Cronaca

Migranti, le proposte di Sant’Egidio: “L’Italia coinvolga la Ue e faccia dei giovani migranti i suoi figli”

Migranti, le proposte di Sant’Egidio: “L’Italia coinvolga la Ue e faccia dei giovani migranti i suoi figli”
(ansa)
Il presidente Impagliazzo: “Bisogna fermare i morti in mare, promuovere l’accoglienza diffusa dei minori non accompagnati e allargare il decreto flussi”
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Basta morti in mare, basta porti lontani per i salvati, basta con l'assenza di missioni europee nel Mediterraneo. L’Italia deve chiedere con forza all’Europa un aiuto economica sui salvataggi, l’aumento del numero di resettlement (cioè di redistribuzioni) sulla base del concetto di solidarietà tra Paesi e al tempo stesso promuove di più i canali, l’accoglienza, l’integrazione di un'immigrazione che può essere regolarizzata. È la Comunità di Sant’Egidio, stavolta con il suo presidente Marco Impagliazzo, ad avanzare richieste e proposte sui migranti.

"Non c’è alcuna emergenza immigrazione in Italia”, ha detto. “Le immagini degli sbarchi, dei sovraffollamenti nell’isola di Lampedusa non ci parlano di un’emergenza ma sono colpa dello smantellamento del sistema di accoglienza e di scelte non razionali fatte nella gestione dell’immigrazione, questa sì trattata come un’emergenza e non come un fenomeno strutturale di lungo termine”. 

Le richieste all’Europa

"L'Europa”, ha aggiunto, “deve essere messa di fronte alle sue responsabilità. E l'Italia deve coinvolgerla con i salvataggi in mare, non solo con operazioni europee di soccorso ma anche con un aiuto economico importante per i salvataggi e la prima accoglienza. I fondi ci sono, vanno pretesi e impiegati". Bisogna, inoltre, "aumentare il numero dei trasferimenti dei migranti, sulla base del concetto di solidarietà", “ripristinare una prima accoglienza vera che includa ad esempio l’insegnamento della lingua italiana fondamentale per la successiva integrazione”, e valorizzare "il tema dell'accoglienza diffusa soprattutto per i minori non accompagnati anche con il sostegno all’istituto dell’affidamento", una “best practice da allargare per non perdere giovani che sono già qui in un Paese che soffre la crisi demografica” ma che è oggi intralciata “da una burocrazia lenta”. "Facciamo le politiche sulla natalità?”, dice il presidente. “Allora approfittiamo della presenza di migliaia di ragazzi per farne i nostri figli. Perché perderli, perché non formarli, perché non avviarli al lavoro?"

L’esempio ucraino

“La grande opera di accoglienza degli ucraini e delle ucraine" immediatamente dopo l'invasione russa, ha ricordato il presidente di Sant’Egidio, dimostra che l'Europa "è stata in grado di accogliere cinque milioni di persone in un anno senza che questo fosse un problema. Qui si tratta di 113.000 persone dall'inizio dell'anno. Anche queste proporzioni ci dicono che è possibile lavorare per una immigrazione regolare".

Molti anziani, poche badanti

"Abbiamo molto apprezzato che il governo abbia ampliato” i numeri, ha proseguito Impagliazzo, "ma quello che registriamo è che è stata prevista una quota di badanti troppo bassa, circa 9.500 persone". Negli ultimi anni "la popolazione è invecchiata e la cifra è sproporzionata rispetto ai bisogni delle famiglie italiane". "Chiediamo che la regolarizzazione del 2020 venga applicata, e siamo nel 2023", ha detto ancora il presidente di Sant'Egidio, spiegando che "alcuni datori di lavoro che avevano fatto richiesta sono ormai morti, e le richieste sono rimaste quindi sospese. Eppure le domande erano state presentate in tempo".

Il riconoscimento dei titoli di studio

L’ultimo capitolo delle proposte di Sant’Egidio riguarda l’istruzione. “Approfittiamo”, dice, “di quanti vorrebbero venire per rafforzare la convertibilità dei permessi di studio in permessi di lavoro ed un riconoscimento dei titoli di studio già acquisiti all’estero evitando gli ostacoli esistenti". Un classico esempio a riguardo, secondo Impagliazzo, sono gli infermieri: “La loro carenza nel nostro paese è strutturale”. Eppure "ci sono Paesi con cui non c'è equipollenza del titolo, magari con corsi aggiuntivi sorretti da borse di studio". In sostanza Sant'Egidio chiede "uno snellimento burocratico che non è complicato, facendo sì che le nostre emergenze divengano un'occasione".

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