, danneggiamenti a imprese, soprattutto nei settori agricoli e alberghieri, intimidazioni: insieme i clan avrebbero soffocato un pezzo enorme del cosentino su cui avrebbero steso una fitta rete di spaccio.

A vario titolo sono tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalle finalità mafiose, danneggiamento, estorsione consumata e tentata. Nel mirino dei clan sono finiti resort e aziende agricole, piccoli esercizi commerciali come una società che installa autovelox.

Fra gli autori delle estorsioni compare anche Maurizio Scorza, insieme alla compagna Hanene Hendli, vittima di un brutale omicidio il 4 aprile del 2022. L’uomo è stato trovato chiuso nel bagagliaio della sua auto con accanto un agnello sgozzato, mentre il corpo della compagna era riverso sul sedile anteriore. Entrambi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco, due lei, tredici lui. Un delitto di cui ancora si devono chiarire i contorni.
 

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