TRENTO – A 92 anni la propria casa è la propria vita. Anche per lui, ogni altro luogo, era percepito come il vuoto, simile a una insopportabile prigione. Per nostalgia di famigliari e giovinezza, in uno sprazzo di lucidità, un anziano ospite della casa di riposo Cesare Benedetti di Mori, in Trentino, ha messo in atto il piano della sua grande fuga: poteva davvero costargli la vita e per ore ha mobilitato personale della Rsa e forze dell’ordine della Vallagarina.
L’altra sera il vecchio, deciso a riconquistare quella che gli appariva come la libertà perduta, ha fatto scattare l’allarme. Quando l’infermiere si è precipitato nella stanza si è scusato: «Non ho sonno — ha sorriso — vorrei scendere per guardare la tivù». L’allarme poco prima di mezzanotte: il televisore era acceso, ma l’anziano era scomparso. Il dipendente di turno è salito nella camera per verificare che fosse rientrato. All’apparenza tutto in ordine: sotto le lenzuola del letto, massa e sagoma di una persona. Ma l’anziano, da tempo sottoposto a costante sorveglianza per la sua incolumità, aveva realizzato il sogno di un’evasione da film. Gonfiato il letto con i cuscini per ingannare il personale, è riuscito a raggiungere il muro di cinta. Vani i tentativi di scavalcarlo. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso i dieci minuti di disperate acrobazie del vecchio che sognava di tornare a dormire nel suo letto. Invece è riuscito a sgusciare fuori infilandosi sotto la recinzione del giardino: da qui ha raggiunto il confinante parco comunale. Elusi anche gli ultimi controlli, l’uomo ha scoperto di avere la forza e la memoria che tutti pensavano smarrite: nel buio, a piedi, ha percorso oltre dieci chilometri, fino a raggiungere la casa natale, dentro cui si è barricato. Nella Rsa allarme e ricerche erano già scattate: il trucco della sagoma nel letto era stato svelato, il personale visionava i video di sicurezza. Scoperta la fuga, restava da rintracciare l’anziano. I carabinieri, su indicazione degli infermieri a cui l’uomo confidava ogni giorno di «morire per la nostalgia di casa», hanno raggiunto la sua residenza di Trambileno. Impossibile farsi aprire dal novantaduenne, barricato all’interno: deciso a non rientrare nella Rsa, minacciava di ferirsi con una sega elettrica.
Ci sono i voluti i vigili del fuoco, che hanno forzato una finestra, per scongiurare un dramma. «Il modello delle case di riposo — dice il presidente della Rsa, Gianmaria Gazzi — va ripensato a livello nazionale. Il profilo degli anziani è cambiato, gli ospiti spesso non entrano più per libera scelta, o nel pieno delle facoltà mentali. Anche le necessità di assistenza sono mutate, demenza e difficoltà cognitive si moltiplicano, l’emergenza personale esplode. Imporre la Rsa a chi conserva momenti di lucidità è un problema su cui va aperta una riflessione collettiva».
In primavera un altro anziano, logorato dalla nostalgia di casa, era fuggito dalla stessa struttura: l’hanno trovato a fine maggio, annegato nell’Adige.