Covid, il ministero non decide sui positivi asintomatici e sulle mascherine. Le scuole avanti in ordine sparso
di Michele BocciCi sono scuole che chiedono agli alunni positivi asintomatici di stare a casa, come il liceo Ripetta di Roma, e altre che tirano fuori le mascherine, come altri istituti a Genova. Ci sono poi presidi che invece non danno indicazioni, contando sul fatto che chi ha problemi, con il Covid o con un’altra patologia respiratoria, resti a casa. Mentre il ministero alla Salute (che anticipa la campagna vaccinale) lavora sulla circolare che dovrà dire come comportarsi nel caso di studenti che hanno il tampone positivo ma non soffrono di alcun sintomo, le scuole si muovono in ordine sparso.
L’associazione presidi: “Affidarsi al buonsenso delle famiglie”
“Noi non dettiamo misure sanitarie. Per questo mi attengo all’ultimo atto del ministero in materia di Covid, quello con il quale è stato abolito l’obbligo di isolamento”, spiega Cristina Costarelli, del liceo Newton di Roma e responsabile regionale dell’Anp, l’associazione dei presidi. Sempre dall’associazione, il responsabile nazionale Ant…
Ci sono scuole che chiedono agli alunni positivi asintomatici di stare a casa, come il liceo Ripetta di Roma, e altre che tirano fuori le mascherine, come altri istituti a Genova. Ci sono poi presidi che invece non danno indicazioni, contando sul fatto che chi ha problemi, con il Covid o con un’altra patologia respiratoria, resti a casa. Mentre il ministero alla Salute (che anticipa la campagna vaccinale) lavora sulla circolare che dovrà dire come comportarsi nel caso di studenti che hanno il tampone positivo ma non soffrono di alcun sintomo, le scuole si muovono in ordine sparso.
L’associazione presidi: “Affidarsi al buonsenso delle famiglie”
“Noi non dettiamo misure sanitarie. Per questo mi attengo all’ultimo atto del ministero in materia di Covid, quello con il quale è stato abolito l’obbligo di isolamento”, spiega Cristina Costarelli, del liceo Newton di Roma e responsabile regionale dell’Anp, l’associazione dei presidi. Sempre dall’associazione, il responsabile nazionale Antonello Giannelli sottolinea che “i vari colleghi avranno preso posizione dopo aver ricevuto dei quesiti da parte dei genitori. Noi come associazione non abbiamo mai preso posizione. Oggi non c’è più alcuna emergenza e tutto rientra nel buonsenso delle famiglie, che tengono a casa i figli se sono malati, di Covid o di qualcos’altro. E se lo ritengono anche se sono solo positivi”.
La circolare della Salute: “Coinvolgere altri ministeri”
Il ministero alla Salute lavora ormai da qualche giorno a una circolare che sciolga tutti i dubbi. Inizialmente si pensava di risolvere rapidamente la questione. E invece alla Prevenzione ci si è resi conto che le cose sono complicate. Una prima bozza di atto prevedeva che lo studente positivo ma asintomatico restasse comunque a casa cinque giorni. Stessa cosa avrebbero dovuto fare i lavoratori, che potevano mettersi in smart working. Dopo un incontro con Regioni e Istituto superiore di sanità si è un po’ cambiata linea. Del resto l’obbligo di isolamento è caduto. “Oggi non possiamo reintrodurre l'isolamento, ma insieme agli altri ministeri si deve stabilire che tipo di malattia Covid abbiamo davanti ora e serve un percorso interdisciplinare”, ha detto il direttore della prevenzione del ministero, Francesco Vaia. E infatti ci sarà un tavolo di Salute con Lavoro, Istruzione e Funzione pubblica.
Cosa farà chi non ha sintomi
Anche raccogliendo le indicazioni delle Regioni, il ministero sta ora pensando a una circolare che dia solo delle raccomandazioni, visto che proprio per le norme licenziate da questo governo chi ha il Covid non è obbligato a restare a casa. Si spiegherà magari che è meglio indossare la mascherina se si è asintomatici con tampone positivo quando si frequentano luoghi affollati, come ad esempio un cinema ma, teoricamente anche la classe di una scuola. Ma non ci sarà alcun obbligo, si punta sulla responsabilità del singolo. Il tutto considerando allo stesso modo le varie infezioni respiratorie. “Dopo la fine dell'isolamento per decreto, ed in seguito alla fine della emergenza pandemica determinata dall'Oms, abbiamo bisogno di definire anche da un punto di vista medico legale cos'è oggi il Covid - spiega Vaia –. Lo parametriamo all'influenza e alle altre malattie infettive? Bene, ma su questo c'è bisogno di un dialogo interdisciplinare tra più ministeri”.