Adozione lampo, il sindaco di Trento: “Modificheremo l’anagrafe per iscrivere Giulio con due papà”
di Maria Novella De Luca“I due papà non devono preoccuparsi. Il comune di Trento modificherà i propri sistemi informatici e il piccolo Giulio sarà iscritto all’anagrafe con i cognomi di entrambi i padri. Mi faccio parte attiva perché dopo questa adozione, che mi fa un grande piacere, non ci siano intoppi burocratici per il riconoscimento”.
Franco Ianeselli, sindaco di Trento si è impegnato. Dopo aver letto l’intervista di Giuseppe Lo Presti a Repubblica, ha subito risposto. Giuseppe Lo Presti e Antonio Ortone sono i due papà protagonisti della stepchild “lampo” decisa dal tribunale per i minori di Trento, con la quale Antonio ha potuto adottare in soli 4 mesi Giulio, 4 anni, figlio biologico di Giuseppe, gravemente malato. Uno di quei casi di Giustizia giusta tanto rari da diventare, appunto, un caso.
“A Trento ho continuato a trascrivere i figli nati da coppie lesbiche, anche dopo la diffida che mi è arrivata dal commissario del Governo. Se in Italia la fecondazione eterologa è legale per le coppie ete…
“I due papà non devono preoccuparsi. Il comune di Trento modificherà i propri sistemi informatici e il piccolo Giulio sarà iscritto all’anagrafe con i cognomi di entrambi i padri. Mi faccio parte attiva perché dopo questa adozione, che mi fa un grande piacere, non ci siano intoppi burocratici per il riconoscimento”.
Franco Ianeselli, sindaco di Trento si è impegnato. Dopo aver letto l’intervista di Giuseppe Lo Presti a Repubblica, ha subito risposto. Giuseppe Lo Presti e Antonio Ortone sono i due papà protagonisti della stepchild “lampo” decisa dal tribunale per i minori di Trento, con la quale Antonio ha potuto adottare in soli 4 mesi Giulio, 4 anni, figlio biologico di Giuseppe, gravemente malato. Uno di quei casi di Giustizia giusta tanto rari da diventare, appunto, un caso.
“A Trento ho continuato a trascrivere i figli nati da coppie lesbiche, anche dopo la diffida che mi è arrivata dal commissario del Governo. Se in Italia la fecondazione eterologa è legale per le coppie eterosessuali, questo è il mio convincimento, lo deve essere anche per le coppie di due donne. Il discorso è diverso nei casi invece nei quali i figli nascono con la gestazione per altri, rispetto alla quale esiste un divieto assoluto”.
Ianeselli conosce bene i due papà di Trento, ai quali all’inizio del suo mandato aveva spiegato il proprio punto di vista sulle trascrizioni. Oggi fa parte di quel gruppo di sindaci “disobbedienti” che nonostante i diktat del governo di destra continuano a riconoscere alla nascita i figli di due mamme. Giuseppe e Antonio sono diventati padri negli Stati Uniti con la gestazione per altri. Sul certificato di nascita americano di Giulio sono entrambi definiti padri. Ma a Trento il comune aveva negato la registrazione. Dopo aver fatto ricorso in tribunale Giuseppe ha scoperto di essere gravemente malato. E di non avere tempo per aspettare gli esiti di una casa, con il rischio che Giulio, se Giuseppe fosse morto, restasse di fatto orfano.
Per la legge italiana infatti l’unico genitore riconosciuto è Giuseppe, il papà biologico, mentre ad Antonio, padre intenzionale, non veniva riconosciuto alcun legame con il bambino. Di qui la scelta, ha raccontato Giuseppe, assistiti dall’avvocato Michele Giarratano “di tentare la strada della stepchild adoption, sperando in tempi veloci”. Ed è quello che – incredibilmente – è avvenuto, al tribunale dei minori di Trento, il cui presidente è Giuseppe Spadaro.
“Ho condiviso in tutto e per tutto le motivazioni del tribunale per i minori di Trento, quando afferma che la sentenza di adozione è un richiamo al diritto dovere della responsabilità verso un minore. Non è il desiderio che si fa diritto. Io credo che esista differenza tra eterologa e gestazione per altri, ma tutti i bambini, comunque siano nati, hanno diritto alla tutela e ad avere due genitori. Per i figli che nascono con la maternità surrogata la strada del riconoscimento potrebbe essere, prendendo esempio dal tribunale di Trento, quella di una stepchild in tempi congrui e umani. Una via concreta piuttosto che invocare il reato universale lasciando poi i bambini privi di diritti”.