Migranti, la giudice Apostolico non convalida i trattenimenti di altri quattro richiedenti asilo tunisini
di Alessandra ZinitiLa giudice del tribunale di Catania Iolanda Apostolico ha deciso di non convalidare i trattenimenti nel centro richiedenti asilo di Pozzallo disposti dal questore di Ragusa nei confronti di quattro migranti tunisini.
La giudice, dunque, come era prevedibile, ha confermato la sua valutazione sull’illegittimità delle norme del decreto Cutro anche se questa volta il decreto del questore di Ragusa Trombadore era più articolato nelle sue motivazioni. Ma secondo la giudice l’applicazione a Pozzallo delle procedure di frontiera a dei migranti sbarcati a Lampedusa è illegittima, così come la richiesta di una cauzione per la loro libertà.
È il secondo provvedimento in tal senso della magistrata finita nella bufera dopo la pubblicazione di un video in cui era stata filmata mentre, ad agosto 2018, protestava contro la decisione dell'allora ministro dell'interno Salvini di non far sbarcare in porto 150 profughi. Domenica scorsa un altro giudice di Catania, Rosario Cuprì, non aveva convalidato sei…
La giudice del tribunale di Catania Iolanda Apostolico ha deciso di non convalidare i trattenimenti nel centro richiedenti asilo di Pozzallo disposti dal questore di Ragusa nei confronti di quattro migranti tunisini.
La giudice, dunque, come era prevedibile, ha confermato la sua valutazione sull’illegittimità delle norme del decreto Cutro anche se questa volta il decreto del questore di Ragusa Trombadore era più articolato nelle sue motivazioni. Ma secondo la giudice l’applicazione a Pozzallo delle procedure di frontiera a dei migranti sbarcati a Lampedusa è illegittima, così come la richiesta di una cauzione per la loro libertà.
È il secondo provvedimento in tal senso della magistrata finita nella bufera dopo la pubblicazione di un video in cui era stata filmata mentre, ad agosto 2018, protestava contro la decisione dell'allora ministro dell'interno Salvini di non far sbarcare in porto 150 profughi. Domenica scorsa un altro giudice di Catania, Rosario Cuprì, non aveva convalidato sei trattenimenti.
La giudice Apostolico ha ribadito le contestazioni al decreto Cutro già mosse nella sua precedente decisione ribadendo che “il richiedente non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la sua domanda”, che “come già affermato da precedenti decisioni di questo Tribunale, il trattenimento di un richiedente protezione internazionale, costituendo una misura di privazione della libertà personale è legittimamente realizzabile soltanto in presenza delle condizioni giustificative previste dalla legge”. E ancora la Apostolico rileva che i migranti in questione, approdati a Lampedusa il 3 ottobre, avevano manifestato già lì l’intenzione di chiedere asilo e dunque è quello e non Pozzallo il luogo deputato all’applicazione delle procedure accelerate di frontiera.
Nelle motivazioni del provvedimento, la giudice Apostolico sottolinea che “la Corte Costituzionale ha chiarito, fin dalla pronunzia dell’11 luglio 1989, n. 389, che la normativa interna incompatibile con quella dell’Unione va disapplicata dal giudice nazionale”. E infine viene ribadita l’illegittimità e il contrasto con le norme europee della richiesta di cauzione con fidejussione in cambio della libertà.
Immediato il commento della Lega che ieri ha preannunciato l’intenzione di proporre una riforma per la composizione delle sezioni immigrazione: “Giustizia o politica? Prima in una piazza dove si insultano le forze dell’ordine e si difendono gli sbarchi, poi in tribunale per rimettere in circolazione altri clandestini. Un intervento è necessario, come consentito dalla Costituzione, per rispetto della legge, del buonsenso e del popolo italiano”. E Fratelli d’Italia chiede che la giudice si astenga dalle decisioni.