Violente grandinate, vento e temporali in tutte le province del Veneto. Un’ondata improvvisa di maltempo distruttivo che ha devastato tutto il Veneto nord-orientale, con intense grandinate che hanno colpito la provincia di Treviso. Sui social diversi abitanti hanno postato le immagini di chicchi di grandine grandi come palle da tennis. Grossi danni alle automobili rimaste nei parcheggi, boschi e moltissime coltivazioni.
Alberi spezzati come stuzzicadenti, tronchi in strada o in bilico sui fili della corrente, torrenti di acqua fangosa portata dalle precipitazioni in quota, coperture in lamiera strappati dalle case come vecchi adesivi senza colla e scagliati lontano anche a centinaia di metri. Sono state misurate raffiche superiori a 140 km/h in quota, nella zona di Cortina d’Ampezzo.
Maltempo, in provincia di Treviso chicchi di grandine come palline da tennis
110 feriti in Veneto
"Sale a 110 il numero delle persone ferite con traumi determinati dalla grandine, da cadute e da rotture di vetri. Ringrazio ancora una volta i soccorritori ed i tecnici che sono intervenuti nell'immediatezza degli eventi e che continuano in queste ore nelle opere di ripristino e censimento dei danni". Lo annuncia il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in costante contatto con la Protezione Civile, il Suem e tutti i volontari che in queste ore stanno prestando soccorso in seguito degli intensi eventi meteorologici che hanno interessato ieri, nel pomeriggio e nella serata, ampie porzioni del territorio regionale.
Danni a Treviso, Padova e Venezia
Una violenta grandinata si è scaricata anche nel Padovano soprattutto a Camposampiero e Campodarsego ma chicchi grossi come noci sono caduti anche a Cittadella, Limena e San Giorgio in Bosco. Ma pure nel Veneziano nell'area di Stra e Vigonovo con alberi in mezzo alla strada che hanno bloccato la viabilità e carrozzerie delle auto devastate.
Grandinata forte anche nell’Alta Padovana con chicchi enormi che si sono abbattuti sulle colture. Devastate pure diverse serre, i cui teloni sono volati via, oltre che gli orti. Registrate, inoltre, raffiche di vento di 120 orari nella zona di Codevigo. «Per il momento non è possibile fare una stima complessiva dei danni – commenta Cia Padova – Bisognerà attendere qualche giorno: solo dopo i sopralluoghi da parte dei tecnici avremo un ordine di grandezza».
Zaia: “Stato d’emergenza esteso”
Il Presidente del Veneto Luca Zaia firmerà oggi stesso l'estensione dello stato di emergenza, terminati i censimenti dei danni in corso dalle prime ore del mattino. "L'ondata di maltempo, dopo aver interessato le nostre montagne, ha colpito nella serata di ieri anche la pianura - ricorda - provocando anche il ferimento di alcune persone, fortunatamente in forma lieve".
"Ringrazio ancora una volta i soccorritori ed i tecnici che sono intervenuti nell'immediatezza degli eventi - osserva il Presidente del Veneto - e che continuano in queste ore nelle opere di ripristino e censimento dei danni". Il dispositivo di soccorso, riassume Zaia, è stato impegnato in centinaia di interventi: taglio di piante e alberi che hanno invaso le sedi stradali, messa in sicurezza di tetti scoperchiati, rimozione di lucernari, vetri e altri elementi pericolanti causati dalle violente grandinate e dal vento. Sono giunte in Veneto anche squadre dei Vigili del Fuoco provenienti da fuori Regione. "La grandine caduta è stata assolutamente fuori dal comune, con chicchi di ghiaccio che hanno raggiunto in alcuni casi diametri superiori ai 10 centimetri - conclude - . È in corso di redazione dalle prime ore del mattino l'estensione dello Stato di Emergenza Regionale firmato ieri: saranno inseriti tutti i territori colpiti ieri".
La provincia di Belluno
Sono stati più di 100 gli interventi dei vigili del fuoco per il maltempo che ha colpito dal tar- do pomeriggio di martedì l’Agordino, il Cadore e il Comelico. In azione 200 operatori del comando di Belluno, delle sei sedi permanenti dei 24 distaccamenti volontari e con il supporto di squadre regionali provenienti dai comandi di Treviso, Padova, Vicenza e Verona e l’utilizzo di 7 autoscale. In corso ieri mattina gli ultimi interventi per la messa in sicurezza delle coperture dei tetti e degli alberi pericolosi. A Calalzo un centinaio di ospiti della colonia sono stati spostati sempre nella stessa struttura per il danneggiamento del tetto. Anche sulla Pedentana trevigiana, nei i territori di Cornuda, Montebelluna e Pederobba sono stati martellati da una grandinata con chicchi grandi come palline da tennis, che hanno danneggiato
pannelli fotovoltaici, tetti e auto,acendo esplodere i lunotti.
350 chiamate ai Vigili del Fuoco nella notte
I vigili del fuoco sono stati impegnati in Veneto per tutta la notte con centinaia di richieste d'intervento per i violenti temporali di acqua, grandine e vento che hanno interessato gran parte della regione. Le squadre di Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona sono state all'opera, in particolare, per il taglio di piante e alberi che hanno invaso le sedi stradali ma anche nella rimozione di lucernari, vetri e altri elementi pericolanti causati dalle violente grandinate e dal vento. Interventi anche per la messa in sicurezza delle coperture dei tetti. Il dispositivo di soccorso è stato rinforzato con l'arrivo di squadre provenienti da fuori regione.
Il downburst
Il fenomeno meteo che ha sconvolto il Veneto e le Dolomiti si chiama downburst. Le correnti temporalesche hanno incontrato l’aria calda e prodotto precipitazioni violentissime che hanno schiantato alberi e divelto tetti. In estrema sintesi parliamo di raffiche di vento discensionali, in uscita dal fronte del temporale, che possono raggiungere e superare anche i 200 km/h.
Si tratta di un fenomeno subtropicale, che va diffondendosi in Europa a causa delle trasformazioni causate dal cambiamento climatico. La formazione avviene spesso durante episodi di forti piogge, quando la corrente discensionale, nota in inglese come downdraft, raggiunge rapidamente e violentemente il suolo, schiantandosi. A questo punto l’aria si espande in maniera orizzontale, con una velocità variabile, provocando raffiche di vento molto potenti.
Si verifica quindi l’innalzamento dell’aria calda e, contemporaneamente, la discesa di quella fredda presente più in alto. Tutto ciò provoca degli scoppi, o almeno questa è la sensazione apparente, al suolo, con venti molto violenti. Grande la pericolosità, pur differendo, come spiegato, dai tornado e dalle trombe d’aria.