“Mr. Poof” e gli altri, ex investigatori e società che aiutano la gente a sparire
di Viola GiannoliUn'immagine di "Better call Saul"
In Breaking bad e Better call Saul, serie tv culto osannate da milioni di fan, funziona così: il protagonista chiama un fantomatico negozio di aspirapolveri: «Mi occorre un filtro nuovo per il mio Hoover max extract modello 60. Può procurarmelo?». Parte da qui la procedura di “estrazione”: in cambio di una importante somma di denaro ci si ritrova con un’identità nuova di zecca, una nuova professione e soprattutto fuori dai radar di polizia, federali ed ex compagni criminali in cerca di vendetta.
Jouhatsu o l’evaporazione
Questa è la fiction. La realtà non è molto lontana da così se ci si trova in Giappone: qui esistono società che si occupano di garantire alle persone una sparizione pulita. In Estremo Oriente si…
In Breaking bad e Better call Saul, serie tv culto osannate da milioni di fan, funziona così: il protagonista chiama un fantomatico negozio di aspirapolveri: «Mi occorre un filtro nuovo per il mio Hoover max extract modello 60. Può procurarmelo?». Parte da qui la procedura di “estrazione”: in cambio di una importante somma di denaro ci si ritrova con un’identità nuova di zecca, una nuova professione e soprattutto fuori dai radar di polizia, federali ed ex compagni criminali in cerca di vendetta.
Jouhatsu o l’evaporazione
Questa è la fiction. La realtà non è molto lontana da così se ci si trova in Giappone: qui esistono società che si occupano di garantire alle persone una sparizione pulita. In Estremo Oriente si chiama jouhatsu, evaporazione. A occuparsene sono aziende cosiddette di “traslochi notturni” che pensano sia alla fuga che alla nuova vita.
Il kit per la scomparsa perfetta
Anche negli Usa sparire è diventato un business con siti o super investigatori privati, ormai ex, che vendono tra i 12 e i 20mila dollari kit per la scomparsa perfetta: nuova identità, nuovi documenti, conti bancari in paradisi fiscali, biglietti aerei di sola andata ed escape strategy. Il più famoso è Frank M. Ahearn, “Mister Poof!”, da cacciatore ad aiutante di persone in fuga.
Il fai-da-te all’italiana
In Italia, ricordano dagli uffici dell’agenzia investigativa Tom Ponzi, c’era chi si arruolava nella legione straniera per cambiare nome e acquisire un’identità fittizia pur di tagliare col passato. Poi c’è il fai-da-te che va per la maggior in quella piccola fetta di persone scomparse che sceglie una seconda chance lontano da casa tra le 88mila svanite nel nulla e mai più ritrovate denunciate nel nostro Paese. Mesi fa, nell’ambito di un’indagine, su suggerimento del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse, la polizia Postale chiese di oscurare alcuni articoli rintracciati su un sito dedicato anche ai minori che contenevano un decalogo minuzioso di consigli per come fuggire di casa senza essere scoperti e fuggire altrove. E analoghi altri siti sono sotto controllo e monitoraggio continuo.
Le agenzie per la fuga
Le associazioni che raccolgono i familiari degli scomparsi raccontano però anche che “esistono anche gruppi, organizzazioni, agenzie farlocche che forniscono istruzioni dettagliate per l’allontanamento volontario”.
La fuga può costare dai 10mila euro in su. A seconda della difficoltà. C’è chi scappa per paura, perché inseguito dai debiti, dagli strozzini, dal passato, dalla violenza, dai soldi che non ha, da un lavoro, da una vita che lo opprime o perché ha una seconda famiglia. C’è chi fugge senza lasciare davvero traccia, chi simula una fine alla Matta Pascal e chi conquista la complicità di amici o familiari continuando a comunicare poi nel tempo con lettere spedite da zone diverse e lontane in una sorta di perenne latitanza.
Le fasi per la ricostruzione di una nuova vita
Alcuni investigatori privati che cercando i fuggitivi si sono imbattuti in chi li ha aiutati a scappare la raccontano così: anzitutto si passa per una serie di incontri e di test per essere certi che di fronte non ci sia un criminale e che chi medita la fuga sia davvero convinto di andarsene per sempre facendo perdere le proprie tracce. Il passo due prevede di iniziare a svuotare a poco a poco il proprio conto, di trasferire i soldi altrove, al sicuro, e di rinunciare a tutte le operazioni tracciabili con bancomat e carte di credito. Via anche i telefoni, le schede e ogni profilo social, per non avere la tentazione di rientrarci. In rete si trovano pure diplomi tarocchi per rifarsi un curriculum.
I nuovi documenti
Poi c’è la fase dei nuovi documenti e dei contatti protetti da stabilire nella località di arrivo per evitare di improvvisare tutto. Una delle fasi più importanti è quella “di Pollicino” in cui si creano e si lasciano per strada tracce finte per i possibili inseguitori: biglietti aerei contemporanei per località di facciata che non verranno mai raggiunte, appuntamenti e richieste per case che non verranno mai acquistate, ricerca di posti di lavoro in luoghi in cui non si metterà mai piede e voli con decine di scali per raggiungere infine il proprio Puerto Escondido.