Nessun ripensamento, il sindaco di Padova Sergio Giordani tira dritto sulla scelta di iscrivere all’anagrafe i figli nati da coppie omosessuali. Nessuna retromarcia, quindi, di fronte all’azione della Procura, che ha impugnato 33 iscrizioni in seguito alla stretta invocata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il Comune di Padova resisterà in giudizio contro i ricorsi.
Il “mero errore materiale”
Sono tutti casi di bimbi nati all’estero da coppie di donne omosessuali, per cui la\ ha evidenziato «un mero errore materiale»: l’iscrizione all’anagrafe di entrambe le mamme, chiedendo quindi solo l’iscrizione della madre biologica. Una richiesta che cancella completamente l’altro genitore da tutti i diritti e doveri che riguardano la crescita di un minore.
"L’interesse della primaria tutela del minore”
Ma l’amministrazione Giordani ha deciso di opporsi, investendo l’avvocatura civica, con l’obiettivo di andare ad un grado di giudizio superiore e tentare di entrare in tal modo nel merito della questione. «Andremo a portare le nostre opinioni in sede di procedimento, innanzitutto come dovere verso le mamme, le loro piccole i loro piccoli e sicuramente anche perché siamo convinti di aver agito nel solco dei valori costituzionali e perseguendo l’interesse della primaria tutela del minore», spiega il sindaco Sergio Giordani. «Nessuno scontro, anzi, seguiamo l’iter previsto dalle leggi dello Stato per esprimere anche nelle sedi preposte l’esigenza di difendere i diritti di questi bambini, alcuni dei quali chiamano mamme i loro genitori da oltre 6 anni».
L’articolo 29 della Costituzione
La tesi che porterà in aula l’amministrazione si baserà sull’articolo 29 della Costituzione, che evidenzia come la Repubblica riconosca i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare. Unità familiare che rischia di scomparire laddove un figlio si ritrovi da un giorno all’altro con uno solo dei genitori iscritto all’anagrafe.
"La questione deve essere affrontata dal Parlamento”
L’articolo 29 parla di concetto di familiarità, che secondo l’avvocatura civica investita da Giordani dell’incarico, si è però evoluto e comprende anche la procreazione medicalmente assistita eterologa, ossia quella che avviene utilizzando gameti donati da individui esterni alla coppia. Si punta tutto sulla tutela dei minori, per provare a difendersi da quello che la Procura definisce “mero errore materiale”.
«Agisco e continuerò ad agire in coscienza», chiude Giordani, «sempre in attesa con decine e decine di colleghi sindaci che il Parlamento affronti la questione senza girarsi dall’altra parte e colmi questo gravissimo vuoto normativo che porta a inaccettabili discriminazioni le cui vittime incolpevoli sono soprattutto i più piccoli».