Cronaca

Un pacco speciale in arrivo dal cielo. La Nasa porta oggi sulla Terra un frammento di asteroide

L'atterraggio sull'asteroide Bennu in un'immagine della Nasa

L'atterraggio sull'asteroide Bennu in un'immagine della Nasa

 

La navicella Osiris-Rex ha prelevato della polvere dal piccolo asteroide Bennu. Con una missione di rientro delicatissima arriva nello Utah. Poi lo studierà alla ricerca di indizi sulla vita

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Nessun asteroide è mai caduto sulla Terra tanto delicatamente. Bennu però è un corpo celeste speciale, che ha vissuto tutti i 4,5 miliardi di anni di storia del sistema solare. Oggi non è stato lui a cercare la Terra, bensì la Terra ha cercato lui, compiendo un viaggio di 1,9 miliardi di chilometri. Con una missione speciale da un miliardo di dollari, la prima del genere per gli Stati Uniti, la Nasa è andata a prendere una manciata del suo suolo.

Oggi quel campione prezioso che sa di spazio e – si sogna – di indizi di vita extraterrestre sta per atterrare qui da noi.

La polvere di Bennu

In una zona deserta dello Utah la cassaforte con i 250 grammi di polvere di Bennu dovrà adagiarsi sul terreno, con un paracadute ad addolcirne la traiettoria. Da lì inizieranno le complicazioni. La preoccupazione principale – l’ossessione – della Nasa sarà infatti evitare che il campione extraterrestre si contamini con le tracce di vita della Terra. La cassaforte sarà trasportata con ogni precauzione in un laboratorio immacolato, accanto a quello in cui sono conservati i campioni della Luna, e solo lì aperta per consentire le analisi.

La caccia agli asteroidi

La caccia agli asteroidi da parte della Nasa, in ogni caso, non si concluderà così. La navicella che in sette anni di viaggio si è preoccupata di raggiungere Bennu, sorvolarlo e studiarlo, atterrarvi con la massima precisione (era il 20 ottobre 2020) per prelevare il campione e poi riportarlo da noi, continuerà a viaggiare nello spazio.

La nuova missione

La sonda chiamata Osiris-Rex dopo aver sganciato la capsula si è diretta verso un altro asteroide, Apophis. La nuova missione durerà sei anni e la navicella cambierà nome in Osiris-Apex.

Se la cassaforte non si potesse distaccare

Esiste anche la possibilità che la “consegna” della polvere di Bennu fallisca. Qualora mancassero le condizioni per il distacco della cassaforte dalla navicella, Osiris-Rex sarà costretta a proseguire il suo viaggio per altri due anni prima di tornare nei pressi della Terra.

Quella frazione di secondo

In questo lasso di tempo la sua traiettoria la porterebbe vicino al Sole, dove secondo gli scienziati della Nasa il prezioso campione potrebbe rovinarsi. Oppure la navicella potrebbe sganciare la cassaforte – 80 centimetri per 50 - al momento sbagliato, scagliandola su una zona abitata della Terra, in mare o addirittura fuori dall’orbita. Il distacco è previsto a 100mila chilometri di altezza: abbastanza perché una frazione di secondo di imprecisione si traduca nel fallimento della missione.

L’oggetto celeste più piccolo

La precisione, in realtà, non è mai mancata a Osiris. Bennu, con i suoi 500 metri di diametro, è l’oggetto celeste più piccolo attorno al quale una navicella abbia mai orbitato, da un’altezza che non superava 1,6 chilometri dalla superficie.

L’atterraggio di sei secondi

Un atterraggio di soli sei secondi nel 2020 ha permesso a Osiris di toccare il suolo di Bennu, lanciare un getto di azoto per sollevare la polvere dall’asteroide, raccoglierne un campione di 250 grammi e poi rimbalzare di nuovo in orbita. La scarsa consistenza dell’asteroide mise in difficoltà Osiris, che quasi affondò sulla superficie. La debole forza di gravità trasformò la polvere sollevata in una nuvola che rischiò di danneggiare la sonda.

La palla infuocata

La discesa della cassaforte verso la Terra inizierà a 43mila chilometri orari alle 16 e 42 di domenica nella parte esterna dell’atmosfera (la diretta sul sito della Nasa). L’attrito con l’aria la trasformerà in una palla infuocata, che gli scienziati della Nasa seguiranno con la massima attenzione.

Alle 16 e 46, con il paracadute aperto a 1,6 chilometri di altitudine, la capsula entrerà nell’area dello Utah Test and Training Range, la base del Dipartimento della Difesa americano nella quale è previsto l’atterraggio alle 16 e 55.

“Il frammento sarà studiato per decenni”

La polvere di Bennu (il nome deriva da una divinità egiziana dall’aspetto di un airone), secondo la Nasa, verrà studiata “nei decenni a venire”. Prima della Nasa, il Giappone aveva completato due missioni per portare sulla Terra frammenti di asteroide.

Fra i granelli di Bennu ricchi di carbonio si spera di trovare indizi sull’epoca in cui il sistema solare era appena nato, 4,5 miliardi di anni fa, o sulla teoria secondo cui i mattoni della vita siano arrivati sulla Terra proprio a bordo degli asteroidi.

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