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Catania, effetto valanga sul decreto Cutro. Un altro giudice non convalida il trattenimento di sei migranti. E spunta nuovo video di Apostolico

La Lega attacca ancora, rilanciando un filmato della manifestazione per il caso Diciotti con la magistrata e il marito: “Coppia che lavora in tribunale tifa con l'estrema sinistra davanti alla polizia”

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Una valanga, come era facile prevedere. Il provvedimento della giudice Iolanda Apostolico non è più un caso isolato. C’è già un altro giudice a Catania che ha ritenuto di non convalidare il trattenimento di altri sei migranti a Pozzallo, disposto dal questore di Ragusa. Il provvedimento è stato adottato dal giudice Rosario Cupri, un collega di Iolanda Apostolico. Ed esattamente come fatto il 29 settembre dalla Apostolico, anche in questo il giudice ha ritenuto di disapplicare la norma del decreto Cutro che prevede il trattenimento di richiedenti asilo provenienti da Paesi sicuri in attesa delle procedure accelerate di frontiera. Dunque, un’altra sconfessione, la terza ( considerando anche la pronuncia dei giudici di Firenze) delle nuove norme sull’immigrazione decise dal governo.

Il giudice ha disposto l’immediata liberazione dei richiedenti asilo difesi dagli avvocati Rosa Lo Faro e Fabio Presenti con motivazioni articoli del tutto simili a quelle della collega Apostolico, rilevando anche come le procedure accelerate di frontiera debbano essere fatte nel luogo di sbarco ( anche in questo caso Lampedusa) e come sia di fatto illegittimo il trattenimento immotivato e la richiesta di una fidejussione di 5.000 euro in cambio della libertà.

"Un altro giudice, Rosario Cupri, non ha convalidato il trattenimento di alcuni migranti a Pozzallo. Siamo in attesa di foto, video, post che si prestino a screditarlo. Consegnare subito a Salvini", scrive su X Sandra Zampa del Pd.

Intanto la Lega tira fuori un nuovo video della giudice Iolanda Apostolico, qui ripresa accanto al marito Massimo Mingrino, funzionario del tribunale di Catania. Batte le mani al ritmo dello slogan che i manifestanti gridano davanti alle forze di polizia: "Siamo tutti antifascisti". È sempre il 25 agosto 2018 ma è un altro momento della manifestazione indetta per il caso Diciotti al porto di Catania.

I fornitori di video di Matteo Salvini dunque mettono altra carne al fuoco. A corredo del video Salvini posta una frase di Rosario Livatino, giudice di Agrigento ucciso dalla mafia nel 1999. "Nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili". E aggiunge come didascalia: "Catania, coppia che lavora in tribunale tifa con l'estrema sinistra davanti alla polizia".
Un ulteriore tassello nelle accuse mosse alla giudice che ha disapplicato il decreto Cutro sul trattenimento di 4 richiedenti asilo che nei prossimi giorni potrebbe portare all'apertura di un procedimento disciplinare già in corso di valutazione da parte del ministro di grazia e giustizia Nordio.

Ieri sono spuntate nuove immagini, girate da un giornalista di LaPresse, che mostrano la giudice al sit-in di protesta a Catania nel 2018 e dove si vede il segretario di Rifondazione comunista dell’epoca, Pier Paolo Montalto, gridare contro i poliziotti accusandoli di aver manganellato una ragazzina e, accanto a lui, la giudice che alza il braccio e dice qualcosa che non si sente. La Lega ha rialzato il tiro e commentato: “Sconvolgente”. Nelle stesse ore si è rivelato l’uomo del mistero: a girare le immagini che riprendono la giudice Iolanda Apostolico il 25 agosto 2018 alla manifestazione per il caso Diciotti è stato un carabiniere allora in servizio a Catania. È stato lui a rivelarlo ai suoi superiori. Il video non è finito agli atti di alcuna informativa né negli archivi dell’Arma ma sarebbe rimasto nel suo telefonino e solo quattro giorni fa, ricordandosi della presenza della giudice tra i manifestanti, lo avrebbe condiviso in una chat di vecchi amici e colleghi.

Ma restano punti oscuri. Giuseppe Conte oggi è tornato a a chiedere come siano finiti nelle mani del ministro delle Infrastrutture i video: “Lo chiarisca – ha detto il leader del M5S, oggi a San Giovanni Rotondo per il firma day – perché, siccome non è tra i suoi compiti istituzionali fare la collezione dei video che vengono fatti per ragione di sicurezza dalle forze dell'ordine, è bene che chiarisca cosa c'è dietro". Poi ha aggiunto: “Un magistrato deve essere imparziale e deve anche apparire imparziale ma non consentiremo mai a questa maggioranza di realizzare il disegno e di approfittare di singole circostanze ed episodi, qualunque essi siano, per perseguire un disegno volto a mettere il bavaglio alla magistratura”.

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