Cronaca

Umbria, cure gratuite per le donne vittime di violenza

Umbria, cure gratuite per le donne vittime di violenza

L'esenzione viene riconosciuta alle cittadine residenti e ha una validità iniziale di un anno, rinnovabile. Copre le visite, gli accertamenti e i percorsi psicologici legati agli abusi subiti. Lo stanziamento per il 2026 è di 50mila euro

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Si chiama “V99”. Sembra solo un codice, ma è molto di più. Grazie a quella lettera e a quelle due cifre le donne vittime di violenza residenti in Umbria avranno accesso gratuito alle cure: visite mediche, accertamenti diagnostici e percorsi psicologici legati ai maltrattamenti o agli abusi subiti.

«È un abbraccio, un altro modo per non farle sentire sole», spiega la presidente della Regione, Stefania Proietti, che al progetto ha destinato 50mila euro.

La delibera è stata appena adottata dalla giunta per far sì che «a ogni donna che entra nel codice rosa venga garantito di non deve avere alcun peso per le prestazioni sanitarie e quelle di aiuto e supporto psicologico. Il minimo che possiamo fare».

L’atto assicura la totale gratuità e l'esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria. Il provvedimento prevede l'assegnazione di un nuovo codice di esenzione denominato "V99 vittima di violenza" che viene riconosciuta alle cittadine residenti in Umbria a seguito del rilascio del referto di pronto soccorso o di una certificazione specialistica da parte di strutture sanitarie pubbliche.

Il tesserino associato al codice ha una validità iniziale di un anno e copre tutte le visite mediche, gli accertamenti e i percorsi psicologici derivanti dai maltrattamenti o dagli abusi subiti. Inoltre, qualora le condizioni di salute della donna richiedano ulteriori cure protratte nel tempo, l'esenzione potrà essere rinnovata con le stesse modalità.

Per garantire la copertura finanziaria dell'intervento nell'annualità 2026, la giunta regionale ha disposto uno stanziamento di 50 mila euro.

Una misura che dà «piena attuazione» al nuovo "Percorso regionale in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria per le donne che subiscono violenza", introducendo tutele che vanno oltre i normali livelli essenziali di assistenza.

La presidente Stefania Proietti ha sottolineato «il valore civile e sanitario del provvedimento, evidenziando come la violenza di genere sia una gravissima ferita alla dignità e alla salute pubblica».

Sulla base dell'indirizzo tracciato dalla Giunta, ha ribadito la volontà delle istituzioni regionali di voler assicurare un percorso protetto, uniforme ed efficace fin dal primo contatto con le strutture di emergenza, garantendo che nessuna donna venga lasciata sola e che non debba affrontare ostacoli di natura economica per curarsi.

Con questa decisione, la presidente ha rinnovato l'impegno di «stare al fianco delle vittime passo dopo passo, abbattendo ogni barriera materiale che potrebbe compromettere la continuità delle cure, della presa in carico psicologica e del completo recupero psico-fisico».

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