Cronaca

Il Papa al giovane transessuale disabile: “Dio non ha schifo delle nostre realtà, ci ama come siamo”

Il Papa al giovane transessuale disabile: “Dio non ha schifo delle nostre realtà, ci ama come siamo”
(ansa)
In un podcast di Vatican News in vista della Giornata mondiale della gioventù di Lisbona le testimonianze di alcuni ragazzi e il commento di Francesco
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“Il Signore non ha schifo di nessuno di noi. Anche nel caso in cui noi fossimo peccatori, lui si avvicina per aiutarci”. Così papa Francesco a un giovane disabile transessuale in un podcast prodotto da Vatican News in vista della Giornata mondiale della gioventù di Lisbona (2-6 agosto).

“La testardaggine ci chiude”

Nel podcast sono raccolte le testimonianze audio di alcuni ragazzi con esperienze di vita complesse e papa Francesco chiosa le singole situazioni. “Mi sentivo strattonato dalla dicotomia tra fede e identità transgender, entrambe braccia di uno stesso corpo, il mio”, racconta Giona, che viene definito “disabile, omosessuale, transgender, credente” e racconta la sua vicenda. “Giona”, commenta Bergoglio al microfono del “Popecast”: “Ho ascoltato la tua storia, il tuo cammino. Tu già sai quello che ti dirò adesso: il Signore sempre cammina con noi, sempre. Il Signore non ha schifo di nessuno di noi. Anche nel caso in cui noi fossimo peccatori, lui si avvicina per aiutarci. Il Signore non ha schifo delle nostre realtà, ci ama come siamo. E questo è l’amore pazzo di Dio... noi siamo come il profeta, un po’ testardi, e non vogliamo credere l’amore di Dio e quella testardaggine ci chiude. Dio ci ama come siamo, Dio ci accarezza sempre. Dio è padre, madre, fratello, tutto per noi. E capire questo è difficile, ma lui ci ama come siamo. Non arrenderti. Avanti!”.

La “società crudele”

Tra le altre voci raccolte da Salvatore Cernuzio, due detenuti, una ragazza con disturbi psichici, un adolescente che passa il tempo ai videogiochi, un’insegnante di religione e una educatrice. “Tante volte la società è crudele perché uno sbaglio ci qualifica per tutta la vita....”, dice il Papa ai due ragazzi in carcere. “Quel dito accusatore ci distrugge. Vi dico una cosa: non eravate soli nel vostro cammino, neppure quando avete fatto gli sbagli brutti, c’era il Signore lì. E il Signore pronto a prenderti per mano, per aiutarti a sollevarti. È stato lui a fare le circostanze storiche per sollevare ambedue... La vita non viene affossata dagli sbagli. I nostri sbagli tante volte ci fanno riflettere per andare avanti”.

Una “setta religiosa chiusa”

Alla ragazza con disturbi psichici, Bergoglio raccomanda di osservare le cure psicologiche necessarie: “Tutti noi abbiamo ferite psico-fisiche, tutti noi siamo feriti dalla vita e dal peccato anche. Ma prenditi cura di quello”. Poi l’esortazione a non perdersi in un “labirinto”: “Guarda sempre in avanti, non perdere l’orizzonte, perché è quello che ti farà andare avanti. E l’orizzonte è Dio. Non perdere questa avventura della vita. Non entrare nei labirinti della coscienza che alla fine non ci salvano…”. A chi gli parla di una Chiesa che dovrebbe svecchiarsi ed essere più vicina alla gente, “la Chiesa è Chiesa quando è in cammino”, risponde il Papa. “Al contrario è una setta religiosa chiusa in sé stessa. Tante volte nella Chiesa ci sono lotte di piccoli gruppi, l’uno contro l’altro. Quando una differenza si trasforma in partito, questo uccide l’unità... Non tutti siamo uniformi nella Chiesa e questo è la grandezza”.

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