Nel weekend il caso Apostolico sarà al centro di una riflessione del direttivo dell’Associazione nazionale magistrati, ma il tiro al piccione contro Iolanda Apostolico, la prima giudice a disapplicare la norma del decreto Cutro relativa al trattenimento dei richiedenti asilo per le procedure accelerate di frontiera, preoccupa i magistrati italiani. E la sezione di Catania dell’Anm decide di intervenire subito con una nota che sostanzialmente dice: le critiche nel merito dei provvedimenti sono legittime ma gli attacchi personalizzati hanno un effetto intimidatorio nei confronti di altri giudici chiamati ad occuparsi delle stesse materie.
Presa di posizione che arriva a 15 giorni dal primo provvedimento firmato dalla giudice ( che ha poi confermato con una seconda decisione analoga) ma dopo la diffusione di altre notizie che, oltre al video di ancora ignota provenienza, riguardano questa volta la famiglia di Iolanda Apostolico: in particolare il figlio, rinviato a giudizio anni fa ( e poi assolto) nell’ambito di un procedimento celebratosi a Padova e relativo a scontri tra manifestanti e polizia. Procedimento nel quale la giudice Apostolico andò a testimoniare in favore del figlio accusato di violenze nei confronti delle forze dell’ordine.
Una “inaccettabile denigrazione” quella a cui è sottoposta Iolanda Apostolico, sostiene l’Anm di Catania: «Continuiamo a deplorare con sconcerto, dolore e preoccupazione la campagna di persecuzione mediatica promossa da alcuni organi di stampa e da esponenti politici della maggioranza di governo contro il giudice del tribunale di Catania Iolanda Apostolico, 'rea' di aver adottato alcuni provvedimenti di diniego di convalida del trattenimento amministrativo di migranti. Provvedimenti seguiti da altri di tenore sostanzialmente analogo da parte di altri uffici giudiziari".
La prima sentenza di Iolanda Apostolico ha avuto il prevedibile effetto valanga e, nei giorni successivi, non solo di Catania, ma da Firenze a Potenza, hanno condiviso le motivazioni della giudice disapplicando le norme del decreto Cutro. E saranno moltissime nelle prossime settimane le decisioni che i giudici di diversi tribubali dovranno adottare sulle stesse materie. Da qui la preoccupazione dell’Anm: “Il diritto dell'immigrazione è materia assai complessa che attiene ai diritti soggettivi delle persone. Il dibattito sulle decisioni giudiziarie (anche pubblico ed anche in questa materia) è lecito e, anzi, ben accetto. Ma non una riga di critica ragionata traspare negli interventi pubblici sopra accennati, bensì solo sconsiderati ed indecorosi attacchi alla persona del giudice (finanche invocando, non è dato comprendere a che titolo, la sua 'espulsione' dal corpo della magistratura), perpetrati in ambiti estranei alla sfera professionale, sino al punto di pedinare e riprendere la collega nei suoi quotidiani spostamenti privati. Tali attacchi, peraltro ripetuti a mò di stillicidio, nulla hanno a che vedere con la professionalità del magistrato e con le specifiche decisioni adottate nell'esercizio della funzione giurisdizionale, ma appaiono unicamente mirati a screditarne la figura. Essi hanno inoltre l'effetto di intimidire coloro i quali (colleghi della suddetta giudice) saranno chiamati a pronunciarsi su vicende analoghe".
L’Anm non intende lasciare sola Iolanda Apostolico e, nel chiedere a “tutti coloro che stanno promuovendo questa indegna campagna denigratoria a desistere immediatamente da tali inaccettabili ed illegittimi comportamenti", ribadisce che "continuerà a tenere alta la guardia di fronte all'eventuale perpetuarsi di tale linciaggio mediatico, valutando - conclude la nota -, anche con i diretti interessati, ogni opportuna iniziativa ulteriore da intraprendere a tutela della dignità dei colleghi".