Nel 2008 era era finita ai domiciliari, dopo aver partecipato al programma "I soliti ignoti" mentre era in malattia da circa 15 anni, e aveva perso il posto di lavoro nell’ospedale dove “esercitava” la sua professione di medico. Oggi quella stessa dottoressa, Maria Colavita, 60 anni, originaria di Isernia e specializzata in urologia e ginecologia, è stata denunciata dai carabinieri e rischia una condanna per interruzione di servizio pubblico.
Attesa dal primo settembre a Tregnago
La dottoressa infatti, espiata la pena e trascorsi ormai tanti anni, avrebbe dovuto ricominciare da capo e assumere, il primo settembre scorso, un nuovo carico come medico di base a Tregnago, piccolo comune alle porte di Verona. Avrebbe, perché anche in questo caso in ambulatorio non si è fatta vedere e avere un contatto con lei è una missione impossibile per i suoi pazienti. Così giovedì scorso al civico 15 di via Unità d’Italia, questo l’indirizzo dello studio, quando finalmente ha deciso di presentarsi, oltre ai pazienti ha trovato sulla porta i carabinieri che le hanno notificato la denuncia nei suoi confronti.
L’allarme lanciato dal sindaco e dai pazienti abbandonati
A scoperchiare il caso fu il sindaco del paese che sul suo profilo Fb 5 giorni fa aveva scritto: «Nuovo Medico di Medicina generale a Tregnago. A me e al Servizio Sanitario arrivano molte segnalazioni riguardo il mancato servizio e l’assenza di risposte del nuovo medico di medicina generale a Tregnago, ha dichiarato tramite un post Facebook il sindaco del comune Simone Santellani. I disagi sono molti, posso solo dire che la situazione è monitorata dagli enti competenti, è un servizio pubblico importante che deve essere svolto con consapevolezza».